Sostituzione nucleofila acilica

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    La sostituzione nucleofila acilica è il meccanismo tipico dei derivati degli acidi carbossilici: cloruri acilici, anidridi, esteri, ammidi e carbossilati attivati. Un nucleofilo attacca il carbonio del carbonile acilico, si forma un intermedio tetraedrico e infine viene espulso un gruppo uscente, con riformazione del legame \mathrm{C=O}.

    Lo schema globale è:

    \mathrm{RCOY + Nu^- \longrightarrow RCONu + Y^-}

    dove \mathrm{RCOY} è il derivato acilico, \mathrm{Nu^-} è il nucleofilo e \mathrm{Y^-} è il gruppo uscente. La reazione è diversa dalla sostituzione nucleofila su carboni saturi: qui l’attacco avviene sul carbonile, non su un carbonio tetraedrico alchilico.

    Perché il carbonile acilico reagisce

    Il carbonio carbonilico è elettrofilo perché il legame \mathrm{C=O} è polarizzato: l’ossigeno trattiene più densità elettronica e lascia il carbonio parzialmente positivo. Nei derivati acilici, oltre alla polarizzazione del carbonile, esiste un gruppo \mathrm{Y} che può uscire dopo l’attacco nucleofilo.

    La presenza del gruppo uscente è il punto decisivo. Aldeidi e chetoni, in genere, subiscono addizione nucleofila perché non possiedono un buon gruppo uscente legato al carbonile. I derivati acilici, invece, possono tornare al carbonile espellendo \mathrm{Y^-} oppure una forma protonata di \mathrm{Y}.

    Per questo la sostituzione acilica è una reazione di addizione-eliminazione: prima il sistema perde la planarità del carbonile, poi la recupera eliminando un gruppo.

    Meccanismo addizione-eliminazione

    In ambiente basico o con nucleofilo anionico, il primo stadio è l’attacco al carbonile:

    \mathrm{RCOY + Nu^- \longrightarrow R-C(O^-)(Nu)-Y}

    L’intermedio tetraedrico contiene un ossigeno carico negativamente e due sostituenti sul carbonio acilico: il nucleofilo appena entrato e il gruppo potenzialmente uscente. Nel secondo stadio l’ossigeno riforma il carbonile:

    \mathrm{R-C(O^-)(Nu)-Y \longrightarrow RCONu + Y^-}

    La reazione complessiva sostituisce \mathrm{Y} con \mathrm{Nu}. Se il mezzo è acido, la sequenza include protonazioni e deprotonazioni: il carbonile può essere attivato per protonazione, il nucleofilo può essere neutro e il gruppo uscente può abbandonare come specie protonata più stabile.

    Fattori che controllano la reattività

    La velocità e la fattibilità dipendono da tre fattori principali. Il primo è l’elettrofilicità del carbonile: sostituenti che sottraggono elettroni rendono il carbonio più vulnerabile all’attacco. Il secondo è la forza e disponibilità del nucleofilo: specie anioniche e poco ingombrate attaccano più facilmente, ma possono anche generare reazioni collaterali se sono troppo basiche. Il terzo è la qualità del gruppo uscente: una base debole e stabilizzata lascia il carbonile più facilmente.

    L’ordine qualitativo più usato per i derivati degli acidi carbossilici è:

    \mathrm{RCOCl} > \mathrm{(RCO)_2O} > \mathrm{RCOOR'} > \mathrm{RCONH_2} > \mathrm{RCOO^-}.
    Derivato acilicoGruppo uscente tipicoLettura operativa
    cloruro acilico\mathrm{Cl^-}molto reattivo, sensibile ad acqua e alcoli
    anidridecarbossilatoreattiva, utile per acilazioni controllate
    esterealcossido o alcol protonatoreattività intermedia, spesso richiede catalisi
    ammideammiduro o ammina protonatapoco reattiva per risonanza dell’azoto
    carbossilatonessun buon gruppo uscentefortemente disattivato dalla carica negativa

    Un derivato più reattivo si trasforma più facilmente in uno meno reattivo. Il percorso inverso richiede spesso attivazione: per esempio, un acido carbossilico viene prima convertito in cloruro acilico se si vuole ottenere una reazione acilica molto rapida.

