Formulario di Analisi Matematica II

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    Formulario completo e commentato di Analisi Matematica II per ingegneria. Il programma proposto è molto buono: copre il nucleo standard di calcolo multivariato, ottimizzazione, integrazione multipla e calcolo vettoriale. Lo rendo però più organico separando meglio i prerequisiti geometrici dagli strumenti analitici, aggiungendo successioni in \mathbb{R}^n, continuità uniforme, insiemi semplicemente connessi, orientazione, cambi di variabili generali, criteri operativi per domini normali e una sezione finale di procedure da esercizio.

    L’ordine consigliato è:

    1. geometria e topologia di \mathbb{R}^n;
    2. limiti, continuità, compattezza e teoremi globali;
    3. differenziabilità, Taylor e classificazione locale;
    4. ottimizzazione libera e vincolata;
    5. curve, campi vettoriali e forme differenziali;
    6. integrali doppi, tripli e cambi di coordinate;
    7. superfici e teoremi di Green, Stokes e Gauss.

    Il punto chiave di Analisi II è il passaggio da una variabile a più variabili: non basta “derivare rispetto a una lettera”. Bisogna controllare direzioni, geometria del dominio, orientazione, regolarità e significato fisico delle quantità integrate.

    1. Geometria di base in \mathbb{R}^n

    Vettori, prodotto scalare e norma euclidea

    Un punto di \mathbb{R}^n si scrive

    \displaystyle x=(x_1,x_2,\dots,x_n).

    Il prodotto scalare euclideo è

    \displaystyle x\cdot y=\sum_{i=1}^n x_i y_i.

    La norma euclidea è

    \displaystyle \|x\|=\sqrt{x\cdot x} =\sqrt{x_1^2+x_2^2+\cdots+x_n^2}.

    La distanza tra due punti è

    \displaystyle d(x,y)=\|x-y\|.

    Disuguaglianza di Cauchy-Schwarz:

    \displaystyle |x\cdot y|\le \|x\|\,\|y\|.

    Disuguaglianza triangolare:

    \displaystyle \|x+y\|\le \|x\|+\|y\|.

    Commento operativo: quasi tutte le stime di limite in più variabili si riducono a maggiorare una funzione con una potenza di \|(x,y)-p_0\|. In \mathbb{R}^2 è spesso utile ricordare che, vicino all’origine,

    \displaystyle |x|\le \sqrt{x^2+y^2}, \qquad |y|\le \sqrt{x^2+y^2}.

    Norme equivalenti

    In \mathbb{R}^n sono frequenti anche

    \displaystyle \|x\|_1=\sum_{i=1}^n |x_i|, \qquad \|x\|_\infty=\max_{1\le i\le n}|x_i|.

    In dimensione finita tutte le norme sono equivalenti: esistono costanti c,C>0 tali che

    \displaystyle c\|x\|_a\le \|x\|_b\le C\|x\|_a.

    Conseguenza: apertura, chiusura, convergenza e continuità non dipendono dalla norma scelta, purché si lavori in \mathbb{R}^n finito-dimensionale.

    Intorni, palle e sfere

    Palla aperta di centro x_0 e raggio r>0:

    \displaystyle B_r(x_0)=\{x\in\mathbb{R}^n:\|x-x_0\|<r\}.

    Palla chiusa:

    \displaystyle \overline{B}_r(x_0)=\{x\in\mathbb{R}^n:\|x-x_0\|\le r\}.

    Sfera:

    \displaystyle S_r(x_0)=\{x\in\mathbb{R}^n:\|x-x_0\|=r\}.

    Un intorno di x_0 è un insieme che contiene almeno una palla aperta centrata in x_0.

    Aperti, chiusi, frontiera

    Un insieme A\subset\mathbb{R}^n è aperto se

    \displaystyle \forall x\in A,\ \exists r>0:\ B_r(x)\subset A.

    Un insieme A è chiuso se contiene tutti i suoi punti di accumulazione, oppure equivalentemente se \mathbb{R}^n\setminus A è aperto.

    Interno:

    \displaystyle \operatorname{int}(A)=\{x\in A:\exists r>0,\ B_r(x)\subset A\}.

    Chiusura:

    \displaystyle \overline{A}=A\cup A',

    dove A' è l’insieme dei punti di accumulazione.

    Frontiera:

    \displaystyle \partial A=\overline{A}\setminus \operatorname{int}(A).

    Commento operativo: per studiare un dominio di integrazione conviene sempre distinguere interno, bordo e orientazione del bordo. Negli integrali multipli il bordo spesso ha misura nulla; nei teoremi di Green, Stokes e Gauss diventa invece il protagonista.

    Successioni in \mathbb{R}^n

    Una successione x_k\in\mathbb{R}^n converge a x se

    \displaystyle \lim_{k\to\infty}\|x_k-x\|=0.

    Equivalentemente, se x_k=(x_{k,1},\dots,x_{k,n}),

    \displaystyle x_k\to x \quad\Longleftrightarrow\quad x_{k,i}\to x_i\quad\text{per ogni }i=1,\dots,n.

    Criterio sequenziale di chiusura:

    \displaystyle A\text{ chiuso} \quad\Longleftrightarrow\quad \bigl(x_k\in A,\ x_k\to x\bigr)\Rightarrow x\in A.

