La pressione interstiziale è la pressione dell’acqua contenuta nei pori del terreno o nelle discontinuità di un ammasso roccioso. Si indica con u e controlla direttamente la differenza tra tensione totale e tensione efficace, cioè tra carico applicato e carico realmente trasmesso dai contatti tra particelle.
In condizioni idrostatiche:
dove \gamma_w è il peso specifico dell’acqua e h_w il carico idraulico rispetto al punto considerato.
La pressione interstiziale riduce le tensioni efficaci:
Per questo l’acqua non è solo un carico aggiuntivo: può abbassare la resistenza al taglio del terreno riducendo il contatto efficace tra i grani. Nel criterio di Mohr-Coulomb in tensioni efficaci:
un aumento di u riduce \sigma' e quindi la resistenza disponibile. Questo è il motivo per cui piogge intense, innalzamenti di falda, rapido svaso di un invaso o drenaggi insufficienti possono destabilizzare pendii, scavi e rilevati.
In scavi e pendii sono critici anche i gradienti idraulici. Per filtrazione ascendente il gradiente critico è:
Quando il gradiente si avvicina a questo valore, la tensione efficace verticale può annullarsi e il terreno può perdere stabilità per sifonamento, sollevamento del fondo scavo o fluidificazione locale.
La pressione interstiziale può essere positiva, nulla o anche negativa rispetto all’atmosfera. Nei terreni parzialmente saturi si parla di suzione matriciale, che può aumentare temporaneamente la resistenza apparente; tuttavia questa contribuzione può diminuire rapidamente durante l’imbibizione.
In pratica u si misura con piezometri o celle di pressione interstiziale. La sua evoluzione nel tempo è essenziale nelle analisi di consolidazione: un carico applicato rapidamente può essere inizialmente sostenuto dall’acqua nei pori e solo progressivamente trasferito allo scheletro solido.
Vedi anche: Tensione efficace, Geomeccanica, Stabilità dei pendii, Capacità portante.