Formulario completo e commentato di Analisi Matematica III per ingegneria. Il programma proposto è molto ricco e sostanzialmente corretto: copre le tre anime del corso, cioè analisi armonica, variabile complessa ed equazioni della fisica matematica. Lo rendo più organico aggiungendo alcuni snodi che spesso fanno la differenza negli esercizi: convenzioni di normalizzazione, regioni di convergenza, formule di inversione, condizioni di applicabilità dei teoremi, procedure operative per residui e trasformate, e un ponte finale tra EDP, distribuzioni e spazi funzionali.
L’ordine consigliato è:
- serie di Fourier e sviluppi ortogonali;
- trasformata di Fourier continua e distribuzioni temperate;
- trasformata di Laplace e calcolo operatoriale;
- trasformata Z e sistemi discreti;
- funzioni olomorfe e trasformazioni conformi;
- integrazione complessa, Laurent e residui;
- EDP lineari classiche e Sturm-Liouville;
- spazi funzionali, distribuzioni e metodi deboli.
Commento editoriale sul programma: aggiungerei esplicitamente le serie di potenze complesse prima di Laurent, le nozioni di regione di convergenza per Laplace e Z, le formule di inversione per Fourier-Laplace-Z, il rapporto tra condizioni al contorno e autovalori di Sturm-Liouville, e il linguaggio minimo degli spazi L^p, di Hilbert e delle distribuzioni. Questi argomenti non sono “extra”: sono il telaio che evita di usare le formule come una tabella cieca.
1. Convenzioni, notazione e mappa mentale
Variabili e domini
Nel corso compaiono tre domini fondamentali:
Per segnali e EDP si usano spesso:
Commento operativo: prima di applicare una trasformata, stabilire sempre se il problema è periodico, non periodico, causale o discreto.
| Situazione | Strumento naturale | Voce | Esercizio |
|---|---|---|---|
| Funzione periodica | Serie di Fourier | Serie di Fourier | — |
| Segnale continuo non periodico | Trasformata di Fourier | Trasformata di Fourier | — |
| Sistema causale con condizioni iniziali | Trasformata di Laplace | Trasformata di Laplace | — |
| Successione o sistema digitale | Trasformata Z | Trasformata Z | — |
| Integrali reali difficili | Residui complessi | Teorema dei residui | — |
| Calore, onde, Laplace, Poisson | EDP e separazione | EDP — Classificazione e Metodi Generali | — |
| Impulsi e derivate deboli | Distribuzioni | Distribuzioni | — |
Convenzione per Fourier
In questo formulario uso la convenzione ingegneristica:
Se un testo usa la variabile \xi con e^{-2\pi i\xi x}, le costanti cambiano. La struttura delle proprietà resta la stessa, ma Parseval, derivazione e gaussiane assumono fattori diversi.
Piano operativo da esercizio
- Identificare il tipo di problema: periodico, continuo, causale, discreto, complesso, EDP.
- Scrivere dominio, regolarità e condizioni iniziali/al contorno.
- Scegliere lo strumento: Fourier, Laplace, Z, residui, separazione, Green.
- Applicare la formula solo dopo aver controllato le ipotesi minime.
- Tornare al dominio originale con inversione, fratti semplici, serie o residui.
- Interpretare la soluzione: stabilità, energia, smorzamento, propagazione, singolarità.
2. Serie di Fourier
Le serie di Fourier trasformano una funzione periodica in una somma di armoniche. In ingegneria sono il linguaggio naturale di vibrazioni, segnali periodici, onde stazionarie, analisi armonica delle reti elettriche e condizioni al contorno su intervalli.
Forma reale su [-\pi,\pi]
Se f è 2\pi-periodica, si scrive:
Coefficienti:
Commento passo passo:
- Il termine \dfrac{a_0}{2} è la componente media.
- I coefficienti a_n misurano la parte pari rispetto alle armoniche cosenoidali.
