La polvere di roccia (rock dust, mine dust) è l’insieme delle particelle solide fini e finissime sospese nell’aria di una miniera o di un impianto di trattamento minerario, generate dalle operazioni di perforazione, brillamento, caricamento, trasporto e macinazione. Rappresenta uno dei principali rischi professionali per i lavoratori del settore minerario e, nelle miniere di carbone, anche un grave pericolo di esplosione.
Classificazione granulometrica
Le polveri si classificano in base al diametro aerodinamico delle particelle:
| Frazione | Diametro (µm) | Comportamento |
|---|---|---|
| Inalabile | < 100 | Penetra nel naso e nella bocca |
| Toracica | < 10 | Raggiunge la trachea e i bronchi |
| Respirabile | < 4 | Raggiunge gli alveoli polmonari |
La frazione respirabile (< 4 µm, PM₄) è quella con maggiore rilevanza sanitaria: le particelle così piccole non vengono intrappolate dalle vie aeree superiori e si depositano negli alveoli, dove restano indefinitamente.
Malattie professionali da polvere
Silicosi
La pneumoconiosi più grave, causata dall’inalazione prolungata di polvere di quarzo (SiO₂) libero cristallino. Le particelle di silice penetrano negli alveoli e innescano una risposta fibrogena cronica irreversibile. La malattia è progressiva anche dopo la cessazione dell’esposizione e può evolvere in insufficienza respiratoria grave. La silicosi è una malattia professionale riconosciuta, indennizzata dall’INAIL in Italia.
Pneumoconiosi del minatore di carbone (coal workers’pneumoconiosis, CWP)
Causata dall’accumulo di polvere di carbone negli alveoli. Meno fibrogena della silicosi pura, ma può causare disfunzione respiratoria progressiva e predisporre alla tubercolosi.
COPD (Chronic Obstructive Pulmonary Disease)
L’esposizione cronica a polveri minerarie aumenta il rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva, indipendentemente dal fumo di sigaretta.
Limiti di esposizione professionale
La legislazione italiana (D.Lgs. 81/2008, aggiornato con D.Lgs. 44/2020 per la silice) fissa i seguenti valori limite:
- Silice cristallina respirabile (quarzo): TLV-TWA = 0, 1 mg/m³ (drasticamente abbassato dalla precedente soglia di 0, 3 mg/m³).
- Polveri inerti respirabili: TLV-TWA = 3 mg/m³.
- Carbone: TLV-TWA = 1–2 mg/m³ (in funzione del tenore di silice).
Misure di controllo
Le strategie di controllo delle polveri seguono la gerarchia delle misure preventive:
- Sostituzione/riduzione alla fonte: uso di esplosivi a basso polverame, ottimizzazione delle operazioni di brillamento.
- Bagnatura: nebulizzazione d’acqua sulle tramogge, sui nastri di trasporto e nei fori di perforazione (wet drilling) per abbattere la polvere prima che si disperda.
- Captazione localizzata: aspiratori con filtri HEPA sulle perforatrici e sulle macchine di caricamento.
- Ventilazione diluente: alta portata di aria fresca per diluire la concentrazione di polvere sotto i limiti.
- DPI (Dispositivi di Protezione Individuale): maschere filtranti FFP3 o respiratori a semimascherina, da usare come ultima barriera quando le misure tecniche non bastano.
Pericolo di esplosione nelle miniere di carbone
La polvere di carbone in sospensione nell’aria, in concentrazioni superiori a circa 50–60 g/m³, forma una miscela esplosiva. Un’esplosione di grisou iniziale può sollevare la polvere depositata sulle pareti della galleria e innescare una seconda esplosione di polvere di carbone di intensità molto maggiore. Per prevenire questo effetto cascata, nelle miniere di carbone si cosparpe sistematicamente la roccia sterile macinata (polvere inerte, tipicamente calcare) sulle pareti e sul pavimento delle gallerie, per inertizzare la polvere di carbone depositata.