Concentrazione chimica

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    La concentrazione chimica misura quanta sostanza è presente in una soluzione, miscela o fase rispetto a una quantità di riferimento. È una grandezza centrale in stechiometria, analisi chimica, cinetica, equilibrio, trattamento acque, processi industriali e controllo ambientale.

    In una soluzione si distinguono di solito:

    • soluto, la specie presente in quantità minore o di interesse analitico;
    • solvente, il mezzo che scioglie il soluto;
    • soluzione, il sistema omogeneo risultante.

    La stessa composizione può essere espressa in modi diversi. La scelta dipende dal problema: reazioni in soluzione, proprietà colligative, analisi di tracce, gas, miscele liquide o calcoli di processo.

    Forme principali

    Le forme più usate sono:

    GrandezzaFormulaNota
    molaritàC=n/Vmoli di soluto per volume di soluzione
    molalitàm=n/m_{\text{solvente}}moli di soluto per massa di solvente in kg
    frazione molarex_i=n_i/n_{\text{tot}}adimensionale
    frazione massicaw_i=m_i/m_{\text{tot}}adimensionale
    concentrazione massica\rho_i=m_i/Vmassa di soluto per volume di soluzione
    ppmw_i\cdot 10^6utile per specie in traccia
    normalitàN=n_{\text{eq}}/Vdipende dalla reazione

    La mole è l’unità naturale quando la concentrazione entra in una reazione chimica, perché le reazioni avvengono secondo rapporti stechiometrici tra quantità di sostanza.

    Molarità

    La molarità, o concentrazione molare, è:

    C=\frac{n}{V}

    dove n è la quantità di soluto in moli e V è il volume della soluzione. L’unità è \text{mol}/\text{L}, spesso indicata come molare o M.

    È la grandezza più usata in reazioni in soluzione e titolazioni acido-base, perché collega direttamente volume prelevato e moli reagenti:

    n=CV

    La molarità dipende dal volume della soluzione, quindi può variare con la temperatura se l’espansione termica è significativa. Nei calcoli di laboratorio ordinari l’effetto è spesso piccolo, ma nei lavori di precisione non va ignorato.

    Molalità

    La molalità è:

    m=\frac{n_{\text{soluto}}}{m_{\text{solvente}}}

    dove la massa del solvente è espressa in chilogrammi. L’unità è \text{mol}/\text{kg}. Poiché usa una massa e non un volume, la molalità non cambia con la temperatura per semplice dilatazione. Per questo è preferita nelle proprietà colligative, come innalzamento ebullioscopico, abbassamento crioscopico e pressione osmotica.

    Frazioni e percentuali

    La frazione molare della specie i è:

    x_i=\frac{n_i}{\sum_j n_j}

    La somma delle frazioni molari di tutte le specie è:

    \sum_i x_i=1

    La frazione massica è:

    w_i=\frac{m_i}{m_{\text{tot}}}

    Da questa si ottiene la percentuale in massa:

    \%\,m/m = w_i\cdot 100

    Le frazioni sono molto comode nelle miscele, nei bilanci di materia e nei sistemi in cui il volume non è additivo o cambia con temperatura e pressione.

    ppm e ppb

    Per concentrazioni molto basse si usano parti per milione e parti per miliardo:

    \text{ppm}=w_i\cdot 10^6,\qquad \text{ppb}=w_i\cdot 10^9

    In soluzioni acquose diluite, poiché la densità dell’acqua è circa 1\,\text{kg}/\text{L}, spesso si usa l’approssimazione:

    1\,\text{mg}/\text{L}\approx 1\,\text{ppm}

    Questa equivalenza è pratica ma non universale: dipende dalla densità della soluzione e dal fatto che si stia parlando di frazioni massiche, concentrazioni massiche o rapporti volumetrici.

    Diluizione e miscelazione

    In una diluizione semplice, se non si perde soluto, le moli restano costanti:

    C_1V_1=C_2V_2

    La formula vale quando C_1 e C_2 sono concentrazioni molari della stessa specie e V_1, V_2 sono i volumi prima e dopo la diluizione. Non va usata per reazioni in cui il soluto viene consumato o trasformato.

    Se si miscelano soluzioni della stessa specie, senza reazione e assumendo volumi additivi, la concentrazione finale è:

    C_f=\frac{C_1V_1+C_2V_2+\cdots+C_kV_k}{V_1+V_2+\cdots+V_k}

    Se invece avviene una reazione, bisogna prima determinare il reagente limitante e poi calcolare le concentrazioni residue o prodotte.

    Normalità

    La normalità è definita come:

    N=\frac{n_{\text{eq}}}{V}

    dove n_{\text{eq}} è il numero di equivalenti. Può essere utile in titolazioni e analisi volumetrica, ma è una grandezza dipendente dalla reazione. La stessa sostanza può avere normalità diversa a seconda che partecipi a una reazione acido-base, redox o di precipitazione.

    Per evitare ambiguità, nei calcoli moderni conviene spesso usare molarità e coefficienti stechiometrici espliciti. La normalità resta utile quando la reazione e il fattore equivalente sono dichiarati chiaramente.

    Errori comuni

    Gli errori più frequenti sono:

    • confondere massa di solvente e massa di soluzione nella molalità;
    • usare molarità e molalità come se fossero intercambiabili;
    • trattare ppm come unità universale senza specificare base massica o volumetrica;
    • applicare C_1V_1=C_2V_2 a sistemi che reagiscono;
    • dimenticare che la molarità dipende dal volume e quindi dalla temperatura;
    • non convertire correttamente millilitri in litri nei calcoli molari.

    La concentrazione è quindi una famiglia di grandezze, non un singolo numero. La scelta della forma corretta dipende dal fenomeno da descrivere e dall’operazione sperimentale o progettuale da eseguire.

    Vedi anche: Mole, Stechiometria, Titolazione acido-base, Proprietà colligative, Soluzione tampone.

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