    Compatti, connessi e convessi

    Teorema di Heine-Borel in \mathbb{R}^n:

    \displaystyle K\subset\mathbb{R}^n\text{ compatto} \quad\Longleftrightarrow\quad K\text{ chiuso e limitato}.

    Un insieme è limitato se

    \displaystyle \exists R>0:\ A\subset B_R(0).

    Un insieme è connesso per archi se, per ogni p,q\in A, esiste una curva continua \gamma:[0,1]\to A tale che

    \displaystyle \gamma(0)=p,\qquad \gamma(1)=q.

    Un insieme è convesso se

    \displaystyle \forall p,q\in A,\ \forall t\in[0,1], \qquad (1-t)p+tq\in A.

    Ogni convesso è connesso per archi. Il viceversa è falso.

    2. Limiti e continuità in più variabili

    Definizione epsilon-delta

    Sia f:A\subset\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}^m e sia x_0 punto di accumulazione per A. Si dice che

    \displaystyle \lim_{x\to x_0}f(x)=\ell

    se

    \displaystyle \forall\varepsilon>0,\ \exists\delta>0: 0<\|x-x_0\|<\delta,\ x\in A \Rightarrow \|f(x)-\ell\|<\varepsilon.

    Continuità in x_0:

    \displaystyle \lim_{x\to x_0}f(x)=f(x_0).

    Commento operativo: in più variabili il limite deve essere lo stesso lungo tutte le traiettorie che arrivano a x_0. Verificare due rette non dimostra il limite; trovare due traiettorie con risultati diversi lo nega.

    Criterio per negare un limite

    Se esistono due curve \gamma_1(t) e \gamma_2(t) tali che

    \displaystyle \gamma_1(t)\to x_0,\qquad \gamma_2(t)\to x_0,

    ma

    \displaystyle \lim_{t\to t_0} f(\gamma_1(t)) \ne \lim_{t\to t_0} f(\gamma_2(t)),

    allora il limite non esiste.

    Traiettorie tipiche in \mathbb{R}^2:

    \displaystyle y=mx,\qquad y=kx^\alpha,\qquad x=0,\qquad y=0.

    Coordinate polari per limiti in \mathbb{R}^2

    Vicino all’origine:

    \displaystyle x=\rho\cos\theta,\qquad y=\rho\sin\theta,\qquad \rho=\sqrt{x^2+y^2}.

    Se si riesce a scrivere

    \displaystyle |f(x,y)-\ell|\le g(\rho) \quad\text{con}\quad g(\rho)\to0,

    uniformemente rispetto a \theta, allora

    \displaystyle \lim_{(x,y)\to(0,0)}f(x,y)=\ell.

    Passo passo:

    1. sostituisci x=\rho\cos\theta e y=\rho\sin\theta;
    2. raccogli le potenze di \rho;
    3. controlla che la parte angolare sia limitata;
    4. concludi solo se il risultato tende a zero per ogni \theta in modo uniforme.

    Esempio di forma favorevole:

    \displaystyle f(x,y)=\dfrac{x^2y}{x^2+y^2} \quad\Rightarrow\quad f(\rho,\theta)=\rho\cos^2\theta\sin\theta.

    Poiché |\cos^2\theta\sin\theta|\le1, il limite è zero.

    Stime con la norma

    Se p+q>r, allora vicino all’origine

    \displaystyle \left|\dfrac{x^p y^q}{(x^2+y^2)^{\dfrac{r}{2}}}\right| \le \dfrac{\|(x,y)\|^{p+q}}{\|(x,y)\|^r} =\|(x,y)\|^{p+q-r}\to0.

    Questa è una delle tecniche più rapide per limiti razionali omogenei.

    Teoremi globali sulle funzioni continue

    Se f:K\to\mathbb{R} è continua e K è compatto, allora f è limitata e ammette massimo e minimo assoluti:

    \displaystyle \exists x_m,x_M\in K: \quad f(x_m)\le f(x)\le f(x_M)\quad\forall x\in K.

    Questo è il teorema di Weierstrass.

    Se K è compatto e f:K\to\mathbb{R} è continua, allora f è uniformemente continua:

    \displaystyle \forall\varepsilon>0,\ \exists\delta>0: \|x-y\|<\delta\Rightarrow |f(x)-f(y)|<\varepsilon.

    Commento operativo: quando un esercizio chiede esistenza di massimi/minimi assoluti, la prima domanda non è derivare. La prima domanda è: il dominio è compatto e la funzione è continua?

    3. Calcolo differenziale in più variabili

    Derivate parziali

    Per f:\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}, la derivata parziale rispetto a x_i in x_0 è

    \displaystyle \dfrac{\partial f}{\partial x_i}(x_0) = \lim_{h\to0} \dfrac{f(x_0+h e_i)-f(x_0)}{h}.

    In \mathbb{R}^2:

    \displaystyle f_x(x_0,y_0)= \lim_{h\to0}\dfrac{f(x_0+h,y_0)-f(x_0,y_0)}{h},
    \displaystyle f_y(x_0,y_0)= \lim_{h\to0}\dfrac{f(x_0,y_0+h)-f(x_0,y_0)}{h}.

    Attenzione: l’esistenza delle derivate parziali non implica la continuità e non implica la differenziabilità.

    Gradiente e derivata direzionale

    Il gradiente è

    \displaystyle \nabla f(x)= \left( \dfrac{\partial f}{\partial x_1}, \dots, \dfrac{\partial f}{\partial x_n} \right).

