Formulario completo di telecomunicazioni per i corsi di ingegneria. Lo scopo è offrire un riferimento autosufficiente e ragionato che parta dalla rappresentazione dei segnali, sviluppi l’analisi spettrale e il campionamento, e arrivi alle modulazioni, al rumore e ai limiti fondamentali di capacità di un canale.
Tutta la disciplina ruota attorno a una tensione di fondo: trasmettere quanta più informazione possibile, nel modo più affidabile, attraverso un canale che è limitato in banda e disturbato dal rumore. Capire questo compromesso — banda, potenza, rumore, velocità — è capire le telecomunicazioni. Ogni sezione spiega il perché delle formule e include esempi commentati.
Le grandezze sono nel Sistema Internazionale; potenze in watt (W) o in decibel, frequenze in hertz (Hz). Si assume nota l’analisi dei segnali di base.
L’ordine consigliato è:
- segnali, potenza ed energia;
- analisi di Fourier e spettro;
- campionamento e teorema di Nyquist;
- modulazioni analogiche;
- modulazioni digitali;
- rumore e rapporto segnale-rumore;
- capacità del canale (Shannon);
- decibel e bilancio di collegamento.
Mappa di lettura operativa:
| Problema | Strumento principale | Controllo |
|---|---|---|
| contenuto in frequenza | trasformata di Fourier | segnale periodico o no |
| frequenza di campionamento | teorema di Nyquist | banda massima del segnale |
| banda di una modulazione | regola di Carson (FM), 2f_{max} (AM) | frequenza max del modulante |
| velocità di trasmissione | bit per simbolo × baud | numero di livelli |
| qualità del segnale | rapporto segnale-rumore | potenze omogenee |
| massima capacità | teorema di Shannon | banda e SNR |
| portata di un link | bilancio di collegamento | tutto in decibel |
1. Segnali, potenza ed energia
Energia e potenza di un segnale
Per caratterizzare un segnale si parte dalla sua “intensità” complessiva. L’energia è l’integrale del suo quadrato:
Ma un segnale che dura per sempre (come una sinusoide) ha energia infinita: per esso si usa la potenza media, l’energia per unità di tempo:
La distinzione è netta e utile: i segnali a energia finita sono transitori (un impulso, un lampo), quelli a potenza finita sono persistenti (una portante radio, un segnale periodico). Per i primi ha senso l’energia, per i secondi la potenza. Questa classificazione decide quale grandezza usare nei calcoli successivi.
2. Analisi di Fourier e spettro
L’idea centrale delle telecomunicazioni è guardare i segnali in frequenza, non nel tempo: è la frequenza che determina come un segnale occupa il canale, si propaga e si filtra.
Serie di Fourier (segnali periodici)
Un segnale periodico è la somma di sinusoidi a frequenze multiple della fondamentale f_0 (le armoniche):
Le frequenze presenti sono discrete: lo spettro è “a righe”, una riga per ogni armonica. I coefficienti c_n dicono quanta di ciascuna armonica è presente. Un’onda quadra, per esempio, contiene la fondamentale più le armoniche dispari decrescenti.
Trasformata di Fourier (segnali non periodici)
Per un segnale non periodico le righe si infittiscono fino a diventare un continuo: lo spettro è una funzione continua data dalla trasformata di Fourier:
Il modulo |X(f)| (spettro di ampiezza) mostra a colpo d’occhio le frequenze contenute nel segnale e quanto spazio occupa: la sua banda. È l’informazione che decide tutto il resto.
Convoluzione e filtraggio
Un risultato di enorme valore pratico: la convoluzione nel tempo equivale al prodotto in frequenza:
Questo è il principio del filtraggio. Far passare un segnale attraverso un filtro (operazione di convoluzione, complicata nel tempo) equivale a moltiplicarne lo spettro per la risposta in frequenza H(f) del filtro: per togliere una banda di frequenze, basta che H(f) sia zero lì. Tutto il progetto di filtri (passa-basso, passa-banda) vive nel dominio della frequenza grazie a questa equivalenza.
