Orbita circolare

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    Un’orbita circolare è il caso particolare di orbita kepleriana con eccentricità nulla. La distanza r dal centro del corpo attrattore resta costante, la velocità è tangenziale e il moto ha modulo costante nel modello ideale dei due corpi.

    Fisicamente, il satellite non è “senza gravità”: è in caduta continua. La forza gravitazionale fornisce esattamente l’accelerazione centripeta necessaria a curvare la traiettoria.

    Condizione dinamica

    Se il corpo centrale ha massa M e il satellite ha massa m, la forza gravitazionale newtoniana è:

    F_g=\dfrac{GMm}{r^2}.

    Per il moto circolare uniforme, la forza centripeta richiesta è:

    F_c=\dfrac{mv^2}{r}.

    Imponendo F_g=F_c:

    \dfrac{GMm}{r^2}=\dfrac{mv^2}{r}.

    La massa del satellite si semplifica. Introducendo il parametro gravitazionale:

    \mu=GM,

    si ottiene la velocità circolare:

    v_c=\sqrt{\dfrac{\mu}{r}}.

    La formula usa il raggio orbitale misurato dal centro del corpo attrattore, non l’altitudine sopra la superficie.

    Grandezze principali

    GrandezzaFormulaSignificato
    Velocità circolare\displaystyle v_c=\sqrt{\dfrac{\mu}{r}}velocità tangenziale necessaria a raggio costante
    Accelerazione centripeta\displaystyle a_c=\dfrac{v_c^2}{r}=\dfrac{\mu}{r^2}accelerazione diretta verso il centro
    Velocità angolare\displaystyle \omega=\sqrt{\dfrac{\mu}{r^3}}angolo percorso nell’unità di tempo
    Periodo orbitale\displaystyle T=2\pi\sqrt{\dfrac{r^3}{\mu}}tempo per completare un giro
    Momento angolare specifico\displaystyle h=rv_c=\sqrt{\mu r}momento angolare per unità di massa

    Il periodo orbitale segue anche dalla lunghezza della circonferenza:

    T=\dfrac{2\pi r}{v_c} = 2\pi\sqrt{\dfrac{r^3}{\mu}}.

    Questa relazione è la forma circolare della terza legge di Keplero: orbite più lontane hanno periodi più lunghi.

    Energia dell’orbita circolare

    L’energia meccanica specifica, cioè per unità di massa del satellite, è:

    \varepsilon = \dfrac{v_c^2}{2} - \dfrac{\mu}{r}.

    Sostituendo v_c^2=\mu/r:

    \varepsilon = -\dfrac{\mu}{2r}.

    Per un satellite di massa m:

    E=-\dfrac{GMm}{2r}.

    Il segno negativo indica un’orbita legata: il satellite non ha energia sufficiente per allontanarsi indefinitamente dal corpo centrale. Alla stessa distanza r, la velocità di fuga è:

    v_{\mathrm{fuga}} = \sqrt{\dfrac{2\mu}{r}} = \sqrt{2}\,v_c.

    Quindi la velocità circolare non è la velocità di fuga: è la velocità necessaria per restare su una traiettoria chiusa circolare.

    Esempio: orbita bassa terrestre

    Per un satellite a circa 400\ \mathrm{km} di quota attorno alla Terra, il raggio orbitale non è 400\ \mathrm{km}, ma:

    r=R_T+h\approx 6378\ \mathrm{km}+400\ \mathrm{km}=6778\ \mathrm{km}.

    Usando il parametro gravitazionale terrestre, si ottiene una velocità circolare di circa:

    v_c\approx7{,}7\ \mathrm{km/s}.

    Il periodo è dell’ordine di:

    T\approx93\ \mathrm{min}.

    Questi valori sono coerenti con le orbite basse terrestri: velocità molto elevate e rivoluzioni complete in circa un’ora e mezza.

    Relazione con orbite ellittiche

    L’orbita circolare è il caso e=0 di un’orbita ellittica. Nella formula di vis-viva:

    v=\sqrt{\mu\left(\dfrac{2}{r}-\dfrac{1}{a}\right)},

    il semiasse maggiore a coincide con r e si recupera:

    v=\sqrt{\dfrac{\mu}{r}}.

    Se, alla stessa distanza r, la velocità tangenziale è minore di v_c, il corpo entra in un’orbita ellittica più bassa o può intersecare il corpo centrale. Se è maggiore di v_c ma minore della velocità di fuga, entra in un’orbita ellittica con punto corrente vicino al pericentro. Se raggiunge o supera la velocità di fuga, la traiettoria diventa non legata.

    Condizioni di validità

    Le formule valgono nel problema ideale dei due corpi: corpo centrale sferico, satellite di massa trascurabile, assenza di atmosfera, assenza di terzi corpi, nessuna pressione di radiazione e nessuna manovra. Le orbite reali includono perturbazioni: schiacciamento del pianeta, resistenza atmosferica in orbita bassa, attrazione lunisolare, irregolarità del campo gravitazionale e correzioni propulsive.

    Questo non rende inutili le formule circolari: le rende formule di riferimento. Servono per stimare ordini di grandezza, impostare trasferimenti, confrontare quote e controllare risultati numerici più complessi.

    Errori comuni

    Un primo errore è usare la quota h al posto del raggio r. Per un satellite attorno alla Terra bisogna usare r=R_T+h.

    Un secondo errore è pensare che un satellite in orbita non subisca gravità. In realtà subisce quasi tutta la gravità del corpo centrale; semplicemente ha velocità tangenziale sufficiente per cadere attorno al pianeta.

    Un terzo errore è applicare la formula circolare a un’orbita ellittica usando la distanza istantanea. Per le ellissi serve il semiasse maggiore nella formula del periodo e la formula di vis-viva per la velocità.

    Un quarto errore è confondere velocità orbitale e delta-v di lancio. Raggiungere un’orbita reale richiede anche superare perdite gravitazionali, aerodinamiche e vincoli di traiettoria.

    Vedi anche: orbita, astrodinamica, velocità orbitale, periodo orbitale, velocità di fuga, gravitazione universale, leggi di Keplero ed esercizi su gravitazione e Keplero.

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