Tipo del sistema

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    Il tipo del sistema è il numero di integratori puri presenti nella funzione d’anello di un sistema retroazionato. Nei controlli automatici è una classificazione usata per prevedere l’errore a regime verso ingressi standard, come gradino, rampa e parabola, senza risolvere ogni volta l’intera risposta temporale.

    Nel caso classico di retroazione negativa, si indica con L(s) la funzione d’anello:

    L(s)=C(s)G(s)H(s),

    dove C(s) è il controllore, G(s) l’impianto e H(s) il ramo di misura o feedback. Se, vicino all’origine, L(s) può essere scritta come

    L(s)=\dfrac{K\,N(s)}{s^mD(s)}

    con N(0)\ne0, D(0)\ne0 e K\ne0, allora il sistema è di tipo m. In parole semplici: il tipo è il numero di poli nell’origine della funzione d’anello, dopo aver isolato eventuali fattori s al denominatore che non sono cancellati da fattori equivalenti al numeratore.

    Perché il tipo conta

    Il tipo del sistema dice quante volte l’anello integra l’errore. Un integratore accumula uno scarto persistente e modifica il comando finché quello scarto non viene compensato. Per questo un sistema di tipo più alto tende a seguire meglio riferimenti lenti o polinomiali, ma paga un prezzo dinamico: più ritardo di fase, margini di stabilità più delicati e maggiore rischio di oscillazioni o saturazione.

    La regola intuitiva è:

    \text{tipo }m \quad\Rightarrow\quad \text{errore nullo per ingressi polinomiali di grado minore di }m.

    Un sistema di tipo 0 può avere errore finito al gradino, ma non lo annulla in generale. Un sistema di tipo 1 annulla l’errore al gradino e ha errore finito alla rampa. Un sistema di tipo 2 annulla anche l’errore alla rampa e ha errore finito alla parabola.

    Queste conclusioni valgono nella forma standard solo se l’anello chiuso è stabile e se si applica correttamente il teorema del valore finale.

    Tabella operativa

    Per retroazione unitaria stabile, con errore e(t)=r(t)-y(t), si usa spesso la tabella seguente:

    Tipo del sistemaGradino unitarioRampa unitariaParabola unitaria
    0errore finitoerrore infinitoerrore infinito
    1errore nulloerrore finitoerrore infinito
    2errore nulloerrore nulloerrore finito
    3errore nulloerrore nulloerrore nullo

    La tabella non dice nulla sulla qualità del transitorio. Un sistema può avere errore finale nullo e allo stesso tempo essere lento, oscillatorio, poco robusto o sensibile al rumore. Il tipo è quindi una specifica statica, non un progetto completo del regolatore.

    Costanti statiche

    Per retroazione unitaria, la funzione di errore rispetto al riferimento è

    E(s)=\dfrac{R(s)}{1+L(s)}.

    Applicando il valore finale,

    e_\infty=\lim_{t\to\infty}e(t)=\lim_{s\to0}sE(s),

    se il limite è applicabile. Le costanti statiche d’errore sono:

    K_p=\lim_{s\to0}L(s), \qquad K_v=\lim_{s\to0}sL(s), \qquad K_a=\lim_{s\to0}s^2L(s).

    Per gradino unitario, rampa unitaria e parabola unitaria r(t)=t^2/2:

    e_{\infty,\text{gradino}}=\dfrac{1}{1+K_p}, \qquad e_{\infty,\text{rampa}}=\dfrac{1}{K_v}, \qquad e_{\infty,\text{parabola}}=\dfrac{1}{K_a}.

    Il tipo del sistema stabilisce quali di queste costanti sono nulle, finite o infinite. Per un sistema di tipo 0, K_p è finito mentre K_v e K_a sono nulli; l’errore alla rampa e alla parabola risulta quindi infinito. Per un sistema di tipo 1, K_p è infinito, K_v è finito e K_a è nullo. Per un sistema di tipo 2, K_p e K_v sono infiniti, mentre K_a è finito.

    Esempi rapidi

    Consideriamo un anello

    L(s)=\dfrac{10}{s+2}.

    Non ci sono poli nell’origine, quindi il sistema è di tipo 0. La costante di posizione vale

    K_p=\lim_{s\to0}\dfrac{10}{s+2}=5,

    e l’errore al gradino unitario è

    e_{\infty,\text{gradino}}=\dfrac{1}{1+5}=\dfrac{1}{6}.