- I coefficienti b_n misurano la parte dispari rispetto alle armoniche sinusoidali.
- La scrittura \sim indica sviluppo formale; l’uguaglianza puntuale richiede ipotesi di convergenza.
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| f(x)\sim \dfrac{a_0}{2}+\sum_{n\ge 1}(a_n\cos nx+b_n\sin nx) | Serie di Fourier | — |
| a_n=\pi^{-1}\int_{-\pi}^{\pi}f(x)\cos nx\,dx | Serie di Fourier | — |
| b_n=\pi^{-1}\int_{-\pi}^{\pi}f(x)\sin nx\,dx | Serie di Fourier | — |
Forma su intervallo generico
Su [-L,L]:
Coefficienti:
Su un intervallo [0,L] si sceglie una estensione:
Commento operativo: le condizioni di Neumann tendono a portare serie di coseni; le condizioni di Dirichlet omogenee tendono a portare serie di seni.
Semplificazioni per funzioni pari e dispari
Se f è pari:
Se f è dispari:
Commento passo passo:
- Prima controllare la simmetria del dominio.
- Poi controllare la simmetria della funzione.
- Solo dopo dimezzare l’integrale.
- Non basta che la formula “sembri” pari: il dominio deve essere simmetrico rispetto all’origine.
Forma complessa
La forma complessa è:
con
Relazione con la forma reale:
Se f è reale, allora:
Commento ingegneristico: la forma complessa è più compatta per sistemi lineari e filtraggio; la forma reale è più leggibile quando si devono calcolare coefficienti a mano.
Ortogonalità e prodotto scalare
In L^2([-\pi,\pi]):
Ortogonalità:
Questa è la ragione strutturale per cui i coefficienti si ottengono moltiplicando per un’armonica e integrando.
Convergenza puntuale: Dirichlet
Se f è continua a tratti, derivabile a tratti e ha un numero finito di discontinuità di salto, allora:
In un punto di continuità:
In un salto:
Commento operativo: se il grafico ha un salto, non bisogna aspettarsi che la serie converga al valore assegnato nel punto; converge alla media dei limiti laterali.
Convergenza uniforme
Un criterio utile:
Se f è periodica, continua, C^1 a tratti e con raccordo periodico regolare, i coefficienti decadono abbastanza rapidamente da garantire buone proprietà di convergenza. Se invece ci sono salti, il decadimento è più lento e compare Gibbs.
Parseval
Nella forma reale:
Nella forma complessa:
Commento ingegneristico: Parseval dice che l’energia del segnale è uguale alla somma delle energie delle sue armoniche. È il ponte tra tempo e frequenza.
Fenomeno di Gibbs
Vicino a un salto, le somme parziali oscillano e l’overshoot non scompare aumentando il numero di armoniche. La zona oscillante si restringe, ma il picco resta circa il 9\% del salto.
Procedura da esercizio:
- Disegnare il prolungamento periodico.
- Individuare pari/dispari.
- Calcolare i coefficienti.
- Scrivere lo sviluppo.
- Dichiarare il valore di convergenza nei punti critici.
- Applicare Parseval solo se si è in L^2.
3. Trasformata di Fourier
La trasformata di Fourier passa dallo spettro discreto delle funzioni periodiche allo spettro continuo dei segnali non periodici. È centrale in segnali, telecomunicazioni, ottica, vibrazioni, EDP lineari e teoria delle distribuzioni.
Definizione e inversa
La definizione classica richiede almeno f\in L^1(\mathbb{R}). In L^2 si procede per estensione isometrica; nelle distribuzioni si procede per dualità.
