Filtro notch

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    Un filtro notch è un filtro elimina-banda molto selettivo, progettato per attenuare una frequenza specifica lasciando il più possibile inalterate le frequenze vicine. È usato spesso per ridurre l’interferenza di rete a 50 Hz o 60 Hz, per sopprimere una risonanza indesiderata o per rimuovere una componente periodica nota.

    Il parametro operativo principale è il fattore di qualità:

    Q=\dfrac{f_0}{BW},

    dove f_0 è la frequenza centrale del notch e BW la larghezza di banda attenuata. Un Q alto indica un notch stretto; un Q basso indica un’eliminazione più larga.

    Una forma analogica canonica del secondo ordine è:

    H(s)= \dfrac{s^2+\omega_0^2} {s^2+\dfrac{\omega_0}{Q}s+\omega_0^2}.

    Alla pulsazione \omega_0 il numeratore si annulla idealmente e la risposta presenta un minimo profondo. Nella pratica la profondità del notch dipende da tolleranze, rumore, quantizzazione dei coefficienti digitali e stabilità della frequenza da eliminare.

    SceltaVantaggioRischio
    notch stretto, Q altoconserva meglio le frequenze vicinesensibile a deriva della frequenza
    notch largo, Q bassoattenua anche disturbi non perfettamente centratirimuove più contenuto utile
    notch digitale adattivosegue una frequenza variabilerichiede stima robusta del disturbo

    Nei biosegnali il filtro notch deve essere usato con prudenza. ECG, EEG ed EMG possono contenere componenti utili vicine a 50 Hz; eliminare quella zona senza criterio può alterare morfologia, spettro o parametri diagnostici. Il notch è quindi preferibile come intervento sul residuo, dopo aver curato elettrodi, cablaggio, schermatura e CMRR.

    Errori comuni: usare il notch come prima difesa contro un problema di cablaggio, scegliere Q senza guardare la banda utile del segnale, dimenticare la frequenza di rete locale, o filtrare dopo il campionamento una componente già entrata in aliasing.

    Vedi anche: Risposta in frequenza, Filtraggio dei biosegnali, Aliasing.

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