L’identità di Parseval esprime la conservazione dell’energia nello sviluppo in serie di Fourier. Dice che la norma quadratica di una funzione periodica può essere calcolata sommando i quadrati dei suoi coefficienti di Fourier.
È l’analogo infinito-dimensionale del teorema di Pitagora: una funzione viene scomposta in componenti armoniche ortogonali e l’energia totale è la somma delle energie delle componenti.
Forma complessa
Per una funzione periodica su [-\pi,\pi] con coefficienti complessi
l’identità di Parseval afferma che
Il lato sinistro misura l’energia media della funzione sul periodo; il lato destro misura l’energia distribuita tra le armoniche.
Forma reale
Se la serie di Fourier è scritta come
allora Parseval diventa
Anche qui il significato è energetico: le componenti seno e coseno sono ortogonali e contribuiscono separatamente alla norma quadratica.
Interpretazione geometrica
In uno spazio euclideo finito-dimensionale, se un vettore è scritto rispetto a una base ortonormale, la somma dei quadrati delle coordinate uguaglia il quadrato della norma. Parseval estende questo principio allo spazio L^2:
Il collegamento con il prodotto scalare è diretto: i coefficienti di Fourier sono proiezioni della funzione sulle armoniche.
Relazione con Plancherel
Il teorema di Plancherel è la versione per la trasformata di Fourier su domini non periodici. Parseval riguarda le serie di Fourier; Plancherel riguarda la trasformata continua. Entrambi affermano che la rappresentazione in frequenza conserva la struttura quadratica del segnale.
Applicazioni
Parseval è usata per calcolare energie, potenze medie, errori quadratici di approssimazione e contributi armonici. Nella teoria dei segnali permette di stimare quanta energia si conserva troncando una serie di Fourier a un certo numero di armoniche.
Se le alte frequenze hanno coefficienti piccoli, il segnale può essere approssimato bene con poche componenti. Se invece i coefficienti decadono lentamente, il troncamento produce errori significativi o fenomeni oscillatori.
Errori comuni
Un errore frequente è mescolare normalizzazioni diverse. I fattori 2\pi e \pi dipendono dalla definizione dei coefficienti e dall’intervallo scelto.
Un secondo errore è applicare l’identità a funzioni fuori da L^2. Parseval richiede che l’energia quadratica sia finita.
Infine, la convergenza energetica non implica necessariamente convergenza puntuale ovunque. Una serie può convergere bene in norma L^2 ma avere comportamento locale delicato. Per esercizi collegati, vedi serie di Fourier: coefficienti e convergenza e Parseval.