Il recupero metallurgico (metallurgical recovery, ) è la percentuale del componente utile (metallo, minerale) presente nel materiale alimentato a un impianto di trattamento che viene effettivamente raccolta nel prodotto commerciale finale (concentrato di flottazione, catodo elettrolitico, lingotto). È uno degli indicatori di prestazione (KPI) più importanti di un impianto minerario, poiché misura direttamente quanta parte del valore economico del giacimento viene tradotta in prodotto vendibile.
Definizione e formula
Dato un processo di separazione con un’alimentazione (tonnellate con tenore ), un concentrato (tonnellate con tenore ) e una coda (tonnellate con tenore ):
La relazione di bilancio di massa vincola i tre flussi:
e quindi:
Quest’ultima forma è utile perché richiede solo le analisi chimiche dei tre flussi, non le misure di portata (spesso meno precise).
Fattori che influenzano il recupero
Il recupero metallurgico di un impianto di flottazione (il processo di arricchimento più comune) dipende da:
- Grado di liberazione: se le particelle di minerale non sono completamente liberate dalla ganga, anche il migliore reagente non riuscirà a raccoglierle tutte.
- Granulometria di macinazione: macinazione troppo grossolana → basso recupero per mancata liberazione; troppo fine → basso recupero per formazione di slimes che non flottano bene.
- Dosaggio dei reagenti: collettori, schiumogeni, depressori. Un dosaggio ottimale massimizza la selettività e il recupero contemporaneamente.
- Temperatura e pH della polpa: influenzano l’adsorbimento dei reagenti e la cinetica di flottazione.
- Mineralizzazione complessa: minerali di difficile flottazione (ossidi, carbonati di rame, oro refrattario in solfuri arsenicali) abbassano strutturalmente il recupero.
Il dilemma recupero–tenore del concentrato
Esiste una tensione inevitabile tra recupero e tenore del concentrato: massimizzare il recupero tende ad abbassare il tenore (si raccolgono anche minerali più difficili, trascinando più ganga); massimizzare il tenore tende ad abbassare il recupero (si selezionano solo i minerali più facili da flottare, perdendo quelli più riottosi). La curva che descrive questo compromesso per un dato impianto si chiama curva concentrato-recupero (grade-recovery curve): è una curva convessa che delimita il campo delle prestazioni tecnologicamente raggiungibili. Il punto operativo ottimale si trova massimizzando il valore economico netto:
Recupero globale di miniera
Il recupero complessivo dell’operazione mineraria include anche le perdite in estrazione (minerale non recuperato durante lo scavo, diluizione per sterile) e quelle metallurgiche. Il recupero globale di una miniera è:
e può variare dal 60% (operazioni con alta diluizione e minerale refrattario) al 92–95% (grandi miniere di rame ottimizzate con minerale solfurico ben liberabile).