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| \widehat f(\omega)=\int_{\mathbb{R}}f(t)e^{-i\omega t}\,dt | Trasformata di Fourier | — |
| f(t)=(2\pi)^{-1}\int_{\mathbb{R}}\widehat f(\omega)e^{i\omega t}\,d\omega | Trasformata di Fourier | — |
| \mathcal{F}\{f*g\}=\widehat f\,\widehat g | Convoluzione | — |
Proprietà fondamentali
| Operazione nel tempo | Trasformata | Commento |
|---|---|---|
| af+bg | a\widehat f+b\widehat g | Linearità |
| f(t-t_0) | e^{-i\omega t_0}\widehat f(\omega) | Ritardo temporale |
| e^{i\omega_0 t}f(t) | \widehat f(\omega-\omega_0) | Modulazione |
| f(at) | \lvert a\rvert^{-1}\widehat f\!\left(\dfrac{\omega}{a}\right) | Compressione/dilatazione |
| f'(t) | i\omega\widehat f(\omega) | Derivare amplifica le alte frequenze |
| t f(t) | i\,\partial_\omega\widehat f(\omega) | Moltiplicare nel tempo deriva in frequenza |
| (f*g)(t) | \widehat f(\omega)\widehat g(\omega) | Filtri LTI |
Commento operativo: la proprietà di convoluzione è il motivo per cui i sistemi lineari tempo-invarianti diventano moltiplicazioni in frequenza.
Trasformate notevoli
| Funzione | Trasformata | Condizioni |
|---|---|---|
| \delta(t) | 1 | distribuzioni |
| 1 | 2\pi\delta(\omega) | distribuzioni |
| e^{-a t}H(t) | (a+i\omega)^{-1} | a>0 |
| e^{-a\lvert t\rvert} | \dfrac{2a}{a^2+\omega^2} | a>0 |
| e^{-\dfrac{t^2}{2\sigma^2}} | \sigma\sqrt{2\pi}\,e^{-\dfrac{\sigma^2\omega^2}{2}} | \sigma>0 |
| \operatorname{rect}\!\left(\dfrac{t}{T}\right) | T\,\operatorname{sinc}\!\left(\dfrac{\omega T}{2}\right) | convenzione \operatorname{sinc}u=\dfrac{\sin u}{u} |
Plancherel e Parseval continuo
Formula di Plancherel:
Prodotto scalare:
Commento ingegneristico: l’energia del segnale si conserva a meno del fattore di normalizzazione. Cambiando convenzione, cambia il fattore ma non il significato.
Principio di indeterminazione
Se f è normalizzata in L^2 e ha media temporale t_0 e media spettrale \omega_0, allora:
Significato: un segnale molto localizzato nel tempo ha spettro largo; un segnale molto localizzato in frequenza è esteso nel tempo. Il caso limite è la gaussiana.
Fourier ed EDP
Per l’equazione del calore su tutta la retta:
trasformando in x:
quindi:
Invertendo:
Commento: le alte frequenze vengono smorzate più velocemente perché il fattore e^{-\kappa\omega^2t} è tanto più piccolo quanto più grande è \omega.
4. Trasformata di Laplace
La trasformata di Laplace è il calcolo operatoriale dei sistemi causali. Trasforma derivate e integrali in algebra, incorporando condizioni iniziali e stabilità tramite la regione di convergenza nel piano s.
Definizione unilatera
Per t\ge 0:
La variabile è:
La regione di convergenza è l’insieme dei valori di s per cui l’integrale converge. Per segnali causali razionali è di solito un semipiano a destra del polo più a destra.
