Teorema del coseno

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    Il teorema del coseno, o teorema di Carnot, dice che in un triangolo di lati a,b,c:

    c^2=a^2+b^2-2ab\cos\gamma,

    dove \gamma è l’angolo compreso tra i lati a e b. Esistono le tre forme simmetriche, una per ciascun lato e angolo opposto.

    Generalizzazione di Pitagora

    Se \gamma=90^\circ si ha \cos\gamma=0, il termine correttivo si annulla e si recupera il teorema di Pitagora:

    c^2=a^2+b^2.

    Il termine -2ab\cos\gamma misura quindi lo scarto dal caso rettangolo: è negativo per angoli acuti (lato opposto più corto) e positivo per angoli ottusi (lato opposto più lungo). Nel caso estremo \gamma=180^\circ i due lati sono allineati e opposti, \cos\gamma=-1, e la formula restituisce c=a+b, coerente con la disuguaglianza triangolare nel suo caso degenere; per \gamma=0^\circ si ottiene invece c=|a-b|.

    Risoluzione del triangolo

    Il teorema è lo strumento operativo in due casi:

    • tre lati noti (LLL): si ricava ogni angolo invertendo la formula, \cos\gamma=\dfrac{a^2+b^2-c^2}{2ab};
    • due lati e l’angolo compreso (LAL): si trova subito il terzo lato.

    Quando invece l’angolo noto non è compreso tra i lati dati, conviene il teorema dei seni.

    Dimostrazione

    Posti i vertici in coordinate con C nell’origine e il lato a lungo l’asse x, si ha A=(b\cos\gamma,\,b\sin\gamma) e B=(a,0). La distanza c=\overline{AB} si calcola con la formula della distanza:

    c^2=(a-b\cos\gamma)^2+(b\sin\gamma)^2=a^2+b^2-2ab\cos\gamma,

    dove l’ultimo passaggio usa \sin^2\gamma+\cos^2\gamma=1. La stessa identità si ottiene, più astrattamente, sviluppando il quadrato della norma di una differenza di vettori, \|u-v\|^2=\|u\|^2+\|v\|^2-2\,u\cdot v: qui il prodotto scalare u\cdot v svolge il ruolo di ab\cos\gamma.

    Inversione per gli angoli

    Risolvendo rispetto al coseno, il teorema fornisce ogni angolo a partire dai tre lati:

    \cos\gamma=\dfrac{a^2+b^2-c^2}{2ab}.

    Il segno del numeratore classifica subito il triangolo rispetto all’angolo \gamma: se c^2<a^2+b^2 l’angolo è acuto, se c^2=a^2+b^2 è retto (caso di Pitagora), se c^2>a^2+b^2 è ottuso. È il criterio più rapido per stabilire la natura di un triangolo noti i soli lati.

    Esempio

    Dati due lati a=5, b=7 e l’angolo compreso \gamma=60^\circ, il terzo lato è

    c=\sqrt{25+49-2\cdot5\cdot7\cdot0{,}5}=\sqrt{39}\approx6{,}24.

    Per l’angolo \alpha opposto al lato a si inverte la formula: \cos\alpha=\dfrac{49+39-25}{2\cdot7\cdot6{,}24}\approx0{,}721, da cui \alpha\approx43{,}9^\circ. Il terzo angolo segue per differenza, \beta\approx76{,}1^\circ. In alternativa, noti ora i tre lati, gli angoli si ricavano anche con il teorema dei seni, prestando attenzione al caso ottuso in cui il seno non distingue l’angolo dal suo supplementare.

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