Emodinamica

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    L’emodinamica è la disciplina che studia il moto del sangue nel sistema cardiovascolare usando gli strumenti della meccanica dei fluidi, della biomeccanica e della modellazione dei sistemi. Collega grandezze fisiche come pressione arteriosa, portata volumetrica, viscosità, resistenza vascolare, compliance vascolare e sforzo di taglio alla funzione di cuore, arterie, vene e microcircolo.

    Il sangue non scorre in tubi rigidi ideali: è una sospensione di cellule in plasma, si muove in vasi elastici e ramificati, ed è spinto da una pompa pulsatile. Per questo l’emodinamica usa modelli a complessità crescente: formule concentrate per calcoli rapidi, modelli Windkessel per la pulsazione arteriosa, modelli 1D per onde di pressione e simulazioni CFD per geometrie locali complesse.

    Grandezze fondamentali

    La relazione più semplice, analoga alla legge di Ohm, è:

    \Delta p=R_v Q,

    dove \Delta p è la caduta di pressione, R_v la resistenza vascolare e Q la portata. È una descrizione concentrata: non mostra il profilo di velocità nel vaso, ma consente di collegare pressione media, portata cardiaca e resistenze periferiche.

    In un condotto cilindrico ideale, laminare e stazionario, la legge di Hagen-Poiseuille dà:

    Q=\dfrac{\pi r^4}{8\mu L}\Delta p.

    La dipendenza da r^4 è il risultato più importante per l’interpretazione fisiologica: piccole variazioni di calibro producono grandi variazioni di portata o resistenza. Arteriole, stenosi e vasodilatazione agiscono quindi in modo molto efficace sull’idraulica del sistema.

    Regime di flusso

    Il numero di Reynolds misura il peso dell’inerzia convettiva rispetto alla viscosità:

    Re=\dfrac{\rho \bar v D}{\mu}.

    Nei piccoli vasi il flusso è tipicamente laminare; nelle grandi arterie, nelle valvole o in presenza di stenosi, velocità elevate e geometrie complesse possono produrre getti, separazioni, instabilità e soffi.

    Per flussi pulsatile è importante anche il numero di Womersley:

    \alpha=r\sqrt{\dfrac{\omega\rho}{\mu}}.

    Womersley distingue i casi in cui il profilo segue quasi istantaneamente la pressione da quelli in cui inerzia non stazionaria, sfasamenti e onde diventano dominanti.

    Parete vascolare e shear stress

    La parete non è caricata solo dalla pressione normale. Il flusso esercita anche uno sforzo di taglio parietale, importante per la risposta dell’endotelio:

    \tau_w=\mu\left.\dfrac{du}{dr}\right|_{\mathrm{parete}}.

    Nel flusso di Poiseuille:

    \tau_w=\dfrac{4\mu Q}{\pi r^3} =\dfrac{\Delta p\,r}{2L}.

    Zone con shear troppo basso, troppo alto o oscillante sono rilevanti in aterosclerosi, aneurismi, biforcazioni, stent e dispositivi cardiovascolari.

    Compliance e modelli concentrati

    La compliance descrive quanto volume viene accumulato per una variazione di pressione:

    C=\dfrac{\Delta V}{\Delta p}.

    In un modello Windkessel, resistenza e compliance rappresentano il comportamento medio dell’albero arterioso: la resistenza governa il deflusso verso la periferia, mentre la compliance accumula volume durante la sistole e lo restituisce in diastole. Questo spiega perché arterie rigide aumentano la pressione pulsatoria e il carico sul cuore.

    Limiti dei modelli semplici

    Poiseuille è una buona prima stima quando il tratto è lungo, quasi cilindrico, con parete approssimata rigida, flusso laminare e sangue trattabile come fluido newtoniano. Diventa invece insufficiente in grandi arterie pulsanti, valvole, biforcazioni, stenosi severe, microcircolo non newtoniano, vasi deformabili o geometrie tridimensionali.

    In ingegneria biomedica l’emodinamica serve per progettare e valutare stent, valvole artificiali, pompe, cuori artificiali, accessi vascolari, sensori Doppler, simulatori cardiovascolari e algoritmi di stima pressoria. Il modello giusto dipende dalla domanda: una resistenza concentrata può bastare per una rete globale, mentre un dettaglio locale di shear richiede un modello spaziale.

    Errori comuni

    1. Confondere pressione, portata e velocità: sono grandezze diverse e non intercambiabili.
    2. Applicare Poiseuille a stenosi severe o flussi pulsatile senza controllare le ipotesi.
    3. Usare il raggio al posto del diametro nel numero di Reynolds.
    4. Dimenticare che il sangue può essere non newtoniano nei piccoli vasi o a bassi tassi di taglio.
    5. Ignorare la compliance della parete quando si studiano onde di pressione e pressione pulsatoria.
    6. Guardare solo la pressione media e trascurare shear stress, pulsazione e geometria locale.

    Vedi anche: Formulario di emodinamica, Legge di Hagen-Poiseuille, Portata volumetrica, Resistenza vascolare, Numero di Womersley, Sforzo di taglio parietale, Emodinamica e Poiseuille: esercizi svolti.

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