Rotore

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    Il rotore di un campo vettoriale misura la tendenza locale del campo a produrre rotazione. In \mathbb R^3, per un campo:

    F=(P,Q,R),

    il rotore è:

    \operatorname{rot}F=\nabla\times F = \begin{vmatrix} \mathbf i & \mathbf j & \mathbf k\\ \partial_x & \partial_y & \partial_z\\ P & Q & R \end{vmatrix}.

    Sviluppando il determinante formale:

    \nabla\times F = \left( \dfrac{\partial R}{\partial y}-\dfrac{\partial Q}{\partial z}, \dfrac{\partial P}{\partial z}-\dfrac{\partial R}{\partial x}, \dfrac{\partial Q}{\partial x}-\dfrac{\partial P}{\partial y} \right).

    Il risultato è un campo vettoriale. La direzione del rotore indica l’asse locale della rotazione secondo la regola della mano destra; il modulo misura l’intensità della circolazione infinitesima.

    Interpretazione locale

    Il rotore può essere interpretato come densità di circuitazione. Intorno a un piccolo contorno chiuso, la circuitazione del campo divisa per l’area tende alla componente del rotore normale alla superficie:

    (\nabla\times F)\cdot n = \lim_{A\to 0} \dfrac{1}{A} \oint_{\partial A}F\cdot dr.

    Questa formula esprime il significato fisico: se un piccolo elemento immerso nel campo tenderebbe a ruotare, il rotore è non nullo. Se il campo scorre localmente senza circuitazione, la componente corrispondente del rotore è nulla.

    Campo conservativo

    In un dominio sufficientemente regolare e semplicemente connesso, un campo conservativo ha rotore nullo:

    F=\nabla \phi \quad \Longrightarrow \quad \nabla\times F=0.

    Il viceversa richiede ipotesi sul dominio. Un campo può avere rotore nullo localmente ma non essere globalmente conservativo se il dominio ha buchi o singolarità. Questo punto è importante in elettromagnetismo, fluidodinamica e analisi vettoriale.

    Teorema di Stokes

    Nel teorema di Stokes il flusso del rotore attraverso una superficie equivale alla circuitazione del campo lungo il bordo:

    \iint_S(\nabla\times F)\cdot n\,dS = \oint_{\partial S}F\cdot dr.

    Il teorema collega una proprietà locale del campo, il rotore, a una grandezza globale lungo il contorno. È la generalizzazione tridimensionale della relazione tra circolazione e rotazione locale.

    Fluidodinamica

    In fluidodinamica, il rotore del campo di velocità è la vorticità:

    \omega=\nabla\times v.

    La vorticità misura la rotazione locale del fluido. In un moto irrotazionale vale \nabla\times v=0, ma ciò non significa che il fluido sia fermo: significa che non ha rotazione locale, pur potendo avere velocità non nulla e circuitazioni globali in domini non semplicemente connessi.

    Per un moto rigido di rotazione con velocità angolare \Omega, la vorticità è legata a 2\Omega. Questo spiega perché il rotore è una misura di rotazione locale, non solo un artificio algebrico.

    Elettromagnetismo

    In elettromagnetismo il rotore compare direttamente nelle equazioni di Maxwell. Per esempio:

    \nabla\times E=-\dfrac{\partial B}{\partial t},

    e:

    \nabla\times H=J+\dfrac{\partial D}{\partial t}.

    Queste relazioni dicono che campi variabili e correnti generano strutture circuitanti dei campi elettrico e magnetico. Il rotore è quindi l’operatore naturale per descrivere induzione, propagazione elettromagnetica e campi vorticosi.

    Caso bidimensionale

    Per un campo piano F=(P,Q), spesso si considera la componente scalare uscente dal piano:

    \dfrac{\partial Q}{\partial x} - \dfrac{\partial P}{\partial y}.

    È la componente z del rotore del campo tridimensionale (P,Q,0). In problemi piani questa forma scalare è sufficiente per descrivere la rotazione locale.

    Errori comuni

    Il primo errore è confondere rotore e divergenza. La divergenza misura sorgenti e pozzi locali; il rotore misura circolazione locale. Il secondo errore è pensare che rotore nullo implichi sempre potenziale globale: servono condizioni sul dominio. Il terzo è leggere il determinante formale come un determinante ordinario, dimenticando che contiene operatori differenziali.

    Il rotore è quindi l’operatore che traduce in forma differenziale il concetto di circolazione: locale nella definizione, globale attraverso il teorema di Stokes, operativo in fluidodinamica ed elettromagnetismo.

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