3. Campionamento e teorema di Nyquist
Teorema del campionamento
Per elaborare un segnale al calcolatore bisogna campionarlo: prenderne valori a istanti discreti. La domanda fondamentale è: ogni quanto? Il teorema del campionamento risponde: un segnale a banda limitata B si ricostruisce esattamente dai campioni se la frequenza di campionamento soddisfa:
La soglia 2B è la frequenza di Nyquist. La ragione intuitiva: per “catturare” un’oscillazione servono almeno due campioni per periodo (uno sul picco, uno sulla valle); meno di due e l’oscillazione sfugge. Esempio: l’audio CD campiona a 44,1 kHz perché l’udito arriva a ~20 kHz, e 2 \times 20 < 44{,}1.
Aliasing
Cosa succede se si campiona troppo lentamente (f_c < 2B)? Le componenti oltre f_c/2 si ripiegano (alias) su frequenze più basse, mescolandosi al segnale vero e distorcendolo in modo irreversibile — l’informazione persa non si recupera. È lo stesso effetto per cui le ruote di un’auto, al cinema, sembrano girare al contrario. Per evitarlo si pone prima del campionatore un filtro anti-aliasing passa-basso che taglia le frequenze sopra f_c/2. Filtrare dopo non serve: il danno è già fatto.
4. Modulazioni analogiche
Perché modulare? Un segnale audio (pochi kHz) non si può irradiare: servirebbe un’antenna chilometrica, e tutti i segnali si sovrapporrebbero sulle stesse frequenze. La modulazione sposta il segnale su una portante ad alta frequenza, risolvendo entrambi i problemi.
Modulazione di ampiezza (AM)
Nell’AM l’ampiezza della portante varia seguendo il segnale modulante m(t):
L’inviluppo dell’onda riproduce il segnale, quindi basta un rivelatore d’inviluppo (un diodo e un condensatore) per demodulare: economico, motivo del successo storico dell’AM. La banda occupata è il doppio della frequenza massima del modulante:
(il doppio perché la modulazione crea due bande laterali simmetriche attorno alla portante). Difetti dell’AM: il rumore si somma all’ampiezza — proprio dove sta l’informazione — quindi si sente come fruscio; inoltre gran parte della potenza è nella portante, che non porta informazione.
Modulazione di frequenza (FM)
Nell’FM è la frequenza istantanea a variare col segnale, mentre l’ampiezza resta costante. La banda si stima con la regola di Carson:
con \Delta f deviazione di frequenza. Il vantaggio decisivo: poiché l’informazione è nella frequenza e non nell’ampiezza, i disturbi che colpiscono l’ampiezza si possono eliminare senza perdere informazione — da qui l’audio pulito della radio FM. Il prezzo è una banda molto maggiore (Carson): è un esempio diretto del compromesso banda/qualità.
5. Modulazioni digitali
Velocità di simbolo e di bit
Trasmettendo dati digitali, si inviano simboli, ciascuno scelto tra M possibili. La velocità di simbolo (baud) è quanti simboli al secondo; la velocità di bit dipende da quanti bit porta ogni simbolo:
Ogni simbolo trasporta \log_2 M bit perché con M livelli si distinguono \log_2 M bit (es. 4 livelli = 2 bit, 16 livelli = 4 bit). Aumentare M alza la velocità a parità di baud, ma i livelli diventano più “vicini” e quindi più facili da confondere col rumore: ancora il compromesso velocità/robustezza.
Schemi di modulazione digitale
| Schema | Parametro variato | Bit per simbolo tipici |
|---|---|---|
| ASK | ampiezza | 1 (on/off) |
| FSK | frequenza | 1 |
| PSK | fase | 1–3 |
| QAM | ampiezza e fase insieme | 4–10 |
La QAM (Quadrature Amplitude Modulation) combina variazioni di ampiezza e fase, disponendo i simboli su una “costellazione” nel piano: 16-QAM porta 4 bit/simbolo, 256-QAM ben 8. È la modulazione di Wi-Fi, 4G/5G, TV digitale e modem via cavo. Più la costellazione è densa, più bit per simbolo, ma più i punti sono vicini e vulnerabili al rumore — la qualità del canale (SNR) decide quanta QAM si può usare.
6. Rumore e rapporto segnale-rumore
Rapporto segnale-rumore
Il rumore è l’avversario fondamentale di ogni comunicazione. La qualità di un segnale si misura col rapporto segnale-rumore (SNR), rapporto tra le potenze:
In decibel:
Un SNR alto significa segnale pulito e ben distinguibile; basso, segnale immerso nel rumore. È il parametro che, insieme alla banda, fissa il limite di Shannon.
