Il jitter (letteralmente “sfarfallio” o “tremolio”) è un parametro critico nell’ingegneria delle telecomunicazioni e nell’elettronica digitale. Indica la deviazione temporale indesiderata rispetto alla periodicità ideale di un segnale periodico assunto come riferimento (come un segnale di clock).
In elettronica digitale pura, il clock jitter misura quanto i fronti di salita del segnale di sincronismo anticipino o ritardino rispetto alla posizione temporale teorica attesa. Se il jitter supera i margini di tolleranza di setup e hold dei flip-flop del circuito, i dati possono essere campionati erroneamente, causando corruzione bit o arresti di sistema.
Nelle reti a pacchetto (come Internet o VoIP), il termine assume un’accezione leggermente diversa, indicando la varianza statistica del ritardo di trasmissione (latenza) dei singoli pacchetti. Se i pacchetti voce arrivano con un ritardo perfettamente costante, la comunicazione è perfetta; se invece l’arrivo è irregolare (alto jitter, dovuto ad accodamenti nei router), l’audio risulterà frammentato e incomprensibile. Per mitigare questo effetto si utilizzano dei jitter buffer sul ricevitore, che accumulano i pacchetti irregolari per poi riprodurli a cadenza fissa (a scapito di un lieve aumento della latenza complessiva).