Un punto critico di una funzione differenziabile f:\mathbb{R}^n\to\mathbb{R} è un punto interno del dominio in cui il gradiente si annulla:
In una variabile, la condizione diventa
I punti critici sono candidati naturali per massimi, minimi e punti di sella, ma non sono automaticamente estremi.
Condizione necessaria del primo ordine
Se x_0 è un punto interno e f ha un estremo locale in x_0, allora, sotto ipotesi di differenziabilità,
La ragione è che tutte le derivate direzionali devono annullarsi: in un massimo o minimo locale interno non può esserci una direzione lungo cui la funzione aumenta al primo ordine e un’altra lungo cui diminuisce.
La condizione è necessaria, non sufficiente. Un punto può avere gradiente nullo e non essere né massimo né minimo.
Classificazione con Hessiana
Se f è due volte differenziabile, la classificazione locale si basa sulla matrice Hessiana
La formula di Taylor in più variabili dà, vicino a x_0,
perché il termine lineare si annulla nei punti critici.
Da qui seguono i criteri principali:
- se H_f(x_0) è definita positiva, x_0 è un minimo locale stretto;
- se H_f(x_0) è definita negativa, x_0 è un massimo locale stretto;
- se H_f(x_0) è indefinita, x_0 è un punto di sella;
- se H_f(x_0) è semidefinita o singolare, il test è inconcludente.
Esempi
La funzione
ha un punto critico in (0,0) e Hessiana
definita positiva: quindi (0,0) è un minimo locale.
La funzione
ha ancora gradiente nullo in (0,0), ma la Hessiana è indefinita:
Il punto è di sella: lungo l’asse x la funzione cresce, lungo l’asse y decresce.
Punti critici vincolati
Se la funzione è soggetta a vincoli, la condizione \nabla f=0 non è più quella corretta in generale. Per un vincolo
si usa spesso il metodo dei moltiplicatori di Lagrange:
Il punto critico vincolato è tale rispetto alle direzioni ammissibili, non rispetto a tutte le direzioni dello spazio.
Ruolo in ottimizzazione
In ottimizzazione, trovare punti critici è solo una fase. Bisogna poi classificarli, verificare i vincoli, confrontare eventuali valori al bordo e distinguere minimi locali da minimi globali. In domini non compatti o con funzioni non convesse, possono esistere molti punti critici e nessuno garantire l’ottimo globale.
Per funzioni convesse differenziabili, invece, un punto critico è anche minimo globale. Questo è uno dei motivi per cui la convessità è così importante nei problemi applicativi.
Errori comuni
Il primo errore è concludere “gradiente nullo quindi minimo”: può essere una sella. Il secondo è dimenticare il bordo del dominio: un estremo assoluto può trovarsi sul bordo anche se non è punto critico interno. Il terzo è usare il test Hessiano quando la funzione non è sufficientemente regolare o quando la Hessiana è semidefinita, caso in cui servono termini di ordine superiore o argomenti specifici.
Per esercizi collegati si vedano estremi liberi in più variabili, Taylor e Hessiana e estremi vincolati con Lagrange.