    La derivata direzionale nella direzione unitaria v è

    \displaystyle D_v f(x_0)= \lim_{t\to0}\dfrac{f(x_0+t v)-f(x_0)}{t}.

    Se f è differenziabile in x_0, allora

    \displaystyle D_v f(x_0)=\nabla f(x_0)\cdot v.

    La direzione di massima crescita è quella del gradiente:

    \displaystyle \max_{\|v\|=1}D_v f(x_0)=\|\nabla f(x_0)\|.

    La direzione di massima discesa è

    \displaystyle v=-\dfrac{\nabla f(x_0)}{\|\nabla f(x_0)\|},

    se \nabla f(x_0)\ne0.

    Differenziabilità

    Una funzione f:\mathbb{R}^n\to\mathbb{R} è differenziabile in x_0 se esiste un’applicazione lineare L tale che

    \displaystyle f(x_0+h)=f(x_0)+L(h)+o(\|h\|) \quad\text{per }h\to0.

    In questo caso

    \displaystyle L(h)=\nabla f(x_0)\cdot h.

    Quindi

    \displaystyle f(x_0+h)= f(x_0)+\nabla f(x_0)\cdot h+o(\|h\|).

    Condizione sufficiente pratica: se le derivate parziali esistono in un intorno di x_0 e sono continue in x_0, allora f è differenziabile in x_0.

    Differenziale totale

    Per f=f(x_1,\dots,x_n),

    \displaystyle df= \dfrac{\partial f}{\partial x_1}dx_1+ \cdots+ \dfrac{\partial f}{\partial x_n}dx_n.

    In due variabili:

    \displaystyle df=f_x\,dx+f_y\,dy.

    Commento ingegneristico: il differenziale totale approssima la variazione della grandezza quando le variabili subiscono piccoli incrementi:

    \displaystyle \Delta f\approx df.

    Piano tangente e normale

    Per il grafico z=f(x,y), il piano tangente in (x_0,y_0,z_0) è

    \displaystyle z-z_0=f_x(x_0,y_0)(x-x_0)+f_y(x_0,y_0)(y-y_0),

    dove z_0=f(x_0,y_0).

    Se una superficie è data implicitamente da

    \displaystyle F(x,y,z)=0,

    e \nabla F(p_0)\ne0, il piano tangente in p_0=(x_0,y_0,z_0) è

    \displaystyle \nabla F(p_0)\cdot\bigl((x,y,z)-p_0\bigr)=0.

    Il vettore normale è

    \displaystyle n=\nabla F(p_0).

    Regola della catena

    Se z=f(x,y), con x=x(t) e y=y(t), allora

    \displaystyle \dfrac{dz}{dt} =f_x(x(t),y(t))x'(t)+f_y(x(t),y(t))y'(t).

    In forma vettoriale:

    \displaystyle \dfrac{d}{dt}f(\gamma(t)) =\nabla f(\gamma(t))\cdot\gamma'(t).

    Per una composizione F=f\circ g, con g:\mathbb{R}^p\to\mathbb{R}^n e f:\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}^m,

    \displaystyle J_F(x)=J_f(g(x))\,J_g(x).

    Qui J indica la matrice jacobiana.

    4. Derivate seconde, Hessiana e Taylor

    Derivate seconde e teorema di Schwarz

    Le derivate seconde sono

    \displaystyle f_{x_i x_j} = \dfrac{\partial^2 f}{\partial x_j\partial x_i}.

    Se f_{x_i x_j} e f_{x_j x_i} sono continue in un intorno di x_0, allora

    \displaystyle f_{x_i x_j}(x_0)=f_{x_j x_i}(x_0).

    Questo è il teorema di Schwarz.

    Matrice Hessiana

    La matrice Hessiana di f:\mathbb{R}^n\to\mathbb{R} è

    \displaystyle H_f(x)= \begin{pmatrix} f_{x_1x_1} & f_{x_1x_2} & \cdots & f_{x_1x_n}\\ f_{x_2x_1} & f_{x_2x_2} & \cdots & f_{x_2x_n}\\ \vdots & \vdots & \ddots & \vdots\\ f_{x_nx_1} & f_{x_nx_2} & \cdots & f_{x_nx_n} \end{pmatrix}.

    Se le derivate seconde miste sono continue, H_f è simmetrica.

    Formula di Taylor al secondo ordine

    Se f è di classe C^2 vicino a x_0, allora

    \displaystyle f(x_0+h) = f(x_0)+\nabla f(x_0)\cdot h +\dfrac{1}{2} h^T H_f(x_0)h +o(\|h\|^2).

    In due variabili, con h=(\Delta x,\Delta y):

    \displaystyle \begin{aligned} f(x_0+\Delta x,y_0+\Delta y) =\;&f(x_0,y_0) +f_x\Delta x+f_y\Delta y\\ &+\dfrac{1}{2}\left( f_{xx}\Delta x^2 +2f_{xy}\Delta x\Delta y +f_{yy}\Delta y^2 \right) +o(\Delta x^2+\Delta y^2). \end{aligned}

    Commento operativo: Taylor al secondo ordine è lo strumento naturale per classificare punti critici e stimare errori locali. Il termine lineare decide se il punto è critico; il termine quadratico decide la geometria locale quando il termine lineare sparisce.

    5. Ottimizzazione libera

    Punti critici

    Se f:\Omega\subset\mathbb{R}^n\to\mathbb{R} è differenziabile e x_0 è un estremo locale interno a \Omega, allora

    \displaystyle \nabla f(x_0)=0.

