Sviluppo asintotico

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    Uno sviluppo asintotico rappresenta una funzione, vicino a un punto o all’infinito, mediante termini ordinati per importanza decrescente. A differenza di una semplice equivalenza asintotica, conserva più termini e quindi permette di gestire cancellazioni e stimare il resto.

    In forma tipica:

    f(x)=a_0\phi_0(x)+a_1\phi_1(x)+\cdots+a_n\phi_n(x)+o(\phi_n(x)),

    dove:

    \phi_{k+1}(x)=o(\phi_k(x))

    nel limite considerato. Ogni termine successivo è trascurabile rispetto al precedente.

    Esempio a zero

    Per x\to0:

    \sin x=x-\dfrac{x^3}{6}+o(x^3).

    Il primo termine dà l’equivalenza \sin x\sim x. Il secondo termine diventa indispensabile se il primo si cancella:

    \sin x-x=-\dfrac{x^3}{6}+o(x^3),

    quindi:

    \dfrac{\sin x-x}{x^3}\to-\dfrac{1}{6}.

    Differenza da una serie convergente

    Uno sviluppo asintotico non deve necessariamente convergere alla funzione sommando infiniti termini. Serve soprattutto a descrivere i primi termini dominanti nel limite. Una serie di Taylor convergente è un caso favorevole; molte espansioni asintotiche utili in analisi applicata sono invece divergenti come serie infinita, ma molto accurate se troncate al punto giusto.

    OggettoScopo
    equivalente asintoticoprimo termine dominante
    sviluppo asintoticopiù termini dominanti con resto controllato
    serie convergenterappresentazione tramite somma infinita entro un intervallo

    Uso operativo nei limiti

    1. Scegliere il limite: x\to0, x\to\infty, n\to\infty.
    2. Sviluppare numeratore e denominatore fino al primo termine non nullo dopo le cancellazioni.
    3. Conservare il resto con i simboli di Landau.
    4. Semplificare solo dopo avere verificato l’ordine dominante.

    Errori comuni

    • Fermarsi al primo equivalente quando i termini principali si cancellano.
    • Usare uno sviluppo centrato in 0 per un limite all’infinito senza cambio di variabile.
    • Trattare ogni sviluppo asintotico come una serie convergente.
    • Troncare senza indicare il resto: senza o(\cdot) o O(\cdot) non è chiaro l’ordine dell’errore.

    Vedi anche: Equivalenza asintotica, Simboli di Landau, Algebra degli o-piccoli, Formula di Taylor, Formula di Stirling.

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