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| F(s)=\int_0^{+\infty}f(t)e^{-st}\,dt | Trasformata di Laplace | — |
| \mathcal{L}\{f'\}=sF(s)-f(0^+) | Trasformata di Laplace | — |
| \mathcal{L}^{-1}\{F(s)\} tramite fratti semplici | Fratti semplici | — |
Proprietà fondamentali
| Operazione | Trasformata | Nota |
|---|---|---|
| af+bg | aF+bG | Linearità |
| f'(t) | sF(s)-f(0^+) | Condizione iniziale |
| f''(t) | s^2F(s)-sf(0^+)-f'(0^+) | Sistemi del secondo ordine |
| \int_0^t f(\tau)\,d\tau | \dfrac{F(s)}{s} | Integratore |
| e^{at}f(t) | F(s-a) | Traslazione in s |
| f(t-a)H(t-a) | e^{-as}F(s) | Ritardo |
| (f*g)(t) | F(s)G(s) | Risposta impulsiva |
Trasformate notevoli
| f(t) | F(s) | Regione tipica |
|---|---|---|
| 1 | \dfrac{1}{s} | \operatorname{Re}s>0 |
| t^n | \dfrac{n!}{s^{n+1}} | \operatorname{Re}s>0 |
| e^{at} | \dfrac{1}{s-a} | \operatorname{Re}s>a |
| \sin\omega_0 t | \dfrac{\omega_0}{s^2+\omega_0^2} | \operatorname{Re}s>0 |
| \cos\omega_0 t | \dfrac{s}{s^2+\omega_0^2} | \operatorname{Re}s>0 |
| \delta(t) | 1 | distribuzioni |
| H(t-a) | \dfrac{e^{-as}}{s} | a>0 |
Fratti semplici
Per antitrasformare una funzione razionale:
Procedura:
- Se \deg P\ge \deg Q, eseguire la divisione tra polinomi.
- Fattorizzare Q(s).
- Separare poli reali semplici, poli multipli e coppie complesse coniugate.
- Calcolare i coefficienti.
- Applicare la tabella inversa.
Polo semplice s=p:
Polo di ordine m:
Commento: i poli determinano i modi temporali. Poli reali danno esponenziali; poli complessi coniugati danno oscillazioni smorzate; poli ripetuti introducono fattori polinomiali in t.
Formula di Bromwich
L’antitrasformata teorica è:
dove \gamma è scelto a destra di tutte le singolarità di F. In pratica, nei corsi di ingegneria si usa Bromwich come fondamento teorico e si calcola con residui o fratti semplici.
Teorema del valore iniziale e finale
Se le ipotesi di stabilità sono soddisfatte:
Se tutti i poli di sF(s) sono nel semipiano sinistro, tranne al più un polo semplice in zero:
Errore comune: applicare il valore finale a sistemi instabili o oscillanti puri.
Heaviside e delta di Dirac
Gradino:
Delta:
Relazione distribuzionale:
5. Trasformata Z
La trasformata Z è l’analogo discreto della trasformata di Laplace. È lo strumento naturale per equazioni alle differenze, filtri digitali, segnali campionati e controlli digitali.
Definizione bilatera
Per una successione x[n]:
Per sequenze causali:
La regione di convergenza è essenziale: la stessa espressione algebrica può corrispondere a sequenze diverse.
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| X(z)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}x[n]z^{-n} | Trasformata Z | — |
| x[n-k]\leftrightarrow z^{-k}X(z) | Trasformata Z | — |
| Equazioni alle differenze \to equazioni algebriche | Trasformata Z | — |
Proprietà fondamentali
| Operazione | Trasformata | Nota |
|---|---|---|
| ax[n]+by[n] | aX(z)+bY(z) | Linearità |
| x[n-k] | z^{-k}X(z) | Ritardo |
| a^n x[n] | X\!\left(\dfrac{z}{a}\right) | Scalatura esponenziale |
| n x[n] | -z\,\dfrac{dX}{dz} | Derivazione in z |
| (x*y)[n] | X(z)Y(z) | Filtri discreti |
Trasformate notevoli
| Successione | Trasformata | Regione causale |
|---|---|---|
| \delta[n] | 1 | tutto il piano |
| u[n] | \dfrac{z}{z-1} | \lvert z\rvert>1 |
| a^n u[n] | \dfrac{z}{z-a} | \lvert z\rvert>\lvert a\rvert |
| n a^n u[n] | \dfrac{az}{(z-a)^2} | \lvert z\rvert>\lvert a\rvert |
| \cos(\Omega n)u[n] | \dfrac{z(z-\cos\Omega)}{z^2-2z\cos\Omega+1} | \lvert z\rvert>1 |
Equazioni alle differenze
Un sistema lineare discreto:
Con condizioni iniziali nulle:
Stabilità BIBO per sistemi causali razionali:
Commento operativo: in s la stabilità sta nel semipiano sinistro; in z sta dentro il cerchio unitario. Il campionamento collega i due piani con z=e^{sT}.