    Un punto con gradiente nullo si chiama punto critico o stazionario.

    Attenzione: gradiente nullo è condizione necessaria per estremi interni, non sufficiente.

    Classificazione in due variabili

    Sia (x_0,y_0) un punto critico e siano

    \displaystyle A=f_{xx}(x_0,y_0), \qquad B=f_{xy}(x_0,y_0), \qquad C=f_{yy}(x_0,y_0).

    Il determinante Hessiano è

    \displaystyle D=AC-B^2.

    Allora:

    \displaystyle D>0,\ A>0 \quad\Rightarrow\quad \text{minimo locale};
    \displaystyle D>0,\ A<0 \quad\Rightarrow\quad \text{massimo locale};
    \displaystyle D<0 \quad\Rightarrow\quad \text{punto di sella};
    \displaystyle D=0 \quad\Rightarrow\quad \text{test inconcludente}.

    Classificazione in \mathbb{R}^n

    Nel punto critico x_0, la forma quadratica associata all’Hessiana è

    \displaystyle Q(h)=h^T H_f(x_0)h.

    Se Q(h)>0 per ogni h\ne0, allora x_0 è minimo locale stretto.

    Se Q(h)<0 per ogni h\ne0, allora x_0 è massimo locale stretto.

    Se Q assume valori positivi e negativi, allora x_0 è punto di sella.

    Se Q è semidefinita, il test del secondo ordine non basta.

    Criterio di Sylvester per Hessiana definita positiva:

    \displaystyle \Delta_k>0 \quad\text{per ogni }k=1,\dots,n,

    dove \Delta_k sono i minori principali di testa.

    Per definita negativa:

    \displaystyle (-1)^k\Delta_k>0 \quad\text{per ogni }k=1,\dots,n.

    Massimi e minimi assoluti

    Procedura su un compatto K:

    1. verifica che K sia chiuso e limitato;
    2. trova i punti critici interni;
    3. studia il bordo con parametrizzazioni o vincoli;
    4. valuta f su tutti i candidati;
    5. confronta i valori.

    Formula mentale:

    \displaystyle \text{estremo assoluto} = \text{miglior valore tra interno e bordo}.

    6. Ottimizzazione vincolata, Dini e funzione inversa

    Moltiplicatori di Lagrange con un vincolo

    Per ottimizzare f(x) sotto il vincolo

    \displaystyle g(x)=0,

    si risolve

    \displaystyle \nabla f(x)=\lambda\nabla g(x), \qquad g(x)=0.

    Condizione regolare:

    \displaystyle \nabla g(x)\ne0.

    Interpretazione: nel punto di estremo vincolato, il gradiente di f non può avere componente tangenziale alla varietà vincolare; perciò è normale al vincolo, come \nabla g.

    Moltiplicatori con m vincoli

    Con vincoli

    \displaystyle g_1(x)=0,\dots,g_m(x)=0,

    si cerca

    \displaystyle \nabla f(x)= \lambda_1\nabla g_1(x)+\cdots+\lambda_m\nabla g_m(x),

    insieme a

    \displaystyle g_1(x)=0,\dots,g_m(x)=0.

    La condizione di regolarità è che i gradienti dei vincoli siano linearmente indipendenti:

    \displaystyle \operatorname{rank} \begin{pmatrix} \nabla g_1\\ \vdots\\ \nabla g_m \end{pmatrix} =m.

    Funzioni implicite, teorema di Dini

    Sia F(x,y)=0, con F:\mathbb{R}^{n}\times\mathbb{R}^{m}\to\mathbb{R}^{m} di classe C^1. Se

    \displaystyle F(x_0,y_0)=0

    e

    \displaystyle \det F_y(x_0,y_0)\ne0,

    allora localmente esiste una funzione y=\varphi(x) tale che

    \displaystyle F(x,\varphi(x))=0.

    La derivata della funzione implicita è

    \displaystyle D\varphi(x)= -\bigl(F_y(x,\varphi(x))\bigr)^{-1}F_x(x,\varphi(x)).

    Caso scalare F(x,y)=0:

    \displaystyle y'(x)= -\dfrac{F_x(x,y)}{F_y(x,y)}.

    Teorema della funzione inversa

    Sia F:\mathbb{R}^n\to\mathbb{R}^n di classe C^1. Se

    \displaystyle \det J_F(x_0)\ne0,

    allora F è localmente invertibile vicino a x_0 e

    \displaystyle J_{F^{-1}}(F(x_0))= \bigl(J_F(x_0)\bigr)^{-1}.

    Commento operativo: Dini e funzione inversa sono teoremi di non degenerazione. In entrambi i casi il determinante non nullo dice che localmente non si è perso un grado di libertà.

    7. Curve in \mathbb{R}^n

    Curve parametriche

    Una curva parametrica è una funzione

    \displaystyle \gamma:[a,b]\to\mathbb{R}^n, \qquad \gamma(t)=(x_1(t),\dots,x_n(t)).

    Il vettore velocità è

    \displaystyle \gamma'(t).

    La curva è regolare se

    \displaystyle \gamma'(t)\ne0 \quad\text{per ogni }t.

    Lunghezza d’arco

    La lunghezza della curva è

    \displaystyle L(\gamma)=\int_a^b \|\gamma'(t)\|\,dt.

    L’elemento di arco è

    \displaystyle ds=\|\gamma'(t)\|\,dt.