Rumore termico
Una sorgente di rumore è inevitabile: l’agitazione termica delle cariche in ogni resistenza e componente. La sua potenza in una banda B è:
con k_B costante di Boltzmann e T temperatura assoluta. La formula contiene una lezione importante: il rumore cresce con la banda. Allargare la banda per trasmettere più dati raccoglie anche più rumore — un altro motivo per cui la banda non si può allargare a piacere. Per questo i ricevitori sensibili si raffreddano (abbassando T) e limitano la banda allo stretto necessario.
7. Capacità del canale (Shannon)
Teorema di Shannon-Hartley
Qual è il massimo assoluto di informazione trasmissibile senza errori su un canale? La risposta, uno dei risultati più profondi dell’ingegneria, è il teorema di Shannon-Hartley:
con B banda (Hz) e SNR rapporto segnale-rumore lineare (non in dB). C è la capacità in bit al secondo: un limite invalicabile, nessuno schema di modulazione o codifica può superarlo. Sotto C esiste sempre un modo di trasmettere con errore arbitrariamente piccolo; sopra, l’errore è inevitabile.
La formula racchiude il compromesso fondamentale delle telecomunicazioni. Si aumenta la capacità in due modi: allargando la banda B (effetto lineare: raddoppiare la banda raddoppia la capacità) o migliorando l’SNR (effetto solo logaritmico: per raddoppiare il contributo dell’SNR bisogna elevarlo al quadrato). Per questo, quando la banda è scarsa e costosa, si punta su modulazioni dense (alta QAM) che sfruttano l’SNR; quando la banda abbonda, conviene allargarla. Esempio: con B = 1 MHz e SNR = 1000 (30 dB), C = 10^6 \log_2(1001) \approx 10\ \text{Mbit/s}.
8. Decibel e bilancio di collegamento
Decibel
Le potenze in un sistema di trasmissione spaziano su molti ordini di grandezza (dal watt del trasmettitore al picowatt al ricevitore): si usa quindi la scala logaritmica dei decibel:
Il vantaggio: lungo una catena, guadagni e perdite si sommano invece di moltiplicarsi (perché il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi). Per le potenze assolute si usa il dBm, riferito a 1 mW:
così 0 dBm = 1 mW, 30 dBm = 1 W.
Bilancio di collegamento
Il bilancio di collegamento (link budget) calcola la potenza che arriva al ricevitore sommando, in dB, tutti i guadagni e sottraendo tutte le perdite lungo il percorso:
dove P_{tx} è la potenza trasmessa, G_{tx}, G_{rx} i guadagni delle antenne, L_{percorso} l’attenuazione di tratta. La forma additiva (tutto in dB) lo rende un semplice conto in colonna. L’attenuazione in spazio libero cresce col quadrato di distanza e frequenza:
Il fatto che cresca con la frequenza spiega perché i collegamenti a frequenze alte (5G mmWave, satellitari) richiedano antenne più direttive o distanze minori. Il collegamento “chiude” se P_{rx} supera la sensibilità del ricevitore con un margine di sicurezza (per pioggia, ostacoli, fading).
Note d’uso ed errori comuni
- Nel teorema di Shannon l’SNR è il valore lineare, non in decibel: convertire (SNR = 10^{SNR_{dB}/10}) prima di applicare la formula. È l’errore più frequente.
- Campionare sempre sopra Nyquist (f_c \ge 2B) e mettere il filtro anti-aliasing prima del campionatore: dopo è inutile.
- L’AM occupa 2f_{max}, l’FM molto di più (Carson): la banda è una risorsa finita e contesa.
- Aumentare i livelli M di una modulazione digitale alza la velocità (R_b = R_s\log_2 M) ma riduce l’immunità al rumore: serve SNR adeguato.
- Nei calcoli con decibel i guadagni si sommano: non moltiplicare valori già in dB.
- Distinguere dB (rapporto adimensionale) da dBm (potenza assoluta riferita a 1 mW).
- Più banda = più capacità (lineare) ma anche più rumore termico raccolto (N = k_B T B): non sempre conviene allargarla.
- L’attenuazione di spazio libero cresce con la frequenza: a parità di distanza, le frequenze alte arrivano più deboli.