6. Funzioni olomorfe
L’analisi complessa è molto più rigida dell’analisi reale: una funzione derivabile in senso complesso in un aperto è automaticamente analitica, ha integrali controllati da Cauchy e una struttura locale determinata dalle sue serie.
Derivabilità complessa
Una funzione f:\Omega\subseteq\mathbb{C}\to\mathbb{C} è derivabile in z_0 se:
esiste ed è indipendente dalla direzione con cui h tende a zero nel piano complesso.
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| f'(z_0)=\lim_{h\to0}\dfrac{f(z_0+h)-f(z_0)}{h} | Olomorfia | — |
| u_x=v_y,\ u_y=-v_x | Equazioni di Cauchy-Riemann | — |
| Trasformazioni che conservano gli angoli | Trasformazione conforme | — |
Equazioni di Cauchy-Riemann
Scrivendo:
le equazioni di Cauchy-Riemann sono:
Se u,v sono C^1 in un aperto e soddisfano Cauchy-Riemann, allora f è olomorfa.
Derivata:
Commento: verificare Cauchy-Riemann in un punto non basta per concludere olomorfia in un dominio; servono ipotesi di regolarità in un intorno.
Funzioni elementari complesse
Esponenziale:
Trigonometria:
Logaritmo:
Il logaritmo complesso è multivalore perché:
Una branca principale tipica è:
Funzioni armoniche
Se f=u+iv è olomorfa, allora:
Le parti reale e immaginaria sono armoniche coniugate. Questo collega analisi complessa, potenziale, elettrostatica e fluidi piani irrotazionali.
Trasformazioni conformi e di Möbius
Una trasformazione olomorfa con derivata non nulla conserva gli angoli orientati.
Trasformazione di Möbius:
Proprietà:
Commento ingegneristico: le trasformazioni conformi permettono di trasformare domini difficili in domini semplici, risolvere un problema di Laplace e riportare la soluzione nel dominio originale.
7. Integrazione complessa
Gli integrali complessi dipendono dal cammino, ma per funzioni olomorfe in domini adatti diventano fortemente vincolati. Questa rigidità è la base del teorema integrale di Cauchy, della formula integrale e dei residui.
Integrale lungo una curva
Se \gamma:[a,b]\to\mathbb{C} è regolare a tratti:
Stima ML:
dove:
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| \int_\gamma f(z)\,dz=\int_a^b f(\gamma(t))\gamma'(t)\,dt | Funzioni di variabile complessa | — |
| \lvert\int_\gamma fdz\rvert\le ML | Teorema integrale di Cauchy | — |
| \int_\gamma f(z)\,dz=0 per f olomorfa in dominio semplicemente connesso | Teorema integrale di Cauchy | — |
Teorema integrale di Cauchy
Se f è olomorfa in un dominio semplicemente connesso \Omega e \gamma è una curva chiusa contenuta in \Omega, allora:
Conseguenza: l’integrale di una funzione olomorfa dipende solo dagli estremi se esiste una primitiva.
Formula integrale di Cauchy
Se f è olomorfa dentro e sopra una curva chiusa semplice \gamma, e z_0 è interno a \gamma:
Per le derivate:
Commento passo passo:
- Cercare il punto singolare nel denominatore.
- Verificare che sia interno alla curva.
- Portare l’integrale nella forma della formula di Cauchy.
- Riconoscere se serve f(z_0) o una derivata.
