Piano tangente

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    Il piano tangente è l’approssimazione lineare locale di una superficie regolare in un punto. È l’analogo, in tre dimensioni, della retta tangente al grafico di una funzione di una variabile: vicino al punto di tangenza, la superficie e il piano hanno lo stesso comportamento al primo ordine.

    Il concetto è fondamentale in analisi multivariata, geometria differenziale, ottimizzazione vincolata, meccanica dei continui e modellazione CAD, perché permette di sostituire localmente una geometria curva con un oggetto lineare più semplice.

    Grafico di una funzione

    Se la superficie è il grafico

    z=f(x,y)

    e f è differenziabile nel punto (x_0,y_0), allora

    z_0=f(x_0,y_0).

    Il piano tangente è

    z-z_0=f_x(x_0,y_0)(x-x_0)+f_y(x_0,y_0)(y-y_0).

    In forma esplicita:

    z= f(x_0,y_0) +f_x(x_0,y_0)(x-x_0) +f_y(x_0,y_0)(y-y_0).

    Questa è la parte lineare dello sviluppo di Taylor:

    f(x,y) \approx f(x_0,y_0) +\nabla f(x_0,y_0)\cdot \begin{pmatrix} x-x_0\\ y-y_0 \end{pmatrix}.

    Superficie implicita

    Se la superficie è descritta implicitamente da

    F(x,y,z)=0,

    e p_0=(x_0,y_0,z_0) è un punto regolare, cioè

    \nabla F(p_0)\ne0,

    allora il piano tangente è

    \nabla F(p_0)\cdot((x,y,z)-p_0)=0.

    Il gradiente di F è normale alla superficie: punta nella direzione di variazione più rapida della funzione implicita, quindi è ortogonale alle direzioni lungo cui si resta sulla superficie.

    Forma parametrica

    Per una superficie parametrizzata

    \sigma(u,v)

    il piano tangente nel punto \sigma(u_0,v_0) è generato dai vettori

    \sigma_u(u_0,v_0), \qquad \sigma_v(u_0,v_0),

    purché siano linearmente indipendenti. Una rappresentazione parametrica del piano è

    P(s,t)= \sigma(u_0,v_0) +s\,\sigma_u(u_0,v_0) +t\,\sigma_v(u_0,v_0).

    Il vettore normale è proporzionale a

    \sigma_u(u_0,v_0)\times\sigma_v(u_0,v_0).

    Questa forma è utile quando la superficie non è il grafico di una funzione, ad esempio su sfere, cilindri, superfici di rivoluzione o mesh geometriche.

    Interpretazione operativa

    Il piano tangente serve a:

    • linearizzare una superficie vicino a un punto;
    • calcolare approssimazioni locali e differenziali;
    • stimare errori di misura su superfici curve;
    • costruire normali per flussi, rendering e contatti meccanici;
    • formulare condizioni di ottimo vincolato tramite moltiplicatori di Lagrange.

    In un problema fisico, il piano tangente è spesso il piano locale su cui si proiettano forze, velocità, gradienti o condizioni al contorno. In geometria computazionale è la base per normali, illuminazione e ricostruzione di superfici.

    Esempio

    Per

    f(x,y)=x^2+y^2

    nel punto (1,2) si ha z_0=5,

    f_x=2x, \qquad f_y=2y.

    Quindi

    f_x(1,2)=2, \qquad f_y(1,2)=4.

    Il piano tangente è

    z-5=2(x-1)+4(y-2),

    ossia

    z=2x+4y-5.

    Vicino a (1,2), questa formula approssima il paraboloide z=x^2+y^2 al primo ordine.

    Errori comuni

    • usare la formula del piano tangente senza verificare la differenziabilità della funzione;
    • confondere il piano tangente con una sezione piana della superficie;
    • dimenticare che per una superficie implicita il gradiente deve essere non nullo;
    • scambiare il vettore normale con un vettore tangente;
    • usare il piano tangente lontano dal punto di tangenza, dove i termini quadratici possono diventare dominanti.

    Vedi anche: Derivata direzionale, Gradiente, Moltiplicatori di Lagrange, Formulario di Analisi Matematica II.

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