Moltiplicatori di Lagrange

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    I moltiplicatori di Lagrange permettono di risolvere problemi di ottimizzazione in cui una funzione obiettivo f(x) deve essere massimizzata o minimizzata sotto vincoli. Con un vincolo regolare g(x)=0:

    \nabla f(x)=\lambda\nabla g(x), \qquad g(x)=0.

    La condizione \nabla g(x)\ne0 evita punti singolari del vincolo.

    L’interpretazione geometrica è che, in un estremo vincolato, il gradiente della funzione obiettivo non ha componente tangenziale al vincolo: se l’avesse, si potrebbe ancora aumentare o diminuire f muovendosi lungo il vincolo.

    Problema con un vincolo di uguaglianza

    Il problema base è

    \min_{x\in\mathbb{R}^n} f(x) \qquad \text{soggetto a} \qquad g(x)=0.

    La funzione lagrangiana è

    \mathcal{L}(x,\lambda) = f(x)-\lambda g(x),

    oppure f(x)+\lambda g(x) a seconda della convenzione sul segno. Le condizioni del primo ordine sono

    \nabla_x\mathcal{L}(x,\lambda)=0, \qquad g(x)=0.

    Con la convenzione sopra, questo equivale a

    \nabla f(x)=\lambda\nabla g(x).

    Il moltiplicatore \lambda è una nuova incognita: non è scelto prima, ma determinato insieme al punto candidato.

    Interpretazione geometrica

    Il vincolo g(x)=0 definisce, quando è regolare, una curva o superficie nello spazio. I vettori tangenti al vincolo sono ortogonali a \nabla g(x). In un estremo vincolato, la derivata direzionale di f lungo ogni direzione tangente deve annullarsi.

    Questo significa che \nabla f(x) non può avere componente tangenziale e quindi deve essere parallelo a \nabla g(x). La condizione

    \nabla f(x)=\lambda\nabla g(x)

    esprime proprio questo parallelismo. In due dimensioni, le curve di livello di f sono tangenti alla curva del vincolo nel punto candidato.

    Più vincoli

    Con m vincoli di uguaglianza

    g_1(x)=0,\dots,g_m(x)=0,

    la lagrangiana diventa

    \mathcal{L}(x,\lambda) = f(x)-\sum_{i=1}^m \lambda_i g_i(x),

    e la condizione del primo ordine è

    \nabla f(x) = \sum_{i=1}^m \lambda_i\nabla g_i(x), \qquad g_i(x)=0.

    I gradienti dei vincoli devono essere linearmente indipendenti nel punto candidato. Se non lo sono, il punto è singolare e le condizioni di Lagrange possono non descrivere correttamente gli estremi.

    Vincoli di disuguaglianza

    Per vincoli del tipo

    h_i(x)\le0

    non basta introdurre moltiplicatori liberi: bisogna distinguere vincoli attivi e inattivi. Le condizioni generali portano alle condizioni KKT, che includono fattibilità, stazionarietà, segno dei moltiplicatori e complementarità.

    Un vincolo inattivo non influenza localmente l’ottimo; un vincolo attivo può comportarsi come un vincolo di uguaglianza. Questa distinzione è essenziale in programmazione matematica, controllo ottimo, economia, progetto strutturale e ottimizzazione di processo.

    Significato del moltiplicatore

    In molti problemi \lambda ha un’interpretazione di sensibilità. Se si sostituisce il vincolo g(x)=0 con

    g(x)=c,

    il moltiplicatore misura, sotto ipotesi regolari, quanto cambia il valore ottimo al variare di c. Per questo in economia e ottimizzazione è spesso chiamato prezzo ombra.

    In ingegneria, questa lettura aiuta a capire quali vincoli sono realmente limitanti. Un moltiplicatore grande indica che un piccolo allentamento del vincolo potrebbe migliorare sensibilmente l’obiettivo.

    Secondo ordine e classificazione

    Le condizioni di Lagrange individuano punti candidati, non garantiscono da sole massimo o minimo. Per classificare il punto servono condizioni del secondo ordine sulla hessiana della lagrangiana ristretta allo spazio tangente del vincolo.

    In alternativa, in problemi semplici si può parametrizzare direttamente il vincolo e ridurre il problema a una variabile libera. Nei problemi ad alta dimensione, però, la formulazione con moltiplicatori è spesso più sistematica.

    Errori comuni

    Un errore frequente è applicare il metodo senza controllare la regolarità del vincolo. Se \nabla g(x)=0, la condizione perde il suo significato geometrico. Un altro errore è confondere condizioni necessarie e sufficienti: trovare una soluzione delle equazioni di Lagrange non dimostra automaticamente che sia l’ottimo globale.

    Infine, bisogna sempre verificare il vincolo originale. Le equazioni di stazionarietà senza la condizione g(x)=0 descrivono un problema diverso.

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