Liouville e principio del massimo
Teorema di Liouville:
Principio del massimo:
Applicazione tipica: dimostrare il teorema fondamentale dell’algebra tramite Liouville.
8. Serie di Taylor, Laurent e singolarità
Le serie complesse descrivono il comportamento locale di una funzione. Taylor vale nei punti regolari; Laurent vale negli anelli e rivela la natura delle singolarità.
Serie di Taylor complessa
Se f è olomorfa in un disco centrato in z_0:
con:
Il raggio di convergenza arriva fino alla singolarità più vicina.
Serie di Laurent
In una corona:
si ha:
Coefficienti:
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| f(z)=\sum_{n\ge0}a_n(z-z_0)^n | Serie di Taylor | — |
| f(z)=\sum_{n=-\infty}^{+\infty}a_n(z-z_0)^n | Serie di Laurent | — |
| Singolarità eliminabile, polo, essenziale | Singolarità isolate | — |
Classificazione delle singolarità isolate
Sia z_0 singolarità isolata.
Eliminabile:
Polo di ordine m:
Essenziale:
Test con limiti:
Casorati-Weierstrass
Se z_0 è una singolarità essenziale, allora l’immagine di ogni intorno bucato di z_0 è densa in \mathbb{C}.
Commento: una singolarità essenziale non è solo “molto infinita”; è qualitativamente instabile. Vicino a essa la funzione assume valori arbitrariamente vicini a qualunque numero complesso.
9. Teoria dei residui
Il residuo è il coefficiente di (z-z_0)^{-1} nella serie di Laurent. È il solo coefficiente che sopravvive all’integrazione su una curva chiusa.
Definizione
Se:
allora:
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| \operatorname{Res}(f,z_0)=a_{-1} | Residuo | — |
| \int_\gamma f(z)\,dz=2\pi i\sum \operatorname{Res}(f,z_k) | Teorema dei residui | — |
| Jordan per archi semicircolari | Lemma di Jordan | — |
Calcolo dei residui
Polo semplice:
Se:
allora:
Polo di ordine m:
Teorema dei residui
Se f è olomorfa dentro e sopra \gamma tranne che in singolarità isolate z_1,\dots,z_N, allora:
Procedura:
- Scegliere il contorno.
- Individuare le singolarità interne.
- Classificarle.
- Calcolare i residui.
- Applicare il teorema.
- Separare parte reale, immaginaria o integrale richiesto.
Integrali impropri reali
Per integrali del tipo:
con R razionale, si chiude spesso nel semipiano superiore. Se l’arco grande tende a zero:
Per integrali oscillanti:
si chiude nel semipiano superiore usando il lemma di Jordan.
Integrali trigonometrici
Per:
si pone:
L’integrale diventa un integrale sulla circonferenza unitaria.
10. Equazioni alle derivate parziali
Le EDP descrivono campi: temperatura, spostamento, potenziale, pressione, concentrazione. In Analisi III si studiano soprattutto equazioni lineari del secondo ordine, perché sono il prototipo matematico di diffusione, propagazione e stati stazionari.
Classificazione
In due variabili:
Discriminante:
Classificazione:
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| B^2-4AC<0 ellittica | EDP — Classificazione e Metodi Generali | — |
| u_t=\kappa u_{xx} | Equazione del calore | — |
| u_{tt}=c^2u_{xx} | Equazione delle onde | — |
| \Delta u=0 | Equazione di Laplace | — |
| \Delta u=f | Equazione di Poisson | — |
Condizioni al contorno
Dirichlet:
Neumann:
Robin:
Commento fisico:
- Dirichlet assegna il valore del campo.
- Neumann assegna il flusso normale.
- Robin modella scambio con l’ambiente, impedenze o condizioni miste.
Separazione delle variabili
Si cerca:
Sostituendo nell’EDP si separano le variabili:
Si ottengono due EDO:
Il problema spaziale con condizioni al contorno determina gli autovalori \lambda_n e le autofunzioni X_n.
