La lisciviazione (leaching) è il processo che estrae un metallo da un minerale sciogliendolo selettivamente in una soluzione chimica (il lisciviante), separandolo dalla ganga insolubile. È un metodo di estrazione idrometallurgico, alternativo o complementare alla via pirometallurgica (fusione), particolarmente adatto a minerali poveri o complessi.
Il principio è la dissoluzione selettiva: una soluzione reagisce col minerale utile portandolo in soluzione come ione, mentre il resto della roccia resta solido. Si separa poi la soluzione carica di metallo dal residuo solido, e da essa si recupera il metallo (per precipitazione, elettrolisi, cementazione o estrazione con solventi).
| Tipo di lisciviazione | Caratteristica |
|---|---|
| In cumulo (heap leaching) | la soluzione percola su mucchi di minerale |
| In vasca / agitata | minerale finemente macinato in reattori |
| In situ | la soluzione è iniettata direttamente nel giacimento |
Esempi classici: l’oro viene lisciviato con soluzioni di cianuro (cianurazione), che formano un complesso solubile; il rame da minerali ossidati viene lisciviato con acido solforico. La lisciviazione in cumulo è economica per minerali a basso tenore: il minerale frantumato si accumula su platee impermeabili e si irrora con la soluzione, che percola attraverso il cumulo sciogliendo il metallo e viene raccolta alla base.
I vantaggi della lisciviazione sono i bassi costi per minerali poveri, la possibilità di trattare materiali non adatti alla fusione, e minori emissioni atmosferiche rispetto alla pirometallurgia. Gli svantaggi e i rischi sono rilevanti: i reagenti (cianuri, acidi) sono pericolosi, le soluzioni possono contaminare suolo e falde se non confinate, e la gestione ambientale dei residui è critica. La lisciviazione è un esempio di come la chimica applicata permetta di estrarre valore da risorse minerarie altrimenti non sfruttabili, al prezzo di una gestione ambientale rigorosa.