    Ascissa curvilinea:

    \displaystyle s(t)=\int_a^t \|\gamma'(\tau)\|\,d\tau.

    Se \|\gamma'(s)\|=1, la curva è parametrizzata per lunghezza d’arco.

    Vettore tangente, normale, binormale

    Il versore tangente è

    \displaystyle T(t)=\dfrac{\gamma'(t)}{\|\gamma'(t)\|}.

    Per una curva parametrizzata da s:

    \displaystyle \kappa(s)=\|T'(s)\|

    è la curvatura.

    Se \kappa(s)\ne0, il versore normale è

    \displaystyle N(s)=\dfrac{T'(s)}{\|T'(s)\|}.

    In \mathbb{R}^3, il binormale è

    \displaystyle B(s)=T(s)\times N(s).

    Le formule di Frenet-Serret sono

    \displaystyle T'=\kappa N,
    \displaystyle N'=-\kappa T+\tau B,
    \displaystyle B'=-\tau N,

    dove \tau è la torsione.

    Curvatura con parametro generico

    Per una curva piana \gamma(t)=(x(t),y(t)):

    \displaystyle \kappa(t)= \dfrac{|x'(t)y''(t)-y'(t)x''(t)|} {\left(x'(t)^2+y'(t)^2\right)^{\dfrac{3}{2}}}.

    Per una curva nello spazio:

    \displaystyle \kappa(t)= \dfrac{\|\gamma'(t)\times\gamma''(t)\|} {\|\gamma'(t)\|^3}.

    Torsione:

    \displaystyle \tau(t)= \dfrac{\det(\gamma'(t),\gamma''(t),\gamma'''(t))} {\|\gamma'(t)\times\gamma''(t)\|^2}.

    Integrali di linea di prima specie

    Per un campo scalare f lungo una curva \gamma:

    \displaystyle \int_\gamma f\,ds = \int_a^b f(\gamma(t))\|\gamma'(t)\|\,dt.

    Usi tipici: massa di un filo, baricentro di una curva, carica distribuita su una traiettoria.

    Se \rho è densità lineare:

    \displaystyle m=\int_\gamma \rho\,ds.

    Baricentro:

    \displaystyle \bar{x}= \dfrac{1}{m}\int_\gamma x\,\rho\,ds, \qquad \bar{y}= \dfrac{1}{m}\int_\gamma y\,\rho\,ds.

    Integrali di linea di seconda specie

    Per un campo vettoriale F:

    \displaystyle \int_\gamma F\cdot d r = \int_a^b F(\gamma(t))\cdot\gamma'(t)\,dt.

    In \mathbb{R}^2, se F=(P,Q):

    \displaystyle \int_\gamma P\,dx+Q\,dy = \int_a^b \left[ P(x(t),y(t))x'(t)+Q(x(t),y(t))y'(t) \right]dt.

    Interpretazione fisica: lavoro di una forza lungo una traiettoria.

    Orientazione: invertendo il verso della curva, l’integrale di seconda specie cambia segno; quello di prima specie no.

    8. Campi vettoriali e forme differenziali

    Operatori differenziali

    Gradiente:

    \displaystyle \nabla f= \left(f_x,f_y,f_z\right).

    Divergenza:

    \displaystyle \operatorname{div}F=\nabla\cdot F = \dfrac{\partial P}{\partial x} +\dfrac{\partial Q}{\partial y} +\dfrac{\partial R}{\partial z},

    per F=(P,Q,R).

    Rotore:

    \displaystyle \operatorname{rot}F=\nabla\times F = \begin{vmatrix} i & j & k\\ \partial_x & \partial_y & \partial_z\\ P & Q & R \end{vmatrix}.

    Laplaciano:

    \displaystyle \Delta f=\nabla\cdot\nabla f = f_{xx}+f_{yy}+f_{zz}.

    In \mathbb{R}^n:

    \displaystyle \Delta f=\sum_{i=1}^n \dfrac{\partial^2 f}{\partial x_i^2}.

    Identità vettoriali fondamentali

    Se le funzioni sono sufficientemente regolari:

    \displaystyle \operatorname{rot}(\nabla f)=0.
    \displaystyle \operatorname{div}(\operatorname{rot}F)=0.
    \displaystyle \operatorname{div}(fF)=\nabla f\cdot F+f\,\operatorname{div}F.
    \displaystyle \operatorname{rot}(fF)=\nabla f\times F+f\,\operatorname{rot}F.

    Campi conservativi

    Un campo F è conservativo se esiste un potenziale scalare \phi tale che

    \displaystyle F=\nabla\phi.

    Allora

    \displaystyle \int_\gamma F\cdot dr = \phi(B)-\phi(A),

    dove A e B sono gli estremi della curva.

    Conseguenze:

    \displaystyle \int_\gamma F\cdot dr

    dipende solo dagli estremi, e per ogni curva chiusa \Gamma:

    \displaystyle \oint_\Gamma F\cdot dr=0.

    In \mathbb{R}^2, per F=(P,Q) di classe C^1:

    \displaystyle F\text{ conservativo} \Rightarrow P_y=Q_x.

    Se il dominio è semplicemente connesso, vale anche il viceversa:

    \displaystyle P_y=Q_x \quad\Rightarrow\quad F\text{ conservativo}.

    Forme differenziali

    Una forma differenziale in \mathbb{R}^2 è

    \displaystyle \omega=P(x,y)\,dx+Q(x,y)\,dy.

