Quadrilatero ciclico

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    Un quadrilatero ciclico è un quadrilatero inscrivibile in una circonferenza, cioè con i quattro vertici su uno stesso cerchio. Non tutti i quadrilateri lo sono: a differenza del triangolo, che ammette sempre un cerchio circoscritto, un quadrilatero generico non è inscrivibile.

    Condizione caratteristica

    Per un quadrilatero convesso ABCD la condizione di ciclicità è che gli angoli opposti siano supplementari:

    \alpha+\gamma=180^\circ,\qquad \beta+\delta=180^\circ.

    La ragione è il teorema dell’angolo alla circonferenza: due angoli opposti del quadrilatero insistono sui due archi complementari in cui la diagonale divide il cerchio, e la loro somma è metà dell’angolo giro. Una condizione equivalente è che la diagonale BD sia vista dai vertici A e C sotto angoli uguali, quando questi stanno dalla stessa parte.

    Area: formula di Brahmagupta

    Per un quadrilatero ciclico di lati a,b,c,d e semiperimetro s=\tfrac{a+b+c+d}{2}, l’area si calcola con la formula di Brahmagupta:

    A=\sqrt{(s-a)(s-b)(s-c)(s-d)}.

    È la generalizzazione della formula di Erone del triangolo, che si recupera ponendo d=0. A parità di lati, tra tutti i quadrilateri quello ciclico è quello di area massima.

    Teorema di Tolomeo

    Nei quadrilateri ciclici vale il teorema di Tolomeo: il prodotto delle diagonali eguaglia la somma dei prodotti dei lati opposti,

    AC\cdot BD=AB\cdot CD+BC\cdot DA.

    Più in generale, la formula di Bretschneider per l’area di un quadrilatero qualunque contiene un termine correttivo che dipende dalla somma di due angoli opposti: nel caso ciclico quella somma è 180^\circ, il termine si annulla e si ricade in Brahmagupta.

    Esempio

    Un rettangolo è sempre ciclico: i suoi angoli opposti misurano 90^\circ ciascuno e sommano a 180^\circ, e il cerchio circoscritto ha per diametro la diagonale. Un parallelogramma non rettangolo, invece, non è ciclico, perché i suoi angoli opposti sono uguali ma non supplementari.

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