Resistenza vascolare

Indice dei contenuti

    La resistenza vascolare misura l’opposizione che un vaso o un distretto offre al flusso sanguigno. È definita come rapporto tra caduta di pressione e portata:

    R_v=\dfrac{\Delta p}{Q}

    La definizione è analoga alla legge di Ohm: una caduta di pressione svolge il ruolo della differenza di potenziale, la portata quello della corrente e la resistenza misura l’opposizione al flusso. Questa analogia è utile nei modelli concentrati del sistema cardiovascolare, ma non va spinta oltre i suoi limiti perché il sangue è pulsatile, i vasi sono elastici e la geometria è ramificata.

    Per un vaso cilindrico ideale in regime di Poiseuille:

    R_v=\dfrac{8\mu L}{\pi r^4}

    La dipendenza da r^4 rende il calibro vascolare il parametro dominante. Le arteriole, variando il raggio tramite tono muscolare, regolano gran parte della resistenza periferica e quindi della pressione arteriosa.

    Le resistenze vascolari si combinano come quelle elettriche:

    R_{serie}=\sum_k R_k, \qquad \dfrac{1}{R_{par}}=\sum_k\dfrac{1}{R_k}

    Questa analogia spiega perché un letto capillare, pur formato da vasi molto piccoli, può avere resistenza equivalente moderata: i capillari sono numerosissimi e disposti in parallelo. In clinica si usano indici come la resistenza vascolare sistemica:

    SVR=\dfrac{MAP-CVP}{CO}

    dove MAP è la pressione arteriosa media, CVP la pressione venosa centrale e CO la portata cardiaca. In modo analogo si definiscono resistenze polmonari usando pressioni e portate del circolo polmonare.

    La formula di Poiseuille mostra il ruolo dominante del raggio, ma presuppone fluido newtoniano, tubo rigido, flusso laminare e stazionario. Nei vasi reali queste ipotesi sono solo approssimate: la parete è deformabile, il flusso varia nel ciclo cardiaco e il sangue mostra comportamento non newtoniano nei piccoli diametri.

    La resistenza vascolare dipende anche dal reclutamento di capillari, dalla viscosità ematica, dall’ematocrito, dal tono autonomico e da mediatori locali. In un distretto biologico, quindi, non è una costante geometrica immutabile ma una grandezza funzionale regolata.

    Un errore comune è attribuire tutta la pressione arteriosa al solo cuore. Il cuore genera portata e pressione, ma il livello pressorio medio dipende fortemente dalla resistenza periferica e dalla compliance arteriosa. Nei modelli ingegneristici completi occorre quindi combinare resistenze, capacità elastiche e inerzie del flusso.

    Ultimo aggiornamento: