Formulario di Telecomunicazioni

Indice dei contenuti

    Formulario completo di telecomunicazioni per i corsi di ingegneria. Lo scopo è offrire un riferimento autosufficiente e ragionato che parta dalla rappresentazione dei segnali, sviluppi l’analisi spettrale e il campionamento, e arrivi alle modulazioni, al rumore e ai limiti fondamentali di capacità di un canale.

    Tutta la disciplina ruota attorno a una tensione di fondo: trasmettere quanta più informazione possibile, nel modo più affidabile, attraverso un canale che è limitato in banda e disturbato dal rumore. Capire questo compromesso — banda, potenza, rumore, velocità — è capire le telecomunicazioni. Ogni sezione spiega il perché delle formule e include esempi commentati.

    Le grandezze sono nel Sistema Internazionale; potenze in watt (W) o in decibel, frequenze in hertz (Hz). Si assume nota l’analisi dei segnali di base.

    L’ordine consigliato è:

    1. segnali, potenza ed energia;
    2. analisi di Fourier e spettro;
    3. campionamento e teorema di Nyquist;
    4. modulazioni analogiche;
    5. modulazioni digitali;
    6. rumore e rapporto segnale-rumore;
    7. capacità del canale (Shannon);
    8. decibel e bilancio di collegamento.

    Mappa di lettura operativa:

    ProblemaStrumento principaleControllo
    contenuto in frequenzatrasformata di Fouriersegnale periodico o no
    frequenza di campionamentoteorema di Nyquistbanda massima del segnale
    banda di una modulazioneregola di Carson (FM), 2f_{max} (AM)frequenza max del modulante
    velocità di trasmissionebit per simbolo × baudnumero di livelli
    qualità del segnalerapporto segnale-rumorepotenze omogenee
    massima capacitàteorema di Shannonbanda e SNR
    portata di un linkbilancio di collegamentotutto in decibel

    1. Segnali, potenza ed energia

    Energia e potenza di un segnale

    Per caratterizzare un segnale si parte dalla sua “intensità” complessiva. L’energia è l’integrale del suo quadrato:

    E = \int_{-\infty}^{+\infty} |x(t)|^2\, dt

    Ma un segnale che dura per sempre (come una sinusoide) ha energia infinita: per esso si usa la potenza media, l’energia per unità di tempo:

    P = \lim_{T\to\infty} \frac{1}{T}\int_{-T/2}^{T/2} |x(t)|^2\, dt

    La distinzione è netta e utile: i segnali a energia finita sono transitori (un impulso, un lampo), quelli a potenza finita sono persistenti (una portante radio, un segnale periodico). Per i primi ha senso l’energia, per i secondi la potenza. Questa classificazione decide quale grandezza usare nei calcoli successivi.

    2. Analisi di Fourier e spettro

    L’idea centrale delle telecomunicazioni è guardare i segnali in frequenza, non nel tempo: è la frequenza che determina come un segnale occupa il canale, si propaga e si filtra.

    Serie di Fourier (segnali periodici)

    Un segnale periodico è la somma di sinusoidi a frequenze multiple della fondamentale f_0 (le armoniche):

    x(t) = \sum_{n=-\infty}^{+\infty} c_n\, e^{j 2\pi n f_0 t}

    Le frequenze presenti sono discrete: lo spettro è “a righe”, una riga per ogni armonica. I coefficienti c_n dicono quanta di ciascuna armonica è presente. Un’onda quadra, per esempio, contiene la fondamentale più le armoniche dispari decrescenti.

    Trasformata di Fourier (segnali non periodici)

    Per un segnale non periodico le righe si infittiscono fino a diventare un continuo: lo spettro è una funzione continua data dalla trasformata di Fourier:

    X(f) = \int_{-\infty}^{+\infty} x(t)\, e^{-j2\pi f t}\, dt

    Il modulo |X(f)| (spettro di ampiezza) mostra a colpo d’occhio le frequenze contenute nel segnale e quanto spazio occupa: la sua banda. È l’informazione che decide tutto il resto.

    Convoluzione e filtraggio

    Un risultato di enorme valore pratico: la convoluzione nel tempo equivale al prodotto in frequenza:

    x(t) * h(t) \;\longleftrightarrow\; X(f)\cdot H(f)

    Questo è il principio del filtraggio. Far passare un segnale attraverso un filtro (operazione di convoluzione, complicata nel tempo) equivale a moltiplicarne lo spettro per la risposta in frequenza H(f) del filtro: per togliere una banda di frequenze, basta che H(f) sia zero lì. Tutto il progetto di filtri (passa-basso, passa-banda) vive nel dominio della frequenza grazie a questa equivalenza.

