Macinazione

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    La macinazione (grinding) è la fase del ciclo di trattamento minerario che segue la frantumazione e riduce la pezzatura del materiale da qualche centimetro fino a dimensioni dell’ordine dei micrometri (tipicamente 10–300 µm). Scopo principale è la liberazione (liberation): rompere i legami tra le particelle di minerale utile e la ganga sterile, portandole a granulometria sufficiente per i successivi processi di separazione (flottazione, separazione gravitazionale, lisciviazione).

    Energia e legge di Bond

    La macinazione è il processo più energivoro dell’intera catena estrattiva (spesso il 30–50% dell’energia totale dell’impianto). Il consumo di energia specifica è descritto dalla legge di Bond:

    W=10Wi(1P801F80)W = 10 \cdot W_i \left( \frac{1}{\sqrt{P_{80}}} - \frac{1}{\sqrt{F_{80}}} \right)

    dove WW è l’energia consumata in kWh/t, WiW_i è l’indice di lavoro di Bond (caratteristico della roccia, in kWh/t), F80F_{80} e P80P_{80} sono rispettivamente la dimensione (in µm) del passante all’80% in alimentazione e in prodotto. L’indice di Bond WiW_i si misura in laboratorio con un mulino standard e varia tipicamente da 6 (calcare tenero) a 20+ kWh/t (quarzo, minerali duri).

    Il mulino a sfere (ball mill)

    Il mulino a sfere è la macchina di macinazione più diffusa. È un cilindro rotante parzialmente riempito di sfere d’acciaio (corpi macinanti). Quando il cilindro ruota, le sfere vengono sollevate e poi ricadono per gravità, frantumando il minerale per impatto e abrasione.

    La velocità critica ncn_c (rpm) è quella a cui la forza centrifuga eguaglia il peso delle sfere, impedendone la caduta:

    nc=42,3Dn_c = \frac{42{,}3}{\sqrt{D}}

    dove DD è il diametro interno del mulino in metri. I mulini operano tipicamente al 65–80% della velocità critica.

    I mulini a sfere operano in circuito chiuso con un classificatore (ciclone idrodinamico o vaglio vibrante): il materiale troppo grossolano ritorna al mulino (carico circolante), garantendo un prodotto uniforme.

    Mulini autogeni e semiautogeni (AG/SAG)

    • Mulino autogeno (AG): la macinazione avviene usando pezzi grossi del materiale stesso come corpi macinanti, eliminando le sfere d’acciaio. Adatto a rocce friabili.
    • Mulino semiautogeno (SAG): usa sia la roccia sia sfere d’acciaio di grandi dimensioni (fino a 125 mm). È la tecnologia più diffusa nelle grandi miniere di rame-oro porfiritico, con mulini di diametro fino a 12 m e potenze installate di 20–30 MW.

    Granulometria e liberazione

    La macinazione non deve essere né insufficiente né eccessiva:

    • Sotto-macinazione (undergrinding): il minerale non è libero, la separazione è inefficiente, il recupero metallurgico cala.
    • Sovra-macinazione (overgrinding): le particelle diventano troppo fini (slimes), difficili da raccogliere in flottazione o separazione gravitazionale; aumentano i consumi energetici e il consumo di reagenti.

    Il punto ottimale di macinazione si determina analizzando la curva di liberazione: la percentuale di particelle di minerale libero in funzione della granulometria, determinata con analisi al microscopio ottico o con MLA (Mineral Liberation Analyzer, sistema automatizzato SEM-EDS).

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