Il piano tangente è l’approssimazione lineare locale di una superficie regolare in un punto. È l’analogo, in tre dimensioni, della retta tangente al grafico di una funzione di una variabile: vicino al punto di tangenza, la superficie e il piano hanno lo stesso comportamento al primo ordine.
Il concetto è fondamentale in analisi multivariata, geometria differenziale, ottimizzazione vincolata, meccanica dei continui e modellazione CAD, perché permette di sostituire localmente una geometria curva con un oggetto lineare più semplice.
Grafico di una funzione
Se la superficie è il grafico
e f è differenziabile nel punto (x_0,y_0), allora
Il piano tangente è
In forma esplicita:
Questa è la parte lineare dello sviluppo di Taylor:
Superficie implicita
Se la superficie è descritta implicitamente da
e p_0=(x_0,y_0,z_0) è un punto regolare, cioè
allora il piano tangente è
Il gradiente di F è normale alla superficie: punta nella direzione di variazione più rapida della funzione implicita, quindi è ortogonale alle direzioni lungo cui si resta sulla superficie.
Forma parametrica
Per una superficie parametrizzata
il piano tangente nel punto \sigma(u_0,v_0) è generato dai vettori
purché siano linearmente indipendenti. Una rappresentazione parametrica del piano è
Il vettore normale è proporzionale a
Questa forma è utile quando la superficie non è il grafico di una funzione, ad esempio su sfere, cilindri, superfici di rivoluzione o mesh geometriche.
Interpretazione operativa
Il piano tangente serve a:
- linearizzare una superficie vicino a un punto;
- calcolare approssimazioni locali e differenziali;
- stimare errori di misura su superfici curve;
- costruire normali per flussi, rendering e contatti meccanici;
- formulare condizioni di ottimo vincolato tramite moltiplicatori di Lagrange.
In un problema fisico, il piano tangente è spesso il piano locale su cui si proiettano forze, velocità, gradienti o condizioni al contorno. In geometria computazionale è la base per normali, illuminazione e ricostruzione di superfici.
Esempio
Per
nel punto (1,2) si ha z_0=5,
Quindi
Il piano tangente è
ossia
Vicino a (1,2), questa formula approssima il paraboloide z=x^2+y^2 al primo ordine.
Errori comuni
- usare la formula del piano tangente senza verificare la differenziabilità della funzione;
- confondere il piano tangente con una sezione piana della superficie;
- dimenticare che per una superficie implicita il gradiente deve essere non nullo;
- scambiare il vettore normale con un vettore tangente;
- usare il piano tangente lontano dal punto di tangenza, dove i termini quadratici possono diventare dominanti.
Vedi anche: Derivata direzionale, Gradiente, Moltiplicatori di Lagrange, Formulario di Analisi Matematica II.