    3. Campionamento e teorema di Nyquist

    Teorema del campionamento

    Per elaborare un segnale al calcolatore bisogna campionarlo: prenderne valori a istanti discreti. La domanda fondamentale è: ogni quanto? Il teorema del campionamento risponde: un segnale a banda limitata B si ricostruisce esattamente dai campioni se la frequenza di campionamento soddisfa:

    f_c \ge 2B

    La soglia 2B è la frequenza di Nyquist. La ragione intuitiva: per “catturare” un’oscillazione servono almeno due campioni per periodo (uno sul picco, uno sulla valle); meno di due e l’oscillazione sfugge. Esempio: l’audio CD campiona a 44,1 kHz perché l’udito arriva a ~20 kHz, e 2 \times 20 < 44{,}1.

    Aliasing

    Cosa succede se si campiona troppo lentamente (f_c < 2B)? Le componenti oltre f_c/2 si ripiegano (alias) su frequenze più basse, mescolandosi al segnale vero e distorcendolo in modo irreversibile — l’informazione persa non si recupera. È lo stesso effetto per cui le ruote di un’auto, al cinema, sembrano girare al contrario. Per evitarlo si pone prima del campionatore un filtro anti-aliasing passa-basso che taglia le frequenze sopra f_c/2. Filtrare dopo non serve: il danno è già fatto.

    4. Modulazioni analogiche

    Perché modulare? Un segnale audio (pochi kHz) non si può irradiare: servirebbe un’antenna chilometrica, e tutti i segnali si sovrapporrebbero sulle stesse frequenze. La modulazione sposta il segnale su una portante ad alta frequenza, risolvendo entrambi i problemi.

    Modulazione di ampiezza (AM)

    Nell’AM l’ampiezza della portante varia seguendo il segnale modulante m(t):

    s(t) = A_c\,[1 + k\, m(t)]\cos(2\pi f_c t)

    L’inviluppo dell’onda riproduce il segnale, quindi basta un rivelatore d’inviluppo (un diodo e un condensatore) per demodulare: economico, motivo del successo storico dell’AM. La banda occupata è il doppio della frequenza massima del modulante:

    B_{AM} = 2 f_{max}

    (il doppio perché la modulazione crea due bande laterali simmetriche attorno alla portante). Difetti dell’AM: il rumore si somma all’ampiezza — proprio dove sta l’informazione — quindi si sente come fruscio; inoltre gran parte della potenza è nella portante, che non porta informazione.

    Modulazione di frequenza (FM)

    Nell’FM è la frequenza istantanea a variare col segnale, mentre l’ampiezza resta costante. La banda si stima con la regola di Carson:

    B_{FM} \approx 2(\Delta f + f_{max})

    con \Delta f deviazione di frequenza. Il vantaggio decisivo: poiché l’informazione è nella frequenza e non nell’ampiezza, i disturbi che colpiscono l’ampiezza si possono eliminare senza perdere informazione — da qui l’audio pulito della radio FM. Il prezzo è una banda molto maggiore (Carson): è un esempio diretto del compromesso banda/qualità.

    5. Modulazioni digitali

    Velocità di simbolo e di bit

    Trasmettendo dati digitali, si inviano simboli, ciascuno scelto tra M possibili. La velocità di simbolo (baud) è quanti simboli al secondo; la velocità di bit dipende da quanti bit porta ogni simbolo:

    R_b = R_s \, \log_2 M

    Ogni simbolo trasporta \log_2 M bit perché con M livelli si distinguono \log_2 M bit (es. 4 livelli = 2 bit, 16 livelli = 4 bit). Aumentare M alza la velocità a parità di baud, ma i livelli diventano più “vicini” e quindi più facili da confondere col rumore: ancora il compromesso velocità/robustezza.

    Schemi di modulazione digitale

    SchemaParametro variatoBit per simbolo tipici
    ASKampiezza1 (on/off)
    FSKfrequenza1
    PSKfase1–3
    QAMampiezza e fase insieme4–10

    La QAM (Quadrature Amplitude Modulation) combina variazioni di ampiezza e fase, disponendo i simboli su una “costellazione” nel piano: 16-QAM porta 4 bit/simbolo, 256-QAM ben 8. È la modulazione di Wi-Fi, 4G/5G, TV digitale e modem via cavo. Più la costellazione è densa, più bit per simbolo, ma più i punti sono vicini e vulnerabili al rumore — la qualità del canale (SNR) decide quanta QAM si può usare.

    6. Rumore e rapporto segnale-rumore

    Rapporto segnale-rumore

    Il rumore è l’avversario fondamentale di ogni comunicazione. La qualità di un segnale si misura col rapporto segnale-rumore (SNR), rapporto tra le potenze:

    SNR = \frac{P_{segnale}}{P_{rumore}}

    In decibel:

    SNR_{dB} = 10\log_{10}\frac{P_{segnale}}{P_{rumore}}

    Un SNR alto significa segnale pulito e ben distinguibile; basso, segnale immerso nel rumore. È il parametro che, insieme alla banda, fissa il limite di Shannon.

