Gas ideale

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    Il gas ideale è un modello termodinamico in cui le particelle sono trattate come puntiformi, il loro volume proprio è trascurabile rispetto al volume del recipiente e le interazioni intermolecolari sono assenti, salvo urti elastici. È un modello limite: non descrive ogni gas reale, ma fornisce una relazione semplice e potente tra pressione, volume, quantità di sostanza e temperatura.

    La legge fondamentale è l’equazione di stato:

    pV=nRT,

    dove p è la pressione, V il volume, n la quantità di sostanza in moli, T la temperatura assoluta in kelvin e R la costante universale dei gas. In unità SI:

    R\simeq 8{,}314\ \mathrm{J\,mol^{-1}\,K^{-1}}.

    La stessa equazione si può scrivere anche in forma microscopica:

    PV=Nk_BT,

    dove N è il numero di particelle e k_B è la costante di Boltzmann. Le due forme sono equivalenti perché:

    R=N_Ak_B,

    con N_A costante di Avogadro.

    Ipotesi fisiche del modello

    Il modello di gas ideale si basa su quattro ipotesi operative:

    IpotesiSignificato
    particelle puntiformiil volume molecolare è trascurabile rispetto a V
    assenza di interazioninon ci sono attrazioni o repulsioni a distanza
    urti elasticigli urti conservano energia cinetica complessiva
    equilibrio termodinamicopressione e temperatura sono definite come grandezze macroscopiche

    Queste ipotesi rendono il gas descrivibile con poche variabili di stato. Non significano che le molecole siano realmente senza dimensione o senza forze: significano che, nelle condizioni considerate, tali effetti sono piccoli rispetto alla scala macroscopica del problema.

    La qualità dell’approssimazione migliora a bassa pressione, alta temperatura e lontano dalla condensazione. Peggiora quando il gas è denso, quando la temperatura si avvicina alla liquefazione o quando le forze intermolecolari diventano importanti.

    Forme dell’equazione di stato

    La forma più usata negli esercizi è:

    pV=nRT.

    Dividendo per il numero di moli si ottiene la forma molare:

    pv_m=RT, \qquad v_m=\dfrac{V}{n},

    dove v_m è il volume molare. Dividendo per il volume si ottiene una forma utile per la densità:

    p=\rho\,R_sT,

    dove \rho è la densità e R_s è la costante specifica del gas:

    R_s=\dfrac{R}{M},

    con M massa molare. In modo equivalente:

    \rho=\dfrac{pM}{RT}.

    Questa forma è molto utile in aerodinamica, fluidodinamica comprimibile, termodinamica applicata e calcoli di laboratorio: collega pressione e temperatura alla densità del gas.

    Legge combinata e leggi storiche

    Per trasformazioni con quantità di gas costante:

    \dfrac{p_1V_1}{T_1} = \dfrac{p_2V_2}{T_2}.

    Da questa relazione discendono le leggi storiche:

    CondizioneLeggeConseguenza
    T costanteBoyle-MariottepV=\text{costante}
    p costanteCharlesV/T=\text{costante}
    V costanteGay-Lussacp/T=\text{costante}
    p,T costantiAvogadroV/n=\text{costante}

    Queste leggi non sono regole separate da memorizzare senza contesto: sono proiezioni dell’unica equazione pV=nRT quando una o più variabili restano fissate.

    Interpretazione microscopica

    La teoria cinetica dei gas collega la pressione agli urti molecolari contro le pareti. Per un gas ideale di N molecole, ciascuna di massa m_0, in un volume V:

    p= \dfrac{1}{3} \dfrac{N}{V} m_0\langle v^2\rangle.

    La temperatura misura l’energia cinetica media traslazionale. Per una particella monoatomica:

    \dfrac{1}{2}m_0\langle v^2\rangle = \dfrac{3}{2}k_BT.

    Questa relazione spiega perché la pressione aumenta se si comprime il gas o se si aumenta la temperatura: aumentano rispettivamente il numero di urti per unità di volume e l’energia media degli urti.

    Energia interna, entalpia e calori specifici

    Per un gas ideale l’energia interna dipende solo dalla temperatura, non dal volume o dalla pressione presi separatamente. Se il gas ha f gradi di libertà attivi, l’equipartizione dell’energia dà:

    U= \dfrac{f}{2}nRT.

