Il tenore minerario (grade) è la concentrazione del componente utile contenuto in un minerale, in un campione o in un blocco del modello geologico. È una grandezza economica oltre che geologica: a parità di tonnellaggio, un tenore maggiore aumenta il valore recuperabile e può rendere coltivabile un giacimento che altrimenti sarebbe marginale.
Il tenore si esprime con unità diverse secondo il materiale:
| Contesto | Unità frequente |
|---|---|
| metalli di base, carbone, sali | percentuale in massa |
| oro, argento, platino | grammi per tonnellata |
| elementi rari o contaminanti | ppm o ppb |
| calcoli economici | frazione massica |
Formule operative
Per una massa di minerale M e un tenore frazionario g, la massa del componente utile è:
Se il tenore è espresso in grammi per tonnellata:
Il tenore medio di più blocchi va calcolato come media ponderata sul tonnellaggio:
Non è corretto fare la media aritmetica dei tenori se i campioni o i blocchi rappresentano masse diverse.
Tenore in situ, estratto e trattato
Il tenore in situ è quello stimato nel giacimento prima dello scavo. Il tenore estratto può essere più basso per effetto della diluizione, cioè dell’ingresso di sterile nel minerale caricato. Il tenore di alimentazione dell’impianto è quello effettivamente inviato a frantumazione, macinazione e arricchimento.
In un bilancio di miniera conviene quindi distinguere:
| Grandezza | Significato |
|---|---|
| g_{is} | tenore in posto |
| g_d | tenore diluito dopo lo scavo |
| g_f | tenore dell’alimentazione all’impianto |
| g_c | tenore di taglio economico |
Questa distinzione evita un errore comune: stimare i ricavi usando il tenore geologico in situ anche quando il minerale reale viene estratto con diluizione significativa.