Formulario di Geomeccanica

Indice dei contenuti

    Formulario di geomeccanica, dedicato al comportamento meccanico di rocce e terreni sotto sforzo: quando cedono, come si distribuiscono le tensioni, come restano stabili scavi, gallerie e pareti. È la disciplina alla base della coltivazione mineraria sotterranea e a cielo aperto, e condivisa con la geotecnica civile. Il trattamento dei minerali e la coltivazione del giacimento sono in formulari dedicati.

    Ogni sezione spiega il perché delle formule e include esempi commentati. Le grandezze sono nel Sistema Internazionale; si assume nota la meccanica dei solidi di base.

    L’ordine consigliato è:

    1. stato tensionale nel terreno;
    2. tensioni efficaci (Terzaghi);
    3. criterio di Mohr-Coulomb;
    4. cerchio di Mohr;
    5. spinta delle terre e stabilità degli scavi.

    Mappa di lettura operativa:

    ProblemaStrumento principaleControllo
    tensione a una data profonditàpeso degli strati sovrastantidensità e profondità
    effetto dell’acquatensioni efficaci di Terzaghipressione interstiziale
    la roccia cede?criterio di Mohr-Coulombcoesione e attrito
    stato di sforzo su un pianocerchio di Mohrtensioni principali
    spinta su un murocoefficiente di spintaattivo o passivo
    stabilità di uno scavoconfinamento e resistenzarimozione di materiale

    1. Stato tensionale nel terreno

    Tensione litostatica

    A una data profondità z, il terreno è compresso dal peso di tutto ciò che gli sta sopra. La tensione verticale (litostatica) è:

    \sigma_v = \gamma\, z

    con \gamma peso specifico del terreno (kN/m³) e z profondità. È il punto di partenza di ogni analisi: più si scava in profondità, maggiore è la compressione naturale. La tensione orizzontale è legata a quella verticale dal coefficiente di spinta a riposo K_0: \sigma_h = K_0\, \sigma_v.

    2. Tensioni efficaci (Terzaghi)

    Il principio di Terzaghi

    Nei terreni saturi d’acqua, una parte della tensione è sopportata dall’acqua nei pori, non dallo scheletro solido. Il principio delle tensioni efficaci di Terzaghi — fondamento di tutta la geotecnica — separa i due contributi:

    \sigma' = \sigma - u

    dove \sigma è la tensione totale, u la pressione interstiziale (dell’acqua nei pori) e \sigma' la tensione efficace (quella effettivamente trasmessa tra i grani solidi). Il punto cruciale: solo la tensione efficace governa la resistenza e la deformazione del terreno. L’acqua, che non resiste al taglio, “alleggerisce” lo scheletro solido.

    Conseguenza pratica

    Questo spiega perché l’acqua è il principale nemico della stabilità: aumentare la pressione interstiziale u (pioggia, falda, ristagno) riduce la tensione efficace \sigma', e con essa la resistenza del terreno. È il meccanismo di moltissime frane e cedimenti: non è il peso dell’acqua, ma la riduzione delle tensioni efficaci che fa cedere il pendio. Il drenaggio è la contromisura fondamentale.

    3. Criterio di Mohr-Coulomb

    La condizione di rottura

    Il criterio di rottura più usato per terreni e rocce è quello di Mohr-Coulomb, che lega lo sforzo di taglio resistente \tau alla tensione normale efficace \sigma'_n sul piano di rottura:

    \tau = c' + \sigma'_n \tan\varphi'

    dove c' è la coesione (resistenza intrinseca, anche senza compressione) e \varphi' l’angolo di attrito interno (il contributo che cresce col confinamento). Il terreno cede quando lo sforzo di taglio applicato raggiunge questo valore resistente.

    Interpretazione dei due parametri

    I due parametri descrivono due meccanismi di resistenza diversi:

    • la coesione c' è il “collante” tra i grani (cementazione, forze elettrostatiche nelle argille): resiste anche senza compressione. Le sabbie pulite hanno c' \approx 0; le argille e le rocce cementate hanno c' alta.
    • l’attrito \varphi' è la resistenza per incastro e sfregamento tra i grani: cresce con la compressione \sigma'_n. Le sabbie hanno \varphi' alto (35-45°), le argille molli basso.

