Galleggiamento e dislocamento: esercizi svolti

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    Il galleggiamento di una nave si regge sul principio di Archimede: la spinta verso l’alto eguaglia il peso del fluido spostato. Il dislocamento è il peso totale della nave, pari al peso dell’acqua spostata dalla carena immersa. Questa scheda allena i calcoli di galleggiamento, fondamento dell’architettura navale.

    Principio di Archimede: \;S=\rho\,g\,V_{carena} (spinta = peso del volume di fluido spostato).

    1. Spinta di Archimede

    Esercizio. Un corpo immerso sposta V=20\ \text{m}^3 di acqua di mare (\rho=1025\ \text{kg/m}^3, g=9{,}81). Calcolare la spinta.

    S=\rho g V=1025\times9{,}81\times20=2{,}01\times10^{5}\ \text{N}\approx201\ \text{kN}.

    La spinta è il peso dell’acqua spostata, diretta verso l’alto. Se supera il peso del corpo, questo galleggia; se è inferiore, affonda.

    2. Dislocamento

    Esercizio. Una nave galleggia in equilibrio spostando V=5000\ \text{m}^3 di acqua di mare. Calcolare il dislocamento (massa).

    All’equilibrio peso = spinta, quindi la massa eguaglia quella dell’acqua spostata:

    \Delta=\rho\,V=1025\times5000=5{,}125\times10^{6}\ \text{kg}=5125\ \text{t}.

    Il dislocamento (5125 tonnellate) è il peso totale della nave, carico compreso. In condizioni di galleggiamento è sempre uguale al peso dell’acqua spostata dalla carena.

    3. Volume di carena da carico aggiunto

    Esercizio. Alla nave del punto 2 si aggiungono 200\ \text{t} di carico. Quanto aumenta il volume di carena immerso?

    Il carico aggiunto richiede spinta extra, cioè più volume spostato:

    \Delta V=\dfrac{\Delta m}{\rho}=\dfrac{200\,000}{1025}=195\ \text{m}^3.

    La nave si immerge di più per spostare 195 m³ in più di acqua. Ogni tonnellata di carico fa “affondare” la nave quanto basta a spostare il proprio peso in acqua.

    4. Galleggiamento in acqua dolce vs salata

    Esercizio. La nave del punto 2 (dislocamento 5125\ \text{t}) passa dal mare (\rho=1025) a un fiume (\rho=1000). Come cambia il volume immerso?

    A dislocamento costante, il volume immerso è inversamente proporzionale alla densità:

    V_{dolce}=\dfrac{\Delta}{\rho_{dolce}}=\dfrac{5{,}125\times10^6}{1000}=5125\ \text{m}^3.

    In acqua dolce (5125\ \text{m}^3 contro 5000) la nave si immerge di più: l’acqua dolce, meno densa, dà meno spinta per volume. È il motivo della linea di galleggiamento differenziata (marca di bordo libero).

    5. Densità media e galleggiamento

    Esercizio. Un blocco ha densità media \rho_b=600\ \text{kg/m}^3. Galleggia in acqua di mare (\rho=1025)? Quale frazione resta immersa?

    Galleggia se \rho_b<\rho_{acqua} (600<1025 ✓). La frazione immersa è il rapporto delle densità:

    \dfrac{V_{imm}}{V_{tot}}=\dfrac{\rho_b}{\rho_{acqua}}=\dfrac{600}{1025}=0{,}585=58{,}5\%.

    Il 58{,}5\% del volume sta sotto la superficie. È il principio dell’iceberg: minore la densità relativa, più emerge.

    6. Riserva di spinta

    Esercizio. Spiegare cos’è la riserva di spinta e perché è cruciale per la sicurezza.

    La riserva di spinta è il volume stagno emerso sopra la linea di galleggiamento: la spinta aggiuntiva che la nave può ancora generare immergendosi di più.