    La forma è esatta se esiste \phi tale che

    \displaystyle d\phi=\omega.

    Cioè:

    \displaystyle \phi_x=P, \qquad \phi_y=Q.

    La forma è chiusa se

    \displaystyle P_y=Q_x.

    Ogni forma esatta è chiusa. In un dominio stellato o semplicemente connesso, ogni forma chiusa di classe C^1 è esatta. Questo è il contenuto operativo del lemma di Poincaré.

    Procedura per trovare il potenziale:

    1. integra P rispetto a x:
    \displaystyle \phi(x,y)=\int P(x,y)\,dx+C(y);
    1. deriva rispetto a y;
    2. imponi \phi_y=Q;
    3. determina C'(y) e poi C(y).

    9. Integrali doppi

    Integrale doppio e dominio normale

    L’integrale doppio di f su D si indica con

    \displaystyle \iint_D f(x,y)\,dA.

    Se D è normale rispetto all’asse x:

    \displaystyle D=\{(x,y):a\le x\le b,\ \alpha(x)\le y\le \beta(x)\},

    allora

    \displaystyle \iint_D f(x,y)\,dA = \int_a^b \int_{\alpha(x)}^{\beta(x)} f(x,y)\,dy\,dx.

    Se D è normale rispetto all’asse y:

    \displaystyle D=\{(x,y):c\le y\le d,\ \gamma(y)\le x\le \delta(y)\},

    allora

    \displaystyle \iint_D f(x,y)\,dA = \int_c^d \int_{\gamma(y)}^{\delta(y)} f(x,y)\,dx\,dy.

    Fubini-Tonelli

    Se f è continua su un dominio rettangolare R=[a,b]\times[c,d], allora

    \displaystyle \iint_R f(x,y)\,dA = \int_a^b\int_c^d f(x,y)\,dy\,dx = \int_c^d\int_a^b f(x,y)\,dx\,dy.

    Se f\ge0, Tonelli permette lo scambio dell’ordine anche in casi impropri, purché si lavori con integrali eventualmente infiniti.

    Cambiamento di variabili in due dimensioni

    Sia

    \displaystyle T(u,v)=(x(u,v),y(u,v)).

    Il Jacobiano è

    \displaystyle J_T(u,v)= \det \begin{pmatrix} x_u & x_v\\ y_u & y_v \end{pmatrix}.

    Allora

    \displaystyle \iint_D f(x,y)\,dx\,dy = \iint_E f(T(u,v))\,|J_T(u,v)|\,du\,dv.

    Coordinate polari:

    \displaystyle x=\rho\cos\theta,\qquad y=\rho\sin\theta,
    \displaystyle |J|=\rho, \qquad dx\,dy=\rho\,d\rho\,d\theta.

    Procedura per un cambio di variabili:

    1. disegna o descrivi il dominio;
    2. scegli coordinate coerenti con simmetrie e bordi;
    3. trasforma il dominio;
    4. calcola il Jacobiano;
    5. sostituisci funzione e differenziale;
    6. integra nei nuovi limiti.

    Area, massa, baricentro

    Area:

    \displaystyle A(D)=\iint_D 1\,dA.

    Massa con densità \rho(x,y):

    \displaystyle m=\iint_D \rho(x,y)\,dA.

    Baricentro:

    \displaystyle \bar{x}=\dfrac{1}{m}\iint_D x\,\rho(x,y)\,dA, \qquad \bar{y}=\dfrac{1}{m}\iint_D y\,\rho(x,y)\,dA.

    Se la densità è costante:

    \displaystyle \bar{x}=\dfrac{1}{A(D)}\iint_D x\,dA, \qquad \bar{y}=\dfrac{1}{A(D)}\iint_D y\,dA.

    Momenti di inerzia

    Momento rispetto all’asse x:

    \displaystyle I_x=\iint_D y^2\rho(x,y)\,dA.

    Momento rispetto all’asse y:

    \displaystyle I_y=\iint_D x^2\rho(x,y)\,dA.

    Momento polare rispetto all’origine:

    \displaystyle I_O=\iint_D (x^2+y^2)\rho(x,y)\,dA =I_x+I_y.

    Prodotto di inerzia:

    \displaystyle I_{xy}=\iint_D xy\,\rho(x,y)\,dA.

    Commento operativo: se il dominio e la densità sono simmetrici e l’integrando è dispari rispetto a un asse di simmetria, l’integrale è zero.

    10. Integrali tripli

    Dominio normale nello spazio

    L’integrale triplo è

    \displaystyle \iiint_\Omega f(x,y,z)\,dV.

    Se

    \displaystyle \Omega=\{(x,y,z):(x,y)\in D,\ \alpha(x,y)\le z\le \beta(x,y)\},

    allora

    \displaystyle \iiint_\Omega f\,dV = \iint_D \int_{\alpha(x,y)}^{\beta(x,y)} f(x,y,z)\,dz\,dA.

    Volume:

    \displaystyle V(\Omega)=\iiint_\Omega 1\,dV.

    Massa:

    \displaystyle m=\iiint_\Omega \rho(x,y,z)\,dV.

    Baricentro:

    \displaystyle \bar{x}=\dfrac{1}{m}\iiint_\Omega x\rho\,dV, \qquad \bar{y}=\dfrac{1}{m}\iiint_\Omega y\rho\,dV, \qquad \bar{z}=\dfrac{1}{m}\iiint_\Omega z\rho\,dV.