    Per un gas monoatomico ideale, f=3, quindi:

    U= \dfrac{3}{2}nRT.

    L’entalpia è:

    H=U+pV.

    Per gas ideale, poiché pV=nRT, anche l’entalpia dipende solo dalla temperatura. I calori specifici molari a volume e pressione costante soddisfano la relazione di Mayer:

    c_p-c_v=R.

    Per gas monoatomico ideale:

    c_v=\dfrac{3}{2}R, \qquad c_p=\dfrac{5}{2}R, \qquad \gamma=\dfrac{c_p}{c_v}=\dfrac{5}{3}.

    Nei gas biatomici e poliatomici i gradi di libertà rotazionali e vibrazionali cambiano i calori specifici, soprattutto al variare della temperatura.

    Trasformazioni tipiche

    Nelle trasformazioni termodinamiche del gas ideale è essenziale specificare quale grandezza resta costante:

    TrasformazioneCondizioneRelazione caratteristica
    isotermaT costantepV=\text{costante}
    isobarap costanteV/T=\text{costante}
    isocoraV costantep/T=\text{costante}
    adiabatica reversibileQ=0 e reversibilepV^\gamma=\text{costante}

    Per una trasformazione isoterma reversibile di un gas ideale:

    W= nRT\ln\left(\dfrac{V_f}{V_i}\right),

    assumendo positivo il lavoro fatto dal gas. Poiché la temperatura non cambia:

    \Delta U=0.

    Per una trasformazione adiabatica reversibile:

    pV^\gamma=\text{costante}, \qquad TV^{\gamma-1}=\text{costante}.

    Queste relazioni valgono solo se la trasformazione è anche reversibile. Un’espansione libera adiabatica, per esempio, ha Q=0 ma non soddisfa in generale pV^\gamma=\text{costante}.

    Miscele e pressioni parziali

    Per una miscela ideale di gas, ogni componente contribuisce alla pressione totale come se occupasse da solo lo stesso volume alla stessa temperatura. La pressione parziale del componente i è:

    p_i=x_i p_{\text{tot}}, \qquad x_i=\dfrac{n_i}{n_{\text{tot}}},

    dove x_i è la frazione molare. La somma delle pressioni parziali dà:

    p_{\text{tot}}=\sum_i p_i.

    Questa approssimazione è molto usata in chimica generale, aria atmosferica, combustione, miscele respiratorie e calcoli di laboratorio. Come sempre, perde accuratezza quando la miscela è densa o quando le interazioni tra specie diventano non trascurabili.

    Quando il modello non basta

    I gas reali deviano dal comportamento ideale perché le molecole hanno volume finito e interagiscono. Una misura sintetica della deviazione è il fattore di comprimibilità:

    Z= \dfrac{pV}{nRT}.

    Per gas ideale:

    Z=1.

    Se Z\ne1, il gas non segue esattamente pV=nRT. In generale, valori Z\lt1 indicano prevalenza di attrazioni intermolecolari, mentre valori Z\gt1 indicano effetti di volume escluso e repulsioni più importanti. Modelli come l’equazione viriale o van der Waals introducono correzioni per descrivere questi scostamenti.

    Errori comuni

    Un primo errore è usare gradi Celsius al posto dei kelvin. Nell’equazione del gas ideale la temperatura deve essere assoluta: T=0 non è 0^\circ\mathrm{C}.

    Un secondo errore è mescolare unità incompatibili. Se si usa R=8{,}314\ \mathrm{J\,mol^{-1}\,K^{-1}}, allora pressione in pascal e volume in metri cubi sono coerenti; se si usano litri e atmosfere serve un valore diverso di R.

    Un terzo errore è applicare il modello vicino alla condensazione o ad alta pressione senza controllare le deviazioni reali. In quelle condizioni Z può discostarsi sensibilmente da 1.

    Infine, non bisogna confondere il gas ideale con un gas “semplice” in ogni processo. Anche se l’equazione di stato è semplice, trasformazioni, calori specifici, reversibilità e scambi di calore richiedono ipotesi esplicite.

    Voci correlate

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