    Serve a fronteggiare carichi extra, onde e allagamenti parziali: se un compartimento si allaga, la riserva permette alla nave di immergersi senza affondare. È il margine di galleggiabilità che separa una nave sicura da una a rischio. Maggiore la riserva, maggiore la capacità di sopravvivere a una falla.

    7. Tonnellate per centimetro di immersione

    Esercizio. Una nave ha area al piano di galleggiamento A_W=1200\ \text{m}^2. In acqua di mare (\rho=1025\ \text{kg/m}^3), calcolare le tonnellate per centimetro di immersione e l’abbassamento prodotto da 200\ \text{t} di carico.

    Un’immersione aggiuntiva di 1\ \text{cm}=0{,}01\ \text{m} aumenta il volume immerso di:

    \Delta V=A_W\,\Delta T=1200\times0{,}01=12\ \text{m}^3.

    La massa d’acqua corrispondente è:

    \Delta m=\rho\Delta V=1025\times12=12\,300\ \text{kg}=12{,}3\ \text{t}.

    Quindi:

    \text{TPC}=12{,}3\ \text{t/cm}.

    Per 200\ \text{t}:

    \Delta T=\dfrac{200}{12{,}3}=16{,}3\ \text{cm}.

    La TPC è una grandezza operativa di bordo: permette di stimare rapidamente quanto una nave si immerge dopo carico, bunkeraggio o imbarco d’acqua.

    8. Coefficiente di blocco

    Esercizio. Una carena lunga L=80\ \text{m}, larga B=12\ \text{m}, con immersione T=4\ \text{m}, sposta V=2500\ \text{m}^3. Calcolare il coefficiente di blocco e il dislocamento in acqua di mare.

    Il coefficiente di blocco confronta il volume reale di carena con il parallelepipedo LBT:

    C_B=\dfrac{V}{LBT}=\dfrac{2500}{80\times12\times4}=\dfrac{2500}{3840}=0{,}651.

    Il dislocamento di massa è:

    \Delta=\rho V=1025\times2500=2{,}5625\times10^6\ \text{kg}=2563\ \text{t}.

    Un C_B elevato indica una carena piena, tipica di navi da carico lente; un C_B basso indica forme più snelle, adatte a velocità maggiori. Il coefficiente non è un dettaglio geometrico: influenza resistenza, volume utile e stabilità.

    9. Riserva di galleggiabilità da volume stagno

    Esercizio. Sopra la linea di galleggiamento una nave dispone di V_R=900\ \text{m}^3 di volume stagno. Stimare la riserva di spinta equivalente in tonnellate in acqua di mare. Quanto resta se un allagamento rende inutilizzabili 300\ \text{m}^3 di quel volume?

    La riserva di spinta equivalente è:

    m_R=\rho V_R=1025\times900=922\,500\ \text{kg}=922{,}5\ \text{t}.

    Dopo l’allagamento:

    V_{R,res}=900-300=600\ \text{m}^3,
    m_{R,res}=1025\times600=615\,000\ \text{kg}=615\ \text{t}.

    L’allagamento non aggiunge soltanto peso: riduce il volume stagno disponibile per produrre spinta futura. È per questo che compartimentazione, portelleria stagna e bordo libero sono elementi strutturali della sicurezza.

    Errori comuni

    • Confondere spinta e peso. Galleggiamento all’equilibrio: spinta = peso, ma sono forze diverse (idrostatica vs gravità).
    • Ignorare la densità dell’acqua. Mare (1025) e acqua dolce (1000) danno spinte diverse: stessa nave si immerge di più in acqua dolce.
    • Sbagliare la frazione immersa. È il rapporto \rho_{corpo}/\rho_{fluido}: il corpo galleggia solo se è minore di 1.
    • Trascurare la riserva di spinta. Senza volume stagno emerso, un piccolo allagamento porta all’affondamento.
    • Usare la TPC senza area di galleggiamento. La variazione di immersione dipende da A_W: navi con area maggiore affondano meno a parità di carico.
    • Trattare il volume allagato come volume utile. Un compartimento allagato perde capacità di galleggiamento e può anche alzare il rischio di instabilità.

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