Modello elettrico della membrana

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    Il modello elettrico della membrana rappresenta la membrana cellulare come un circuito equivalente. È uno dei ponti principali tra bioelettricità ed elettrotecnica: la separazione di carica diventa capacità, il passaggio ionico diventa conduttanza, i gradienti elettrochimici diventano generatori di potenziale di equilibrio.

    Il modello non pretende di sostituire la biologia molecolare dei canali ionici. Serve a descrivere, con leggi di circuito, come il potenziale di membrana cambia nel tempo quando correnti ioniche, stimoli esterni e proprietà passive della membrana interagiscono.

    1. Convenzione per il potenziale di membrana

    In fisiologia si usa spesso:

    V_m=V_{\mathrm{int}}-V_{\mathrm{est}}.

    Con questa convenzione, una cellula a riposo ha spesso V_m<0: l’interno è elettricamente più negativo dell’esterno. Prima di scrivere correnti e segni è essenziale dichiarare questa convenzione, perché invertire il verso del potenziale cambia il segno delle equazioni.

    Nel circuito equivalente si considera la membrana come il confine tra due soluzioni conduttive:

    • ambiente intracellulare;
    • ambiente extracellulare;
    • doppio strato lipidico isolante;
    • canali ionici selettivi;
    • pompe e trasportatori che mantengono i gradienti.

    2. Membrana come capacità

    Il doppio strato lipidico separa cariche tra due mezzi conduttivi, quindi si comporta come un condensatore. La relazione capacitiva è:

    Q=C_mV_m

    Dove C_m è la capacità totale della membrana considerata. La corrente capacitiva è:

    I_C = C_m\dfrac{dV_m}{dt}.

    Se si usa una capacità specifica per unità di area c_m, allora:

    C_m=c_m A,

    dove A è l’area di membrana. Un ordine di grandezza molto usato nei modelli cellulari è:

    c_m\simeq 1\,\mu\mathrm{F}/\mathrm{cm}^2.

    Una cellula più grande ha capacità totale maggiore: per produrre la stessa variazione di potenziale serve più carica. Questo spiega perché dimensione cellulare e geometria influenzano tempi di risposta e stimolazione.

    3. Canali ionici come conduttanze

    I canali ionici vengono modellati come conduttanze in parallelo alla capacità. Ogni specie ionica ha un ramo elettrico associato a:

    • una conduttanza g_i;
    • un potenziale di equilibrio E_i;
    • una corrente ionica I_i.

    Il potenziale di equilibrio dello ione si calcola con l’equazione di Nernst. Nel modello circuitale, la corrente del ramo ionico si scrive spesso:

    I_i = g_i(V_m-E_i).

    La differenza:

    V_m-E_i

    è la forza elettrochimica efficace del ramo: se V_m=E_i, quello ione è al proprio equilibrio e la corrente netta del ramo si annulla.

    La conduttanza g_i può essere costante nei modelli passivi, oppure dipendere da tempo, potenziale, ligandi, temperatura e stato dei canali nei modelli attivi.

    4. Circuito equivalente passivo

    Il modello passivo più semplice contiene:

    • una capacità di membrana C_m;
    • una conduttanza di perdita g_m;
    • un potenziale di equilibrio o di perdita E_L;
    • una corrente applicata I_{\mathrm{app}}.

    Con la convenzione in cui I_{\mathrm{app}} è positiva se depolarizza la membrana, una forma utile dell’equazione è:

    C_m\dfrac{dV_m}{dt} = I_{\mathrm{app}} - g_m(V_m-E_L).

    Se non c’è corrente applicata, il potenziale ritorna verso E_L:

    C_m\dfrac{dV_m}{dt} = -g_m(V_m-E_L).

    Poiché R_m=1/g_m, la costante di tempo passiva è:

    \tau_m=R_mC_m

    oppure:

    \tau_m = \dfrac{C_m}{g_m}.

    La soluzione del ritorno passivo verso l’equilibrio è:

    V_m(t) = E_L+ \left(V_m(0)-E_L\right)e^{-t/\tau_m}.

    La costante di tempo indica quanto rapidamente la membrana segue uno stimolo. Una membrana con grande R_m e grande C_m risponde lentamente; una membrana con forte conduttanza di perdita risponde più rapidamente ma disperde più corrente.

    5. Più specie ioniche

    Una membrana reale è attraversata da più ioni. Un modello passivo multiramo può essere scritto come:

    C_m\dfrac{dV_m}{dt} = I_{\mathrm{app}} - \sum_i g_i(V_m-E_i).