    Con

    L(s)=\dfrac{10}{s(s+2)},

    compare un integratore: il sistema è di tipo 1. Ora K_p è infinito e l’errore al gradino è nullo. Per la rampa:

    K_v=\lim_{s\to0}s\,\dfrac{10}{s(s+2)}=5, \qquad e_{\infty,\text{rampa}}=\dfrac{1}{5}.

    Con due integratori nell’anello, il sistema diventerebbe di tipo 2 e potrebbe annullare l’errore alla rampa, purché l’anello chiuso resti stabile.

    Effetto dell’azione integrale

    L’azione integrale di un regolatore PID aggiunge un polo nell’origine nel controllore ideale:

    C_I(s)=\dfrac{K_i}{s}.

    Se questo integratore entra effettivamente nella funzione d’anello e non viene cancellato, può aumentare il tipo del sistema. Il beneficio principale è la riduzione o eliminazione dell’errore statico. Il costo è una dinamica più critica: l’integratore aggiunge fase negativa, può ridurre i margini di stabilità, aumenta il rischio di sovraelongazione e può causare windup quando l’attuatore satura.

    Per questo, in un progetto reale, il tipo non si sceglie isolatamente. Si valuta insieme a funzione di trasferimento, diagramma di Bode, luogo delle radici, robustezza, saturazioni e rumore di misura.

    Retroazione non unitaria

    Le formule più note sono scritte per retroazione unitaria. Se il ramo di feedback è H(s)\ne1, bisogna distinguere l’errore di confronto interno dal vero errore tra riferimento fisico e uscita. La funzione d’anello resta L(s)=C(s)G(s)H(s), ma il calcolo dell’errore rispetto al riferimento può richiedere la funzione di trasferimento completa del sistema.

    In questi casi la classificazione per tipo è ancora utile, ma non va applicata meccanicamente. Occorre scrivere il segnale di errore corretto, verificare la stabilità ad anello chiuso e poi usare il teorema del valore finale sulla grandezza di interesse.

    Cancellazioni e modelli reali

    Una cancellazione esatta di un polo nell’origine con uno zero nell’origine può cambiare il tipo apparente della funzione d’anello ridotta. Nei modelli ideali questo è un passaggio algebrico lecito; nei sistemi fisici, però, le cancellazioni esatte sono sospette. Un polo instabile o marginale cancellato nella funzione ingresso-uscita può restare presente nella dinamica interna o riapparire per incertezza parametrica.

    Inoltre, un integratore ideale non è sempre realizzabile senza limiti: sensori rumorosi, attuatori saturi, drift, attrito, dead zone e quantizzazione possono alterare l’errore finale previsto dal modello lineare. Il tipo del sistema è quindi una proprietà del modello lineare adottato, non una garanzia automatica sulla macchina reale.

    Collegamento con stabilità e prestazioni

    Il tipo del sistema riguarda la precisione a regime, mentre la stabilità del sistema riguarda l’esistenza e la finitezza della risposta. Senza stabilità dell’anello chiuso, parlare di errore a regime non ha significato operativo: il transitorio non si esaurisce e il valore finale può non esistere.

    Anche quando il sistema è stabile, aumentare il tipo può peggiorare le prestazioni dinamiche. Un integratore riduce l’errore a bassa frequenza, ma abbassa la fase dell’anello; due integratori rendono ancora più delicata la stabilizzazione. Il progetto deve quindi bilanciare precisione statica, rapidità, smorzamento, rumore e robustezza.

    Errori comuni

    Un primo errore è contare i poli nell’origine della funzione di trasferimento chiusa invece che della funzione d’anello. Il tipo è una proprietà dell’anello, non direttamente del trasferimento riferimento-uscita.

    Un secondo errore è applicare la tabella gradino-rampa-parabola senza verificare la stabilità ad anello chiuso. Le formule dell’errore finale presuppongono che il limite esista.

    Un terzo errore è confondere tipo e ordine del sistema. L’ordine conta il numero complessivo di poli dinamici; il tipo conta solo i poli nell’origine della funzione d’anello.

    Un quarto errore è credere che più integratori siano sempre migliori. L’integrale migliora l’errore statico, ma può ridurre margini, amplificare problemi di saturazione e rendere il sistema più oscillatorio.

    Un quinto errore è usare formule di retroazione unitaria quando il sensore o il ramo di ritorno non sono unitari. In quel caso bisogna ridefinire con precisione quale errore si sta misurando.

    Vedi anche

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