L’immagine di un’applicazione lineare L:V\to W è l’insieme dei vettori dello spazio di arrivo che si possono ottenere applicando L a qualche vettore dello spazio di partenza:
È un sottospazio di W e descrive la parte effettivamente raggiungibile dello spazio di arrivo.
Perché è un sottospazio
L’immagine contiene il vettore nullo perché
Se w_1,w_2\in\operatorname{im}L, allora esistono v_1,v_2\in V tali che
Per ogni coppia di scalari \alpha,\beta:
Quindi \alpha w_1+\beta w_2 appartiene ancora all’immagine. Questo prova che \operatorname{im}L è un sottospazio.
Caso matriciale
Se L è rappresentata da una matrice A\in\mathbb{R}^{m\times n}, allora
Scrivendo A per colonne,
si ha
L’immagine di A è quindi lo spazio generato dalle colonne:
Rango
La dimensione dell’immagine è il rango dell’applicazione:
Nel caso matriciale, il rango è il numero massimo di colonne linearmente indipendenti. Misura quante direzioni indipendenti dello spazio di arrivo sono effettivamente raggiungibili.
Il rango è collegato al nucleo dell’applicazione lineare dal teorema rango-nullità:
Suriettività e compatibilità
Un’applicazione lineare L:V\to W è suriettiva se
In termini matriciali, un sistema lineare
è compatibile se e solo se
Questo significa che il termine noto deve appartenere allo spazio generato dalle colonne della matrice. Se b è fuori da tale spazio, non esiste alcun vettore x che soddisfi il sistema.
Interpretazione geometrica
L’immagine descrive la geometria della trasformazione. Una matrice 3\times 2 può trasformare il piano in un sottospazio di \mathbb{R}^3: se le due colonne sono indipendenti, l’immagine è un piano passante per l’origine; se sono dipendenti, è una retta; se sono nulle, è solo il vettore nullo.
In applicazioni, l’immagine rappresenta lo spazio delle uscite ottenibili. Nei sistemi lineari, nei modelli di regressione e nei problemi di controllo, sapere quali vettori sono nell’immagine significa sapere quali stati, dati o risposte possono essere generati dal modello.
Errori comuni
Il primo errore è confondere immagine e codominio: il codominio è lo spazio dichiarato di arrivo, l’immagine è solo la parte effettivamente raggiunta. Il secondo è confondere immagine e nucleo: l’immagine vive nello spazio di arrivo, il nucleo nello spazio di partenza. Il terzo è calcolare il rango contando colonne non nulle invece di colonne indipendenti.
Per esercizi collegati si vedano spazi vettoriali, basi e dimensione e sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli.