Semiperimetro

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    Il semiperimetro è la metà del perimetro di una figura piana. Se il perimetro è p, il semiperimetro si indica spesso con s:

    s=\dfrac{p}{2}.

    È una grandezza semplice, ma compare in molte formule geometriche perché raccoglie in un solo simbolo la somma dei lati. In particolare è fondamentale nella formula di Erone, nelle formule per alcuni quadrilateri e nella relazione tra area e raggio inscritto.

    Il semiperimetro ha la stessa unità di misura dei lati: metri, centimetri, millimetri o qualunque unità di lunghezza coerente con il problema. Non è un’area e non è un raggio; è una lunghezza.

    1. Definizione generale

    Per una figura piana con lati l_1,l_2,\ldots,l_n, il perimetro è:

    p=l_1+l_2+\cdots+l_n.

    Il semiperimetro è quindi:

    s=\dfrac{l_1+l_2+\cdots+l_n}{2}.

    Nel caso di un triangolo di lati a, b e c:

    s=\dfrac{a+b+c}{2}.

    Nel caso di un quadrilatero di lati a, b, c e d:

    s=\dfrac{a+b+c+d}{2}.

    La lettera s viene dall’uso tradizionale in geometria; non va confusa con l’area, che spesso viene indicata con A, né con lo spazio percorso in cinematica.

    2. Perché è utile

    Il semiperimetro rende compatte formule che altrimenti avrebbero molte somme ripetute. Nella geometria dei triangoli, i termini:

    s-a,\qquad s-b,\qquad s-c

    misurano quanto il semiperimetro supera ciascun lato. Scritti esplicitamente:

    s-a=\dfrac{-a+b+c}{2},
    s-b=\dfrac{a-b+c}{2},
    s-c=\dfrac{a+b-c}{2}.

    Questi tre termini sono positivi esattamente quando i tre lati soddisfano le disuguaglianze triangolari. Per questo, nella formula di Erone, il semiperimetro non è solo una scorciatoia di notazione: porta dentro la condizione geometrica che i tre segmenti possano davvero chiudere un triangolo non degenere.

    3. Formula di Erone

    Il caso più noto è la formula di Erone. Per un triangolo di lati a, b, c e semiperimetro s, l’area è:

    A=\sqrt{s(s-a)(s-b)(s-c)}.

    La stessa formula, scritta senza semiperimetro, è molto meno leggibile:

    A= \dfrac{1}{4} \sqrt{(a+b+c)(-a+b+c)(a-b+c)(a+b-c)}.

    Il semiperimetro separa la formula in quattro fattori geometricamente interpretabili: il mezzo perimetro e le tre differenze tra mezzo perimetro e lati. Se uno dei termini s-a, s-b, s-c è nullo, il triangolo è degenere e l’area diventa zero.

    4. Area tramite raggio inscritto

    Nel triangolo, il semiperimetro compare anche nella relazione:

    A=rs,

    dove r è il raggio della circonferenza inscritta, il cui centro è l’incentro. La dimostrazione è diretta: il raggio inscritto è perpendicolare a ciascun lato, quindi l’area del triangolo si scompone nella somma di tre triangoli con altezza r:

    A= \dfrac{ar}{2} + \dfrac{br}{2} + \dfrac{cr}{2} = \dfrac{r(a+b+c)}{2} =rs.

    Questa formula è utile quando si conoscono area e lati e si vuole ricavare l’inraggio:

    r=\dfrac{A}{s}.

    Il legame tra A, r e s chiarisce perché il semiperimetro non sia una quantità artificiale: è il fattore che converte una distanza interna, il raggio inscritto, in area.

    5. Poligoni tangenziali e poligoni regolari

    La relazione A=rs non vale solo per i triangoli. Vale per ogni poligono tangenziale, cioè per ogni poligono che ammette una circonferenza inscritta tangente a tutti i lati, purché r sia il raggio di quella circonferenza.

    Per un poligono regolare di perimetro p e apotema a_p:

    A=\dfrac{p\,a_p}{2}=s\,a_p.