    Per esempio, in una descrizione elementare possono comparire rami per:

    IoneRuolo tipico
    \mathrm{K^+}dominante nel potenziale di riposo di molte cellule
    \mathrm{Na^+}importante nella depolarizzazione delle cellule eccitabili
    \mathrm{Cl^-}contribuisce a stabilizzazione, inibizione o equilibrio elettrico
    \mathrm{Ca^{2+}}coinvolto in segnalazione, contrazione e rilascio di neurotrasmettitori

    Il potenziale di membrana non è la media aritmetica dei potenziali di Nernst. Dipende da conduttanze o permeabilità relative. Quando il modello è formulato in termini di permeabilità, si usa l’equazione di Goldman; quando è formulato in termini circuitali locali, si usano conduttanze e correnti.

    6. Modelli attivi

    Nei modelli attivi, come quelli usati per il potenziale d’azione, le conduttanze ioniche non sono costanti. Dipendono dal potenziale e dal tempo perché i canali attraversano stati di apertura, chiusura e inattivazione.

    La forma generale resta circuitale:

    C_m\dfrac{dV_m}{dt} = I_{\mathrm{app}} - I_{\mathrm{ion}}(V_m,t),

    ma I_{\mathrm{ion}} contiene conduttanze variabili. Nel modello di Hodgkin-Huxley, per esempio, le conduttanze di sodio e potassio sono controllate da variabili di gating che descrivono la probabilità di apertura dei canali.

    Il valore ingegneristico del modello è enorme: permette di simulare soglia, depolarizzazione, ripolarizzazione, refrattarietà, propagazione del segnale e risposta a stimoli elettrici.

    7. Distinzione tra conduttanza e permeabilità

    La conduttanza g_i non va confusa con la permeabilità di membrana P_i.

    GrandezzaModelloSignificato
    g_icircuito equivalenterapporto locale tra corrente e forza elettrochimica
    P_itrasporto/permeabilitàfacilità con cui lo ione attraversa la membrana nel modello di Goldman

    Sono grandezze collegate al passaggio ionico, ma non sono intercambiabili. Una conduttanza dipende dal numero e dallo stato dei canali disponibili; una permeabilità entra in modelli di diffusione elettrochimica e nelle equazioni di Goldman-Hodgkin-Katz.

    8. Collegamento con strumentazione biomedica

    Il modello elettrico della membrana è utile anche fuori dalla cellula singola. Aiuta a capire perché i biosegnali misurati in superficie siano piccoli, filtrati e sensibili al contatto elettrodo-tessuto.

    Per acquisire segnali come elettrocardiogramma, elettroencefalografia ed elettromiografia, la strumentazione deve rispettare alcune esigenze:

    • alta impedenza di ingresso, per non caricare la sorgente biologica;
    • basso rumore;
    • buon rigetto del modo comune;
    • filtraggio prudente;
    • sicurezza elettrica;
    • controllo degli artefatti da elettrodo, movimento e rete.

    Per i dispositivi di stimolazione, come neurostimolazione, pacemaker e defibrillatori, il modello aiuta a stimare soglie, durata dell’impulso, carica trasferita e risposta della membrana.

    9. Limiti del modello

    Il circuito equivalente è una semplificazione. Può non descrivere adeguatamente:

    • geometrie cellulari complesse;
    • distribuzione spaziale dei canali;
    • propagazione lungo assoni e dendriti;
    • accoppiamento con metabolismo e pompe ioniche;
    • variazioni di concentrazione durante stimoli intensi;
    • rumore stocastico dei canali;
    • effetti elettrochimici agli elettrodi;
    • danno, elettroporazione o stimolazione fuori regime fisiologico.

    Per cellule estese si passa a modelli distribuiti, come la teoria del cavo, in cui resistenze assiali e capacità di membrana sono distribuite lungo la geometria. Per tessuti e organi servono modelli multiscala.

    Errori comuni

    • Dimenticare la convenzione di segno di V_m: interno meno esterno e esterno meno interno cambiano il verso delle correnti.
    • Confondere corrente capacitiva e corrente ionica: la prima carica la membrana, la seconda attraversa canali.
    • Trattare E_i come una batteria arbitraria: è un potenziale di equilibrio determinato da gradienti ionici e temperatura.
    • Confondere conduttanza e permeabilità: g_i e P_i appartengono a modelli collegati ma diversi.
    • Applicare Nernst a più ioni insieme: Nernst vale per un singolo ione; per più specie si usa Goldman o un modello circuitale multiramo.
    • Ignorare la costante di tempo: capacità e resistenza determinano quanto rapidamente la membrana risponde.
    • Pensare che il modello passivo generi da solo un potenziale d’azione: servono conduttanze attive dipendenti da tensione e tempo.
    • Trasferire direttamente il modello di cellula singola al segnale superficiale: ECG, EEG ed EMG sono segnali aggregati e filtrati da tessuti, geometria ed elettrodi.

    Vedi anche: bioelettricità, potenziale di membrana, equazione di Nernst, equazione di Goldman, permeabilità di membrana, potenziale d’azione, capacità elettrica, costante di tempo, biosegnale, neurostimolazione, formulario di Bioelettricità e Biosegnali e bioelettricità: potenziale di membrana e Nernst, esercizi svolti.

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