Equazione del calore
Su 0<x<L:
Soluzione:
Coefficienti:
Nucleo del calore sulla retta:
Commento: il calore regolarizza. Anche dati iniziali poco regolari diventano più lisci per t>0.
Equazione delle onde
Su tutta la retta:
Formula di D’Alembert:
Commento: l’informazione si propaga con velocità finita c. Il valore in (x,t) dipende solo dall’intervallo di dipendenza [x-ct,x+ct].
Equazione di Laplace e formula di Poisson
Nel disco unitario:
Formula di Poisson:
Commento: il valore interno è una media pesata dei valori al bordo. Questo è il volto analitico del principio del massimo.
Equazione di Poisson e funzione di Green
Problema:
Con una funzione di Green G(x,\xi):
Soluzione fondamentale in \mathbb{R}^3:
In \mathbb{R}^2:
Sturm-Liouville
Forma generale:
Con condizioni al contorno appropriate, gli autovalori sono reali e le autofunzioni sono ortogonali rispetto al peso w:
Sviluppo:
Commento: Fourier è un caso particolare di Sturm-Liouville. Le “armoniche” diventano autofunzioni dell’operatore spaziale.
11. Distribuzioni e spazi funzionali
Questa sezione mette ordine nel linguaggio moderno necessario per Fourier, EDP e segnali impulsivi. L’obiettivo non è fare analisi funzionale astratta, ma sapere in quale spazio vivono funzioni, soluzioni, derivate e trasformate.
Spazi L^p
Per 1\le p<+\infty:
Norma:
Per p=+\infty:
| Formula | Voce | Esercizio |
|---|---|---|
| \lVert f\rVert_p=(\int\lvert f\rvert^p)^{\dfrac{1}{p}} | Norma | — |
| L^2 con prodotto scalare è Hilbert | Spazi di Hilbert | — |
| \langle T',\varphi\rangle=-\langle T,\varphi'\rangle | Distribuzioni | — |
Disuguaglianza di Hölder
Se:
allora:
Caso p=q=2: Cauchy-Schwarz.
Disuguaglianza di Minkowski
Commento: Minkowski è la disuguaglianza triangolare negli spazi L^p; senza di essa \lVert\cdot\rVert_p non sarebbe una norma.
Spazi di Hilbert
Uno spazio di Hilbert è uno spazio vettoriale completo con prodotto scalare. In L^2:
Norma associata:
Commento ingegneristico: L^2 è lo spazio dei segnali a energia finita. Fourier, proiezioni ortogonali, minimi quadrati e modi normali vivono naturalmente qui.
Distribuzioni
Una funzione test è una funzione liscia a supporto compatto:
Una distribuzione è un funzionale lineare continuo:
Si scrive:
Distribuzione regolare associata a f localmente integrabile:
Derivata distribuzionale:
Delta di Dirac:
Distribuzioni temperate e Fourier
Le distribuzioni temperate sono distribuzioni che agiscono sullo spazio di Schwartz \mathcal{S}(\mathbb{R}^n). Per esse la trasformata di Fourier si definisce per dualità:
a meno delle costanti imposte dalla convenzione scelta.
Esempi:
Commento: le distribuzioni permettono di dare senso matematico a impulsi, carichi concentrati, sorgenti puntiformi, derivate di segnali discontinui e soluzioni fondamentali di EDP.
12. Procedure sintetiche per l’esame
Calcolare una serie di Fourier
- Stabilire periodo e intervallo.
- Disegnare il prolungamento periodico.
- Controllare pari/dispari.
- Calcolare a_0, a_n, b_n o c_n.
- Scrivere la serie.
- Dichiarare convergenza nei punti di continuità e di salto.
- Usare Parseval se richiesto da somme numeriche o energia.
Risolvere con Laplace
- Trasformare l’EDO o il sistema.
- Inserire condizioni iniziali nei termini trasformati.
