Stabilità degli equilibri

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    La stabilità degli equilibri studia che cosa accade alle traiettorie di un sistema dinamico quando partono vicino a uno stato stazionario. Un equilibrio non è soltanto un punto in cui il sistema si ferma: è un punto attorno al quale si decide se piccole perturbazioni restano piccole, si smorzano o crescono.

    Il concetto è centrale in meccanica, controlli automatici, circuiti, dinamica delle popolazioni, chimica dei reattori, modelli epidemiologici e sistemi non lineari. In pratica risponde alla domanda: se il sistema viene disturbato poco, torna verso l’equilibrio o se ne allontana?

    Equilibrio di un sistema autonomo

    Per un’equazione differenziale autonoma

    y'=f(y),

    un punto y_\ast è un equilibrio se

    f(y_\ast)=0.

    La soluzione costante

    y(t)=y_\ast

    soddisfa l’equazione per ogni t. Lo studio della stabilità riguarda invece le soluzioni con condizione iniziale y(0) vicina, ma non necessariamente uguale, a y_\ast.

    Classi principali di stabilità

    Un equilibrio è stabile nel senso di Lyapunov se ogni traiettoria che parte abbastanza vicino resta vicina per tutti i tempi futuri. È asintoticamente stabile se, oltre a restare vicina, converge all’equilibrio:

    \lim_{t\to+\infty} y(t)=y_\ast.

    È instabile se esistono perturbazioni arbitrariamente piccole che portano la traiettoria fuori da un intorno prefissato dell’equilibrio.

    TipoComportamento vicino all’equilibrioInterpretazione
    stabilele traiettorie restano vicineil disturbo non cresce oltre soglia
    asintoticamente stabilele traiettorie tornano all’equilibrioil disturbo si smorza
    instabilealcune traiettorie si allontananoil disturbo viene amplificato

    La stabilità asintotica implica stabilità, ma non viceversa. Un centro lineare, ad esempio, può essere stabile perché le orbite restano limitate, ma non asintoticamente stabile perché non convergono al punto.

    Caso scalare

    Per un’EDO autonoma scalare y'=f(y), se f(y_\ast)=0 e f è derivabile, la linearizzazione fornisce il criterio locale:

    f'(y_\ast)<0 \Rightarrow y_\ast\ \text{asintoticamente stabile},
    f'(y_\ast)>0 \Rightarrow y_\ast\ \text{instabile}.

    Se f'(y_\ast)=0, la linearizzazione non decide e bisogna guardare termini superiori o il segno di f a destra e a sinistra dell’equilibrio. In una dimensione è spesso sufficiente costruire la linea di fase: dove f(y)>0 le soluzioni crescono, dove f(y)<0 decrescono.

    Linearizzazione in più dimensioni

    Per un sistema

    x'=f(x), \qquad x\in\mathbb{R}^n,

    con equilibrio x_\ast, la linearizzazione è

    u'=J_f(x_\ast)u,

    dove J_f(x_\ast) è la matrice jacobiana. Gli autovalori della jacobiana determinano il comportamento locale quando nessuno ha parte reale nulla:

    Autovalori della jacobianaEsito locale
    tutte le parti reali negativeequilibrio asintoticamente stabile
    almeno una parte reale positivaequilibrio instabile
    parti reali negative e positivepunto sella instabile
    almeno una parte reale nulla e nessuna positivalinearizzazione non conclusiva

    Quando compaiono autovalori con parte reale nulla, servono strumenti non lineari: funzioni di Lyapunov, varietà centrali, termini di ordine superiore o analisi qualitativa specifica.

    Esempio logistico

    Nel modello logistico

    y'=ry\left(1-\dfrac{y}{K}\right), \qquad r>0,\ K>0,

    gli equilibri sono

    y_\ast=0, \qquad y_\ast=K.

    Derivando

    f'(y)=r-\dfrac{2r}{K}y.

    Quindi

    f'(0)=r>0, \qquad f'(K)=-r<0.

    L’equilibrio 0 è instabile, mentre K è asintoticamente stabile: piccole popolazioni positive crescono, ma la crescita si arresta verso la capacità portante.

    Uso ingegneristico

    Nei controlli automatici la stabilità è il requisito minimo di un sistema retroazionato: un regolatore che riduce l’errore nominale ma rende instabile il sistema non è accettabile. Nei circuiti e nei sistemi meccanici, stabilità significa che oscillazioni o perturbazioni non crescono senza controllo. Nei modelli numerici, la stabilità degli equilibri influenza anche la scelta del passo e del metodo di integrazione.

    Errori comuni

    • confondere equilibrio con stabilità: un punto può essere equilibrio e comunque instabile;
    • dedurre stabilità globale da un criterio locale;
    • applicare la linearizzazione quando gli autovalori critici hanno parte reale nulla;
    • ignorare il dominio fisicamente ammissibile, ad esempio popolazioni negative in modelli biologici;
    • confondere stabilità asintotica con semplice limitatezza delle traiettorie.

    Vedi anche: Stabilità di Lyapunov, Modello logistico, Lotka-Volterra, Sistemi lineari di EDO e autovalori, Stabilità degli equilibri per EDO autonome.

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