    Coordinate cilindriche

    Coordinate:

    \displaystyle x=\rho\cos\theta,\qquad y=\rho\sin\theta,\qquad z=z.

    Jacobiano:

    \displaystyle dV=\rho\,d\rho\,d\theta\,dz.

    Sono adatte a cilindri, coni, solidi di rotazione attorno all’asse z e domini con simmetria radiale nel piano xy.

    Coordinate sferiche

    Una convenzione frequente è

    \displaystyle x=r\sin\varphi\cos\theta, \qquad y=r\sin\varphi\sin\theta, \qquad z=r\cos\varphi,

    con

    \displaystyle r\ge0,\qquad 0\le\varphi\le\pi,\qquad 0\le\theta<2\pi.

    Jacobiano:

    \displaystyle dV=r^2\sin\varphi\,dr\,d\varphi\,d\theta.

    Sono adatte a sfere, calotte, coni con vertice nell’origine e domini radiali.

    Cambiamento di variabili in \mathbb{R}^3

    Per

    \displaystyle T(u,v,w)=(x(u,v,w),y(u,v,w),z(u,v,w)),

    si ha

    \displaystyle \iiint_\Omega f(x,y,z)\,dx\,dy\,dz = \iiint_E f(T(u,v,w))\,|\det J_T|\,du\,dv\,dw.

    11. Superfici

    Superfici parametriche

    Una superficie parametrica è

    \displaystyle \sigma:D\subset\mathbb{R}^2\to\mathbb{R}^3, \qquad \sigma(u,v)=(x(u,v),y(u,v),z(u,v)).

    I vettori tangenti sono

    \displaystyle \sigma_u,\qquad \sigma_v.

    La superficie è regolare se

    \displaystyle \sigma_u\times\sigma_v\ne0.

    Un vettore normale è

    \displaystyle n=\sigma_u\times\sigma_v.

    Il versore normale è

    \displaystyle \nu=\dfrac{\sigma_u\times\sigma_v}{\|\sigma_u\times\sigma_v\|}.

    L’elemento di superficie è

    \displaystyle dS=\|\sigma_u\times\sigma_v\|\,du\,dv.

    Superficie grafico

    Se

    \displaystyle z=f(x,y),

    una parametrizzazione naturale è

    \displaystyle \sigma(x,y)=(x,y,f(x,y)).

    Allora

    \displaystyle \sigma_x\times\sigma_y=(-f_x,-f_y,1),

    e

    \displaystyle dS=\sqrt{1+f_x^2+f_y^2}\,dx\,dy.

    Integrali superficiali di prima specie

    Per un campo scalare g:

    \displaystyle \iint_S g\,dS = \iint_D g(\sigma(u,v)) \|\sigma_u\times\sigma_v\|\,du\,dv.

    Area della superficie:

    \displaystyle A(S)=\iint_S 1\,dS.

    Flusso, integrale superficiale di seconda specie

    Per un campo vettoriale F:

    \displaystyle \iint_S F\cdot\nu\,dS.

    Usando una parametrizzazione orientata:

    \displaystyle \iint_S F\cdot\nu\,dS = \iint_D F(\sigma(u,v))\cdot (\sigma_u\times\sigma_v)\,du\,dv.

    Invertire l’orientazione cambia il segno del flusso.

    Per una superficie chiusa si usa spesso la normale uscente.

    12. Teoremi del calcolo vettoriale

    Teorema di Green

    Sia D\subset\mathbb{R}^2 un dominio regolare, orientato positivamente, e sia \partial D il bordo percorso in senso antiorario. Se P,Q sono di classe C^1, allora

    \displaystyle \oint_{\partial D} P\,dx+Q\,dy = \iint_D \left( \dfrac{\partial Q}{\partial x} - \dfrac{\partial P}{\partial y} \right)dA.

    Formula per l’area:

    \displaystyle A(D)= \oint_{\partial D} x\,dy = -\oint_{\partial D} y\,dx = \dfrac{1}{2}\oint_{\partial D}(x\,dy-y\,dx).

    Commento operativo: Green trasforma un integrale lungo un bordo in un integrale sull’area interna. È spesso vantaggioso quando il bordo è complicato ma il dominio è semplice, o viceversa.

    Teorema di Stokes

    Sia S una superficie orientata con bordo \partial S. Allora

    \displaystyle \oint_{\partial S} F\cdot dr = \iint_S (\operatorname{rot}F)\cdot\nu\,dS.

    L’orientazione del bordo e della normale è legata dalla regola della mano destra.

    Commento operativo: Stokes dice che la circuitazione sul bordo misura il flusso del rotore attraverso la superficie. Puoi scegliere qualunque superficie con lo stesso bordo, purché l’orientazione sia coerente e il campo sia regolare nella regione considerata.

    Teorema di Gauss-Ostrogradskij

    Sia \Omega\subset\mathbb{R}^3 un solido regolare con bordo chiuso \partial\Omega orientato con normale uscente. Allora

    \displaystyle \iint_{\partial\Omega} F\cdot\nu\,dS = \iiint_\Omega \operatorname{div}F\,dV.

    Commento operativo: Gauss trasforma un flusso attraverso una superficie chiusa in un integrale di volume. È particolarmente efficace quando la divergenza è semplice o quando il flusso diretto richiederebbe molte parametrizzazioni.