    Rumore termico

    Una sorgente di rumore è inevitabile: l’agitazione termica delle cariche in ogni resistenza e componente. La sua potenza in una banda B è:

    N = k_B\, T\, B

    con k_B costante di Boltzmann e T temperatura assoluta. La formula contiene una lezione importante: il rumore cresce con la banda. Allargare la banda per trasmettere più dati raccoglie anche più rumore — un altro motivo per cui la banda non si può allargare a piacere. Per questo i ricevitori sensibili si raffreddano (abbassando T) e limitano la banda allo stretto necessario.

    7. Capacità del canale (Shannon)

    Teorema di Shannon-Hartley

    Qual è il massimo assoluto di informazione trasmissibile senza errori su un canale? La risposta, uno dei risultati più profondi dell’ingegneria, è il teorema di Shannon-Hartley:

    C = B \log_2(1 + SNR)

    con B banda (Hz) e SNR rapporto segnale-rumore lineare (non in dB). C è la capacità in bit al secondo: un limite invalicabile, nessuno schema di modulazione o codifica può superarlo. Sotto C esiste sempre un modo di trasmettere con errore arbitrariamente piccolo; sopra, l’errore è inevitabile.

    La formula racchiude il compromesso fondamentale delle telecomunicazioni. Si aumenta la capacità in due modi: allargando la banda B (effetto lineare: raddoppiare la banda raddoppia la capacità) o migliorando l’SNR (effetto solo logaritmico: per raddoppiare il contributo dell’SNR bisogna elevarlo al quadrato). Per questo, quando la banda è scarsa e costosa, si punta su modulazioni dense (alta QAM) che sfruttano l’SNR; quando la banda abbonda, conviene allargarla. Esempio: con B = 1 MHz e SNR = 1000 (30 dB), C = 10^6 \log_2(1001) \approx 10\ \text{Mbit/s}.

    8. Decibel e bilancio di collegamento

    Decibel

    Le potenze in un sistema di trasmissione spaziano su molti ordini di grandezza (dal watt del trasmettitore al picowatt al ricevitore): si usa quindi la scala logaritmica dei decibel:

    G_{dB} = 10\log_{10}\frac{P_{out}}{P_{in}}

    Il vantaggio: lungo una catena, guadagni e perdite si sommano invece di moltiplicarsi (perché il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi). Per le potenze assolute si usa il dBm, riferito a 1 mW:

    P_{dBm} = 10\log_{10}\frac{P}{1\ \text{mW}}

    così 0 dBm = 1 mW, 30 dBm = 1 W.

    Bilancio di collegamento

    Il bilancio di collegamento (link budget) calcola la potenza che arriva al ricevitore sommando, in dB, tutti i guadagni e sottraendo tutte le perdite lungo il percorso:

    P_{rx} = P_{tx} + G_{tx} + G_{rx} - L_{percorso}

    dove P_{tx} è la potenza trasmessa, G_{tx}, G_{rx} i guadagni delle antenne, L_{percorso} l’attenuazione di tratta. La forma additiva (tutto in dB) lo rende un semplice conto in colonna. L’attenuazione in spazio libero cresce col quadrato di distanza e frequenza:

    L_{fs} = \left(\frac{4\pi d f}{c}\right)^2

    Il fatto che cresca con la frequenza spiega perché i collegamenti a frequenze alte (5G mmWave, satellitari) richiedano antenne più direttive o distanze minori. Il collegamento “chiude” se P_{rx} supera la sensibilità del ricevitore con un margine di sicurezza (per pioggia, ostacoli, fading).

    Note d’uso ed errori comuni

    • Nel teorema di Shannon l’SNR è il valore lineare, non in decibel: convertire (SNR = 10^{SNR_{dB}/10}) prima di applicare la formula. È l’errore più frequente.
    • Campionare sempre sopra Nyquist (f_c \ge 2B) e mettere il filtro anti-aliasing prima del campionatore: dopo è inutile.
    • L’AM occupa 2f_{max}, l’FM molto di più (Carson): la banda è una risorsa finita e contesa.
    • Aumentare i livelli M di una modulazione digitale alza la velocità (R_b = R_s\log_2 M) ma riduce l’immunità al rumore: serve SNR adeguato.
    • Nei calcoli con decibel i guadagni si sommano: non moltiplicare valori già in dB.
    • Distinguere dB (rapporto adimensionale) da dBm (potenza assoluta riferita a 1 mW).
    • Più banda = più capacità (lineare) ma anche più rumore termico raccolto (N = k_B T B): non sempre conviene allargarla.
    • L’attenuazione di spazio libero cresce con la frequenza: a parità di distanza, le frequenze alte arrivano più deboli.

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