I simboli di Landau servono a confrontare l’ordine di grandezza di funzioni o successioni.
Si scrive:
se:
cioè f è trascurabile rispetto a g.
Si scrive:
se |f| è dominata da una costante moltiplicativa di |g| in un intorno del punto considerato.
Il punto considerato può essere x\to0, x\to+\infty, n\to\infty o qualunque altro limite rilevante. Per evitare ambiguità, il limite va sempre dichiarato o reso evidente dal contesto.
Piccolo o
La scrittura:
significa:
quando g non si annulla in modo problematico nell’intorno considerato. In parole operative, f è di ordine strettamente inferiore a g. Per esempio:
perché x^2/x=x\to0. Invece, per x\to+\infty, è x=o(x^2).
Grande O
La scrittura:
significa che esistono costanti C>0 e un intorno del punto limite tali che:
Il simbolo O esprime una dominazione, non un’equivalenza. Dire che f=O(g) significa che f non cresce, o non diverge localmente, più velocemente di g a meno di una costante. Per esempio:
Equivalenza asintotica
Una notazione collegata è:
che significa:
L’equivalenza è più forte della stima O e diversa dal piccolo o. Se f\sim g, allora f-g=o(g); se f=o(g), allora f è trascurabile rispetto a g, non equivalente.
Regole operative
Le regole dei simboli di Landau permettono di manipolare sviluppi e stime:
Queste regole sono utili negli sviluppi di Taylor, nella propagazione degli errori, nell’analisi numerica e nella complessità degli algoritmi. Tuttavia richiedono che tutte le quantità siano considerate nello stesso limite. Mescolare x\to0 e n\to\infty senza dichiararlo porta a formule prive di significato.
Esempio con Taylor
La formula:
dice che l’errore commesso fermandosi al termine cubico è dominato da una costante per |x|^5 in un intorno di zero. Se invece si scrive:
si conserva solo l’informazione di primo ordine: il resto è trascurabile rispetto a x.
Errori comuni
Un errore frequente è leggere O(g) come “circa uguale a g”. Non è così: anche 1 è O(x^2) per x\to+\infty, perché è dominato da x^2, ma non è equivalente a x^2. Un altro errore è cancellare simboli O come se fossero numeri: O(x^2)-O(x^2) resta in generale O(x^2), non zero.
La notazione è fondamentale per Taylor, limiti, sviluppi asintotici, analisi dell’errore e complessità asintotica.
Vedi anche: Equivalenza asintotica, Sviluppo asintotico, Formula di Taylor, Limite di funzione.