    Relazione concettuale tra Green, Stokes e Gauss

    Green è la versione piana della relazione tra bordo e interno:

    \displaystyle \text{circuitazione sul bordo} = \text{rotazione accumulata nell'area}.

    Stokes generalizza questa idea alle superfici nello spazio:

    \displaystyle \text{circuitazione sul bordo} = \text{flusso del rotore attraverso la superficie}.

    Gauss riguarda invece il flusso uscente:

    \displaystyle \text{flusso attraverso il bordo chiuso} = \text{sorgenti interne totali}.

    13. Procedure operative da esame

    Limite in due variabili

    1. calcola il valore lungo assi e rette;
    2. se trovi risultati diversi, il limite non esiste;
    3. se le rette non bastano, prova parabole o curve del tipo y=kx^\alpha;
    4. se sospetti che il limite esista, usa stime con \rho=\sqrt{x^2+y^2};
    5. in polari, controlla che la parte angolare sia limitata uniformemente.

    Differenziabilità in un punto

    1. verifica la continuità;
    2. calcola le derivate parziali;
    3. se le derivate parziali sono continue in un intorno, concludi;
    4. se non sono continue, usa la definizione:
    \displaystyle \dfrac{ f(x_0+h)-f(x_0)-\nabla f(x_0)\cdot h }{\|h\|} \to0.

    Estremi assoluti su dominio chiuso e limitato

    1. applica Weierstrass per garantire esistenza;
    2. studia i punti critici interni;
    3. studia ogni tratto di bordo;
    4. includi vertici, cuspidi e punti non regolari;
    5. valuta la funzione su tutti i candidati.

    Lagrange

    1. scrivi vincoli e funzione obiettivo;
    2. verifica regolarità dei vincoli;
    3. imposta \nabla f=\sum\lambda_i\nabla g_i;
    4. risolvi il sistema con i vincoli;
    5. valuta f sui candidati;
    6. se il vincolo è compatto, confronta per ottenere estremi assoluti.

    Integrale doppio

    1. disegna il dominio;
    2. decidi se è normale rispetto a x o rispetto a y;
    3. se necessario, spezza il dominio;
    4. valuta se un cambio di variabili semplifica bordi o integrando;
    5. controlla sempre il Jacobiano.

    Integrale triplo

    1. identifica il solido;
    2. proietta sul piano più comodo;
    3. scegli coordinate cartesiane, cilindriche o sferiche;
    4. stabilisci i limiti nell’ordine scelto;
    5. inserisci il Jacobiano se cambi coordinate.

    Integrale di linea

    Prima specie:

    \displaystyle \int_\gamma f\,ds

    usa \|\gamma'(t)\| ed è indipendente dal verso.

    Seconda specie:

    \displaystyle \int_\gamma F\cdot dr

    usa \gamma'(t) e cambia segno invertendo il verso.

    Flusso attraverso una superficie

    1. se la superficie è aperta, parametrizza e scegli l’orientazione;
    2. se la superficie è chiusa, considera Gauss;
    3. se manca un pezzo per chiuderla, aggiungi il pezzo, usa Gauss e sottrai il flusso aggiunto;
    4. verifica il verso della normale.

    14. Tavola sintetica dei differenziali geometrici

    Linea:

    \displaystyle ds=\|\gamma'(t)\|\,dt.

    Area piana in polari:

    \displaystyle dA=\rho\,d\rho\,d\theta.

    Volume in cilindriche:

    \displaystyle dV=\rho\,d\rho\,d\theta\,dz.

    Volume in sferiche:

    \displaystyle dV=r^2\sin\varphi\,dr\,d\varphi\,d\theta.

    Area di superficie parametrica:

    \displaystyle dS=\|\sigma_u\times\sigma_v\|\,du\,dv.

    Area di grafico z=f(x,y):

    \displaystyle dS=\sqrt{1+f_x^2+f_y^2}\,dx\,dy.

    15. Programma migliorato finale

    Il programma di Analisi II per ingegneria, nella versione più completa e ordinata, può essere strutturato così:

    1. topologia di \mathbb{R}^n: norme, distanze, aperti, chiusi, frontiera, compatti, connessi, convessi, successioni;
    2. limiti e continuità: definizione epsilon-delta, criteri per non esistenza, polari, continuità uniforme, Weierstrass;
    3. calcolo differenziale: derivate parziali, direzionali, gradiente, differenziabilità, piano tangente, Jacobiana, catena;
    4. secondo ordine: Hessiana, Schwarz, Taylor, forme quadratiche;
    5. ottimizzazione: estremi locali, assoluti, bordo, Lagrange con più vincoli, Dini, funzione inversa;
    6. curve: lunghezza, ascissa curvilinea, Frenet, curvatura, torsione, integrali di linea;
    7. campi vettoriali: gradiente, divergenza, rotore, laplaciano, potenziali, conservatività, forme differenziali;
    8. integrazione multipla: Fubini, domini normali, cambi di variabili, coordinate polari, cilindriche, sferiche, grandezze geometriche e fisiche;
    9. superfici: parametrizzazione, normale, area, flusso;
    10. teoremi integrali: Green, Stokes, Gauss-Ostrogradskij, orientazione e applicazioni.

    Questa struttura evita sovrapposizioni e mette in evidenza il filo logico del corso: dalla geometria locale di funzioni e domini alla misura globale di curve, superfici e volumi, fino alle identità che collegano bordo e interno.

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