Funzione biiettiva

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    Una funzione biiettiva è una funzione che è contemporaneamente iniettiva e suriettiva. Se f:A\to B, ogni elemento del codominio B è raggiunto da uno e un solo elemento del dominio A.

    Definizione formale

    La biiettività mette insieme due richieste: esistenza della controimmagine e unicità della controimmagine. In forma logica:

    \forall y\in B\quad \exists !\,x\in A:\ f(x)=y.

    Il simbolo \exists ! significa “esiste ed è unico”. La parte di esistenza corrisponde alla suriettività: nessun punto di B resta scoperto. La parte di unicità corrisponde all’iniettività: due punti diversi di A non possono produrre lo stesso valore. Per questo una funzione biiettiva realizza una corrispondenza uno-a-uno tra due insiemi, non soltanto una regola di calcolo.

    ProprietàSignificatoEffetto sulla controimmagine
    IniettivitàDue punti diversi non hanno la stessa immagine.Garantisce unicità.
    SuriettivitàOgni punto del codominio è raggiunto.Garantisce esistenza.
    BiiettivitàEsistenza e unicità della controimmagine.Garantisce reversibilità globale.

    Ruolo di dominio e codominio

    La biiettività non dipende solo dalla formula, ma dalla funzione matematica completa: dominio, codominio e legge di assegnazione. La stessa espressione può essere biiettiva o non biiettiva cambiando gli insiemi dichiarati.

    Per esempio, la funzione f:\mathbb{R}\to\mathbb{R} definita da f(x)=x^2 non è biiettiva: non è iniettiva, perché f(-2)=f(2), e non è suriettiva su \mathbb{R}, perché nessun numero reale ha quadrato negativo. Se invece si considera

    f:[0,+\infty)\to[0,+\infty),\qquad f(x)=x^2,

    la funzione diventa biiettiva: ogni valore non negativo ha una sola radice non negativa. Questo esempio mostra un errore comune: giudicare la biiettività guardando solo la formula e dimenticando il codominio.

    Inversa globale

    La biiettività è esattamente la condizione per avere una funzione inversa globale:

    f^{-1}:B\to A.

    L’inversa assegna a ogni y\in B l’unico x\in A tale che f(x)=y. Le due composizioni tornano alle identità:

    f^{-1}\circ f=\operatorname{id}_A, \qquad f\circ f^{-1}=\operatorname{id}_B.

    Queste uguaglianze sono più forti di una semplice “formula inversa” calcolata algebricamente: dicono che il viaggio di andata e ritorno non perde informazione in nessuna direzione. Se una funzione è solo iniettiva, si può invertire sulla sua immagine, ma non sull’intero codominio dichiarato. Se è solo suriettiva, ogni valore del codominio è raggiunto, ma alcuni valori possono avere più preimmagini e quindi l’inversa non è una funzione.

    Esempi e casi tipici

    La funzione

    f:\mathbb{R}\to\mathbb{R},\qquad f(x)=x^3

    è biiettiva: è strettamente crescente, assume tutti i valori reali e ha inversa f^{-1}(y)=\sqrt[3]{y}. Anche l’esponenziale e^x diventa biiettivo se il codominio è scelto come (0,+\infty), mentre non è suriettivo se si dichiara codominio \mathbb{R}.

    In algebra lineare, una applicazione lineare tra spazi vettoriali della stessa dimensione finita è biiettiva se e solo se è invertibile. Per una matrice quadrata A, le condizioni seguenti sono equivalenti:

    \det A\ne 0 \quad\Longleftrightarrow\quad A\ \text{invertibile} \quad\Longleftrightarrow\quad L_A\ \text{biiettiva}.

    In questo contesto una biiezione lineare prende il nome di isomorfismo: non cambia la struttura, ma solo la rappresentazione degli elementi.

    Uso operativo ed errori da evitare

    Nelle applicazioni ingegneristiche la biiettività è cruciale quando una codifica, una calibrazione, una trasformazione di coordinate o una ricostruzione dati deve essere reversibile senza ambiguità. Se il modello non è iniettivo, due stati fisici diversi possono produrre la stessa misura; se non è suriettivo, alcune uscite desiderate non sono ottenibili dal sistema.

    Un secondo punto delicato è distinguere invertibilità globale e invertibilità locale. Il teorema della funzione inversa fornisce condizioni differenziali per invertire una funzione vicino a un punto, ma non garantisce automaticamente una biiezione globale su tutto il dominio. Negli esercizi, conviene quindi controllare prima dominio e codominio, poi iniettività, suriettività e solo alla fine scrivere l’inversa.

    Per esercizi collegati: studio della funzione inversa e teorema della funzione inversa in \mathbb{R}^n.

    Vedi anche: funzione iniettiva, funzione suriettiva, funzione inversa, funzione matematica.

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