    Ruolo di pH e catalisi

    In ambiente acido, la protonazione del carbonile aumenta l’elettrofilicità del carbonio acilico. Questo è essenziale in reazioni come l’esterificazione di Fischer, dove l’alcol è un nucleofilo neutro e non molto forte:

    \mathrm{RCOOH + R'OH \rightleftharpoons RCOOR' + H_2O}.

    In ambiente basico, invece, i nucleofili anionici possono essere molto reattivi. L’idrolisi basica degli esteri, o saponificazione, è spinta dalla formazione del carbossilato:

    \mathrm{RCOOR' + OH^- \longrightarrow RCOO^- + R'OH}.

    La reazione diventa di fatto irreversibile nelle condizioni comuni perché il prodotto acido viene deprotonato. Questo distingue l’idrolisi basica dall’idrolisi acida, che è generalmente un equilibrio.

    Esempi sintetici

    La sostituzione nucleofila acilica è il cuore di molte trasformazioni di sintesi:

    TrasformazioneSchema semplificatoProdotto
    alcolisi di cloruro acilico\mathrm{RCOCl+R'OH\to RCOOR'+HCl}estere
    ammonolisi di cloruro acilico\mathrm{RCOCl+2NH_3\to RCONH_2+NH_4Cl}ammide
    idrolisi di anidride\mathrm{(RCO)_2O+H_2O\to 2RCOOH}acido carbossilico
    transesterificazione\mathrm{RCOOR'+R''OH\rightleftharpoons RCOOR''+R'OH}nuovo estere

    Le ammine sono nucleofili importanti per formare ammidi; gli alcoli portano a esteri; l’acqua o l’idrossido portano a idrolisi. La scelta delle condizioni dipende dal substrato: un cloruro acilico può reagire vigorosamente anche a temperatura ambiente, mentre un’ammide richiede condizioni molto più drastiche.

    Confronto con altre reazioni carboniliche

    La sostituzione acilica appartiene alla chimica dei composti carbonilici, ma non coincide con tutte le reazioni del carbonile. Aldeidi e chetoni tendono ad addizionare nucleofili perché, dopo l’attacco, non hanno un gruppo uscente capace di rigenerare il carbonile. Nei derivati acilici, invece, la riformazione del carbonile è favorita perché produce un legame \mathrm{C=O} forte e libera un gruppo uscente.

    La distinzione è utile anche per prevedere la selettività. Se in una molecola sono presenti più carbonili, il nucleofilo attaccherà preferenzialmente il sito più elettrofilo e con gruppo uscente migliore. Per questo cloruri acilici e anidridi sono spesso usati come agenti acilanti, mentre esteri e ammidi sono più stabili.

    Errori comuni

    Il primo errore è pensare che il nucleofilo resti semplicemente addizionato al carbonile: nei derivati acilici il carbonile si riforma ed esce un gruppo. Il secondo è ignorare la scala di reattività: un estere non si converte facilmente in cloruro acilico per semplice sostituzione, perché significherebbe passare da un derivato meno reattivo a uno più reattivo.

    Il terzo errore è non distinguere catalisi acida e basica. In acido cambiano protonazioni e gruppi uscenti; in base cambiano nucleofili e irreversibilità. Il quarto è confondere saponificazione e transesterificazione: nella prima si ottiene un carbossilato, nella seconda si scambia la parte alcolica dell’estere. Il quinto è dimenticare che condizioni troppo nucleofile o troppo basiche possono attaccare altri gruppi funzionali sensibili.

    Vedi anche: derivati degli acidi carbossilici, acidi carbossilici, composti carbonilici, gruppo uscente, esteri, saponificazione, transesterificazione e esterificazione di Fischer.

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