Metodo shooting

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    Il metodo shooting è una tecnica per risolvere problemi ai limiti trasformandoli in una famiglia di problemi di Cauchy. L’idea è scegliere un parametro iniziale ignoto, integrare l’equazione differenziale e correggere quel parametro finché la condizione al bordo finale viene soddisfatta.

    Il nome richiama il tiro balistico: si sceglie un’inclinazione iniziale, si osserva dove arriva la traiettoria e si corregge il tiro.

    Problema modello

    Consideriamo un problema ai limiti del secondo ordine:

    y''=f(t,y,y'), \qquad y(a)=\alpha, \qquad y(b)=\beta.

    La pendenza iniziale y'(a) non è nota. Si introduce allora un parametro s:

    y(a)=\alpha, \qquad y'(a)=s.

    Per ogni valore di s si integra un problema di Cauchy e si ottiene una soluzione y(t;s). La condizione finale diventa un’equazione scalare:

    \Phi(s)=y(b;s)-\beta.

    Il metodo shooting cerca uno zero di \Phi:

    \Phi(s)=0.

    Procedura numerica

    La procedura tipica è:

    1. scegliere una stima iniziale s_0 della pendenza;
    2. integrare il problema di Cauchy da a a b;
    3. calcolare il residuo \Phi(s_0);
    4. aggiornare s con un metodo per zeri di funzione;
    5. ripetere finché |\Phi(s)| è sotto la tolleranza.

    Per l’integrazione si possono usare metodi come Runge-Kutta o Eulero, mentre per l’aggiornamento di s si possono usare metodo della secante, metodo di Newton o bisezione, a seconda delle informazioni disponibili.

    Shooting lineare

    Se l’equazione differenziale è lineare, il metodo può essere particolarmente semplice. Spesso si risolvono due problemi di Cauchy ausiliari e si combinano linearmente le soluzioni per soddisfare il bordo finale. Questo sfrutta la sovrapposizione delle soluzioni e riduce il problema a un calcolo esplicito del parametro.

    Per problemi non lineari, invece, la funzione \Phi(s) può essere non lineare e presentare più zeri o nessuno zero. In quel caso la scelta della stima iniziale diventa importante.

    Vantaggi

    Il principale vantaggio del metodo shooting è che riusa strumenti maturi per problemi di Cauchy. Se si dispone già di un buon integratore ODE, il problema ai limiti viene ridotto a un problema di ricerca dello zero.

    È adatto quando il problema è ben condizionato rispetto al parametro iniziale: piccole variazioni di s producono variazioni controllabili del valore finale y(b;s).

    Limiti e instabilità

    Il metodo può diventare instabile quando il problema amplifica molto gli errori lungo l’intervallo. In problemi stiff o con modi instabili, una piccola variazione del parametro iniziale può produrre una grande variazione al bordo finale. In questi casi la funzione \Phi può essere mal condizionata e lo shooting singolo diventa fragile.

    Una strategia più robusta è lo shooting multiplo: si divide l’intervallo in più sottointervalli e si impongono condizioni di raccordo tra le soluzioni locali. In alternativa si usano metodi alle differenze finite o metodi collocativi.

    Errori comuni

    Un errore frequente è trattare il parametro iniziale come se fosse sempre la pendenza. Questo è vero nel problema scalare del secondo ordine, ma in sistemi più generali il parametro può essere un vettore di condizioni iniziali mancanti.

    Un secondo errore è integrare con grande accuratezza ma risolvere male l’equazione \Phi(s)=0. Entrambe le parti contano: errore di integrazione ed errore nella ricerca dello zero si combinano.

    Infine, il metodo shooting non garantisce automaticamente l’esistenza o l’unicità della soluzione del problema ai limiti. È uno strumento numerico, non un teorema di esistenza. Per esercizi collegati, vedi i problemi ai valori al bordo di Sturm-Liouville e il formulario di EDO e analisi numerica.

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