    Il motivo è lo stesso: il poligono può essere scomposto in triangoli con base pari ai lati e altezza uguale all’apotema. Il semiperimetro riunisce la somma delle basi.

    Nel caso limite del cerchio, pensando la circonferenza come limite di poligoni regolari con molti lati, la formula diventa:

    A=\dfrac{C\,r}{2},

    dove C=2\pi r è la lunghezza della circonferenza. Si ottiene:

    A=\pi r^2.

    Questa lettura mostra il ruolo geometrico comune: semiperimetro per distanza normale interna.

    6. Quadrilateri

    Per un quadrilatero ciclico, cioè inscrivibile in una circonferenza, la formula di Brahmagupta usa il semiperimetro:

    A=\sqrt{(s-a)(s-b)(s-c)(s-d)}.

    Per un quadrilatero convesso generico, la formula di Bretschneider introduce anche due angoli opposti, per esempio \alpha e \gamma:

    A^2= (s-a)(s-b)(s-c)(s-d) -abcd\cos^2\!\left(\dfrac{\alpha+\gamma}{2}\right).

    Quando il quadrilatero è ciclico, gli angoli opposti sono supplementari, quindi:

    \dfrac{\alpha+\gamma}{2}=90^\circ

    e il termine con il coseno si annulla. Brahmagupta diventa così un caso particolare di Bretschneider.

    7. Esempio numerico

    Consideriamo un triangolo di lati 13, 14 e 15. Il semiperimetro è:

    s=\dfrac{13+14+15}{2}=21.

    La formula di Erone dà:

    A= \sqrt{21(21-13)(21-14)(21-15)} = \sqrt{21\cdot8\cdot7\cdot6} =84.

    Se si vuole il raggio inscritto:

    r=\dfrac{A}{s}=\dfrac{84}{21}=4.

    Il semiperimetro consente quindi di passare dai lati all’area e poi dall’area al raggio inscritto con passaggi molto compatti.

    8. Controlli dimensionali

    Il semiperimetro è una lunghezza. I termini s-a, s-b, s-c sono anch’essi lunghezze. Nella formula di Erone il prodotto:

    s(s-a)(s-b)(s-c)

    ha unità di lunghezza alla quarta potenza; la radice quadrata restituisce una lunghezza al quadrato, cioè un’area. Questo controllo dimensionale è un modo rapido per riconoscere errori come usare il perimetro intero al posto del semiperimetro.

    Nel calcolo numerico conviene anche controllare che i termini sotto radice siano non negativi. Valori leggermente negativi possono comparire per arrotondamenti quando i dati sono quasi degeneri; valori chiaramente negativi indicano lati incompatibili.

    9. Errori comuni

    Il primo errore è sostituire p a s. Nelle formule di Erone, Brahmagupta, Bretschneider e A=rs entra il semiperimetro, non il perimetro.

    Il secondo errore è usare il semiperimetro senza verificare l’esistenza della figura. Tre numeri positivi non formano sempre un triangolo; devono rispettare le disuguaglianze triangolari. Anche i quadrilateri richiedono condizioni geometriche ulteriori.

    Il terzo errore è confondere il semiperimetro con l’apotema. Il semiperimetro è metà della somma dei lati; l’apotema è una distanza perpendicolare dal centro al lato in un poligono regolare o tangenziale.

    Il quarto errore è ignorare le unità. Se i lati sono in centimetri, s è in centimetri, mentre A è in centimetri quadrati.

    Il quinto errore è applicare Brahmagupta a qualunque quadrilatero: la formula vale per quadrilateri ciclici. Per il caso convesso generale serve Bretschneider.

    10. Sintesi operativa

    Il semiperimetro è una grandezza ausiliaria, ma estremamente efficace: trasforma la somma dei lati in un parametro che compare naturalmente nelle formule di area e nei rapporti con il raggio inscritto. È utile perché rende visibili sia la scala della figura sia le differenze tra i lati e la metà del perimetro.

    Per approfondire, vedi formula di Erone, triangolo, disuguaglianza triangolare, incentro, formula di Brahmagupta, formula di Bretschneider, poligono regolare, cerchio e formulario di geometria euclidea.

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