- Risolvere algebricamente per Y(s).
- Scomporre in fratti semplici.
- Antitrasformare.
- Controllare valore iniziale e comportamento asintotico.
Risolvere con Z
- Scrivere l’equazione alle differenze.
- Applicare la trasformata Z, includendo eventuali condizioni iniziali.
- Isolare Y(z) o H(z).
- Studiare poli, zeri e regione di convergenza.
- Antitrasformare con tabella o fratti semplici.
- Controllare stabilità rispetto al cerchio unitario.
Calcolare un integrale con residui
- Trasformare l’integrale reale in un integrale complesso.
- Scegliere il contorno.
- Dimostrare che il contributo degli archi tende a zero.
- Individuare i poli interni.
- Calcolare i residui.
- Applicare il teorema dei residui.
- Estrarre la parte reale o immaginaria richiesta.
Risolvere una EDP per separazione
- Classificare l’EDP.
- Leggere condizioni iniziali e al contorno.
- Provare u=X(x)T(t).
- Risolvere il problema agli autovalori spaziale.
- Espandere il dato iniziale in autofunzioni.
- Sommare i modi temporali.
- Verificare condizioni al contorno e dato iniziale.
13. Errori comuni
- Confondere serie di Fourier e trasformata di Fourier: la prima è per spettri discreti periodici, la seconda per spettri continui.
- Dimenticare il fattore \dfrac{1}{2\pi} nell’inversione di Fourier.
- Applicare Parseval senza controllare che la funzione sia in L^2.
- Usare Laplace senza specificare causalità e regione di convergenza.
- Fare fratti semplici prima di rendere propria la funzione razionale.
- Ignorare la regione di convergenza nella trasformata Z.
- Verificare Cauchy-Riemann in un solo punto e concludere olomorfia in un dominio.
- Applicare il teorema di Cauchy in presenza di singolarità interne.
- Dimenticare poli sulla curva di integrazione.
- Confondere polo di ordine m con zero di ordine m.
- Usare il lemma di Jordan con il segno esponenziale sbagliato.
- Imporre condizioni al contorno incompatibili con il tipo di EDP.
- Scambiare soluzione classica, debole e distribuzionale.
14. Indice rapido delle formule
| Tema | Formula guida | Voce |
|---|---|---|
| Fourier reale | f\sim \dfrac{a_0}{2}+\sum(a_n\cos nx+b_n\sin nx) | Serie di Fourier |
| Fourier complessa | f\sim\sum c_ne^{inx} | Serie di Fourier |
| Fourier continua | \widehat f=\int f e^{-i\omega t}dt | Trasformata di Fourier |
| Laplace | F(s)=\int_0^\infty f(t)e^{-st}dt | Trasformata di Laplace |
| Z | X(z)=\sum x[n]z^{-n} | Trasformata Z |
| Cauchy-Riemann | u_x=v_y,\ u_y=-v_x | Equazioni di Cauchy-Riemann |
| Cauchy integrale | f(z_0)=(2\pi i)^{-1}\int \dfrac{f(z)}{z-z_0}\,dz | Formula integrale di Cauchy |
| Laurent | f=\sum_{-\infty}^{+\infty}a_n(z-z_0)^n | Serie di Laurent |
| Residui | \int_\gamma f dz=2\pi i\sum\operatorname{Res}(f,z_k) | Teorema dei residui |
| Calore | u_t=\kappa u_{xx} | Equazione del calore |
| Onde | u_{tt}=c^2u_{xx} | Equazione delle onde |
| Laplace EDP | \Delta u=0 | Equazione di Laplace |
| Poisson EDP | \Delta u=f | Equazione di Poisson |
| Sturm-Liouville | -(py')'+qy=\lambda wy | Problema di Sturm-Liouville |
| Distribuzioni | \langle T',\varphi\rangle=-\langle T,\varphi'\rangle | Distribuzioni |