Il processo di Ornstein-Uhlenbeck è un processo stocastico continuo, gaussiano e markoviano con richiamo verso una media di equilibrio. È il modello lineare più semplice per una grandezza che fluttua casualmente ma non vaga indefinitamente: quando si allontana dalla media, una forza di richiamo la spinge indietro.
La forma di Itô più usata è l’equazione differenziale stocastica:
dove \theta>0 è la velocità di ritorno verso la media, \mu è il livello di equilibrio, \sigma è l’intensità del rumore e W_t è un processo di Wiener. La deriva \theta(\mu-X_t) è positiva se X_t<\mu e negativa se X_t>\mu.
Lettura dei parametri
| Parametro | Significato | Effetto |
|---|---|---|
| \displaystyle \mu | media di lungo periodo | livello attorno a cui il processo oscilla |
| \displaystyle \theta | velocità di richiamo | maggiore \theta significa ritorno più rapido |
| \displaystyle \sigma | intensità del rumore | maggiore \sigma significa fluttuazioni più ampie |
| \displaystyle W_t | rumore browniano integrato | sorgente aleatoria continua |
Il tempo caratteristico del richiamo è dell’ordine di:
Dopo tempi molto più grandi di \tau_c, l’influenza della condizione iniziale è fortemente attenuata.
Soluzione esplicita
La soluzione esplicita, partendo da X_0, è:
Il primo termine è la media di equilibrio, il secondo è la memoria della condizione iniziale, il terzo è un integrale di Itô che accumula rumore passato con peso esponenzialmente decrescente. Il processo è quindi una media filtrata del rumore bianco: gli urti recenti pesano più di quelli lontani.
La media condizionata vale:
La varianza condizionata, se X_0 è fissato, è:
Quindi la varianza non cresce indefinitamente come nel moto browniano, ma tende a un valore finito:
Distribuzione stazionaria e autocorrelazione
Per \theta>0, il processo ammette una distribuzione stazionaria gaussiana:
In regime stazionario, la covarianza tra due istanti separati da un ritardo \tau è:
L’autocorrelazione normalizzata è quindi:
Questa formula è il motivo per cui il processo OU è usato come modello di rumore colorato con memoria finita: la correlazione non è nulla istantaneamente, ma decade esponenzialmente.
Confronto con il moto browniano
| Proprietà | Moto browniano | Ornstein-Uhlenbeck |
|---|---|---|
| media | può avere deriva lineare | tende a \mu |
| varianza | cresce come t | tende a \dfrac{\sigma^2}{2\theta} |
| memoria | incrementi indipendenti | valori correlati nel tempo |
| stazionarietà | non stazionario | stazionario se inizializzato all’equilibrio |
| traiettorie | continue e non derivabili | continue e non derivabili |
Il processo OU resta guidato dal moto browniano, quindi le traiettorie sono ancora irregolari. La differenza essenziale è nella deriva: il termine di richiamo impedisce alla varianza di crescere senza limite.
Simulazione esatta
Su una griglia temporale con passo \Delta t, conviene usare la transizione esatta invece di una discretizzazione grossolana di Eulero. Condizionatamente a X_t=x:
Questa formula preserva media e varianza corrette per qualunque passo positivo. Lo schema di Eulero-Maruyama,
con Z_n\sim\mathcal N(0,1), è utile didatticamente ma può introdurre errori se \Delta t è troppo grande rispetto a 1/\theta.
Applicazioni
Il processo di Ornstein-Uhlenbeck compare in fisica statistica, segnali rumorosi, controllo, filtraggio, finanza matematica, modelli di tassi con richiamo, sistemi dissipativi, vibrazioni casuali e rumori correlati. La velocità nell’equazione di Langevin libera è un esempio fisico classico: l’attrito richiama la velocità verso zero, mentre gli urti molecolari la mantengono fluttuante.
In teoria dei segnali, l’OU fornisce un modello elementare di rumore colorato: rispetto al rumore bianco, ha una scala temporale di memoria. In statistica dei processi, è un esempio fondamentale di processo gaussiano markoviano e stazionario.
Errori comuni
Il primo errore è trattarlo come un semplice moto browniano con media variabile. La differenza non è estetica: il browniano ha varianza crescente, mentre l’OU tende a una distribuzione di equilibrio.
Il secondo errore è usare \theta\le0 senza cambiare interpretazione. Con \theta=0 si perde il richiamo e resta una diffusione; con \theta<0 il termine deterministico allontana dalla media e il modello diventa instabile.
Il terzo errore è confondere stazionarietà del processo con valore iniziale qualunque. Se X_0 è fissato, le distribuzioni iniziali cambiano nel tempo; il processo è strettamente stazionario solo se X_0 è già distribuito come \mathcal N(\mu,\sigma^2/(2\theta)).
Il quarto errore è simulare con passi troppo grandi e poi interpretare le statistiche come se fossero esatte. Per il processo OU la transizione gaussiana chiusa è spesso la scelta migliore.
Vedi anche: equazione differenziale stocastica, processo di Wiener, moto browniano, integrale di Itô, formula di Itô, stazionarietà, autocorrelazione, densità spettrale di potenza, equazione di Langevin, rumore bianco e formulario di processi stocastici e affidabilità.