    Compare \sigma'_n (efficace, non totale): di nuovo, l’acqua riducendo \sigma'_n riduce direttamente la resistenza al taglio.

    4. Cerchio di Mohr

    Rappresentazione dello stato di sforzo

    Il cerchio di Mohr rappresenta graficamente lo stato di tensione in un punto: su un piano (\sigma, \tau), le tensioni su tutti i possibili piani passanti per quel punto giacciono su un cerchio. Gli estremi del cerchio sull’asse orizzontale sono le tensioni principali \sigma_1 (massima) e \sigma_3 (minima); il raggio è (\sigma_1 - \sigma_3)/2 (il massimo sforzo di taglio).

    Rottura: cerchio tangente all’inviluppo

    La condizione di rottura di Mohr-Coulomb diventa geometrica: la retta \tau = c' + \sigma'_n \tan\varphi' è l’inviluppo di rottura, e il terreno cede quando il cerchio di Mohr (che cresce all’aumentare del carico) diventa tangente all’inviluppo. Finché il cerchio sta sotto la retta, il terreno regge; quando la tocca, su quel piano si raggiunge la rottura. È uno strumento intuitivo per capire come variano stato di sforzo e margine di sicurezza, e per progettare prove di laboratorio (triassiali) che determinano c' e \varphi'.

    5. Spinta delle terre e stabilità degli scavi

    Spinta attiva e passiva

    Un muro che sostiene del terreno ne subisce la spinta. Il coefficiente di spinta lega tensione orizzontale e verticale:

    StatoCoefficienteQuando
    A riposoK_0muro immobile
    AttivoK_a = \dfrac{1-\sin\varphi'}{1+\sin\varphi'}il terreno spinge, il muro cede leggermente
    PassivoK_p = \dfrac{1+\sin\varphi'}{1-\sin\varphi'}il muro spinge contro il terreno

    La spinta attiva (minima) si sviluppa quando il muro cede appena, lasciando “rilassare” il terreno; la passiva (massima) quando è il muro a comprimere il terreno. Si noti che K_a e K_p sono uno l’inverso dell’altro: la spinta passiva è molto maggiore dell’attiva. Un angolo di attrito \varphi' alto riduce la spinta attiva (il terreno “si regge” di più da solo).

    Stabilità degli scavi

    Scavare una galleria o una parete rimuove materiale e quindi riduce il confinamento (\sigma'_n) sulle superfici esposte. Per Mohr-Coulomb, meno confinamento significa meno resistenza al taglio: lo scavo può innescare crolli proprio perché si toglie la compressione che teneva insieme la roccia. È un risultato controintuitivo ma centrale: il pericolo non è solo il peso che grava, ma la perdita di confinamento. Le contromisure (armature, bulloni, rivestimenti, betoncino proiettato) servono a ripristinare il confinamento sulle pareti, riportando il terreno in condizioni di stabilità.

    Note d’uso ed errori comuni

    • Usare sempre le tensioni efficaci (\sigma' = \sigma - u) per resistenza e deformazione: è la pressione tra i grani, non quella totale, a contare.
    • L’acqua è il principale nemico della stabilità: aumenta u, riduce \sigma', abbassa la resistenza (drenare!).
    • In Mohr-Coulomb, coesione e attrito sono meccanismi diversi: sabbie ~solo attrito, argille/rocce anche coesione.
    • La rottura si ha quando il cerchio di Mohr è tangente all’inviluppo c' + \sigma'_n\tan\varphi'.
    • Spinta attiva (muro che cede) minima, passiva (muro che spinge) massima: K_p = 1/K_a.
    • Scavare riduce il confinamento e quindi la resistenza: il rischio di crollo nasce anche dalla perdita di \sigma'_n (servono armature per ripristinarlo).

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