La derivata direzionale misura quanto cambia una funzione di più variabili quando ci si muove da un punto in una direzione assegnata. Generalizza la derivata ordinaria: invece di muoversi solo lungo l’asse x, si sceglie un vettore direzione nello spazio delle variabili.
È uno strumento centrale in analisi multivariata, ottimizzazione, campi scalari, meccanica dei continui e geometria differenziale, perché collega variazioni locali, gradiente e superfici di livello.
Definizione
Sia f:\mathbb{R}^n\to\mathbb{R} e sia v un vettore unitario. La derivata direzionale di f in x_0 lungo v è
Il parametro t misura lo spostamento lungo la retta
La derivata direzionale è quindi la derivata ordinaria della funzione composta
calcolata in t=0.
Formula con il gradiente
Se f è differenziabile in x_0, allora
Questa formula ha una forte interpretazione geometrica: la variazione nella direzione v è la proiezione del gradiente lungo v. Se il gradiente è grande ma quasi ortogonale alla direzione scelta, la derivata direzionale può essere piccola.
Se v non è unitario, la quantità \nabla f(x_0)\cdot v misura la variazione rispetto al parametro t, non per unità di lunghezza. Per confrontare direzioni diverse conviene normalizzare v.
Direzione di massima crescita
Per la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz:
Se \|v\|=1, il massimo valore possibile è
Si ottiene quando v ha la stessa direzione del gradiente:
Il gradiente indica quindi la direzione di massima crescita locale; la direzione opposta indica la massima discesa.
Curve e superfici di livello
Se ci si muove lungo una direzione tangente a una curva o superficie di livello, il valore di f non cambia al primo ordine. Perciò la derivata direzionale è nulla:
Quando f è differenziabile e \nabla f(x_0)\ne0, questo equivale a dire che v è ortogonale al gradiente. Per questo il gradiente è normale alle superfici di livello e compare nella formula del piano tangente.
Esempio
Per
il gradiente è
Nel punto (1,2):
Nella direzione unitaria
la derivata direzionale vale
Derivata direzionale e differenziabilità
L’esistenza delle derivate direzionali in tutte le direzioni non basta, da sola, a garantire la differenziabilità. La differenziabilità richiede un’approssimazione lineare coerente in tutte le direzioni:
Quando questa approssimazione esiste, L(h)=\nabla f(x_0)\cdot h. Senza differenziabilità, le derivate direzionali possono esistere ma comportarsi in modo non lineare rispetto alla direzione.
Errori comuni
- dimenticare di normalizzare la direzione quando si vuole una variazione per unità di lunghezza;
- pensare che tutte le derivate direzionali esistenti implichino automaticamente differenziabilità;
- confondere derivata parziale e derivata direzionale generale: le parziali sono solo direzioni coordinate;
- usare la formula con il gradiente dove la funzione non è differenziabile;
- interpretare una derivata direzionale nulla come massimo o minimo senza ulteriori condizioni.
Vedi anche: Gradiente, Piano tangente, Moltiplicatori di Lagrange, Formulario di Analisi Matematica II.