Linea di trasmissione

Indice dei contenuti

    Una linea di trasmissione è una struttura guidata che trasporta segnali elettrici o elettromagnetici quando la lunghezza fisica del collegamento non può più essere considerata trascurabile rispetto alla lunghezza d’onda del segnale. Esempi tipici sono cavi coassiali, doppini, microstrisce, stripline, guide d’onda e piste su circuiti stampati ad alta velocità.

    In un circuito a bassa frequenza si può spesso assumere che tensione e corrente siano identiche in ogni punto del filo. In una linea di trasmissione, invece, tensione e corrente dipendono dalla posizione z e dal tempo: il segnale si propaga con velocità finita, può attenuarsi, riflettersi e interferire con se stesso.

    Parametri distribuiti

    Il modello elementare descrive la linea tramite quattro parametri distribuiti per unità di lunghezza:

    ParametroSignificato
    Rresistenza serie, legata alle perdite nei conduttori
    Linduttanza serie, legata al campo magnetico
    Gconduttanza trasversale, legata alle perdite nel dielettrico
    Ccapacità trasversale, legata al campo elettrico

    Nel dominio fasoriale, le equazioni dei telegrafisti sono:

    \frac{dV}{dz}=-(R+j\omega L)I
    \frac{dI}{dz}=-(G+j\omega C)V

    Da queste equazioni derivano la costante di propagazione e l’impedenza caratteristica:

    \gamma=\alpha+j\beta=\sqrt{(R+j\omega L)(G+j\omega C)}
    Z_0=\sqrt{\frac{R+j\omega L}{G+j\omega C}}

    Il termine \alpha misura l’attenuazione, mentre \beta misura la variazione di fase lungo la linea. L’impedenza caratteristica Z_0 non è l’impedenza del carico: è il rapporto tra tensione e corrente di un’onda progressiva che viaggia sulla linea senza riflessioni.

    Linea senza perdite e velocità di propagazione

    Quando le perdite sono trascurabili, cioè R\approx 0 e G\approx 0, si ottiene:

    Z_0\approx\sqrt{\frac{L}{C}}

    La velocità di propagazione vale:

    v=\frac{1}{\sqrt{LC}}

    e la lunghezza d’onda sulla linea è:

    \lambda=\frac{v}{f}

    Una regola pratica molto usata considera “lunga” una connessione quando la sua lunghezza è almeno dell’ordine di \lambda/10 alla frequenza significativa del segnale. Nei segnali digitali non conta solo la frequenza di clock, ma anche il tempo di salita: fronti molto rapidi contengono armoniche alte e possono rendere critica una pista apparentemente corta.

    Adattamento e riflessioni

    Quando una linea termina su un carico Z_L, il coefficiente di riflessione al carico è:

    \Gamma=\frac{Z_L-Z_0}{Z_L+Z_0}

    Se Z_L=Z_0, la linea è adattata e \Gamma=0: l’onda incidente viene assorbita dal carico senza generare onda riflessa. Se invece il carico è aperto, in corto circuito o comunque disadattato, una parte dell’energia torna verso la sorgente.

    La riflessione è un fenomeno comune a molti sistemi ondulatori e si interpreta tramite l’impedenza. Nelle linee elettriche produce sovraelongazioni, sottoelongazioni, onde stazionarie, perdita di potenza utile e distorsione del segnale. In radiofrequenza è spesso quantificata tramite rapporto d’onda stazionaria:

    \text{ROS}=\frac{1+\lvert \Gamma\rvert}{1-\lvert \Gamma\rvert}

    Un valore vicino a 1 indica buon adattamento; valori elevati indicano disadattamento significativo.

    Impedenza vista in ingresso

    Una linea di lunghezza \ell trasforma l’impedenza del carico. Per una linea generale:

    Z_{\text{in}}=Z_0\,\frac{Z_L+Z_0\tanh(\gamma \ell)}{Z_0+Z_L\tanh(\gamma \ell)}

    Per una linea senza perdite, con \gamma=j\beta, la formula diventa:

    Z_{\text{in}}=Z_0\,\frac{Z_L+jZ_0\tan(\beta \ell)}{Z_0+jZ_L\tan(\beta \ell)}

    Questa trasformazione è alla base di stub, adattatori a quarto d’onda, reti di matching e misure con analizzatore di rete. In particolare, una linea lunga un quarto d’onda e senza perdite trasforma il carico secondo:

    Z_{\text{in}}=\frac{Z_0^2}{Z_L}

    Applicazioni

    Le linee di trasmissione sono fondamentali in:

    • collegamenti RF tra trasmettitori, ricevitori e antenne;
    • distribuzione di segnali su circuiti stampati ad alta velocità;
    • bus differenziali e interfacce seriali veloci;
    • strumentazione di misura e taratura;
    • collegamenti in fibra ottica, dove l’analogia ondulatoria resta utile anche se il mezzo fisico cambia;
    • sistemi in cui banda passante, rumore e rapporto segnale-rumore sono vincoli di progetto.

    L’errore più comune è trattare una linea lunga come un filo ideale. Questo può funzionare a bassa frequenza, ma diventa pericoloso quando fronti rapidi, impedenze non adattate o lunghezze significative producono riflessioni misurabili.

    Vedi anche: Impedenza, Decibel, Riflessione e trasmissione delle onde, Antenna.

    Ultimo aggiornamento: