La traccia di una matrice quadrata A\in K^{n\times n} è la somma degli elementi sulla diagonale principale:
È una quantità scalare semplice ma ricca di significato: collega rappresentazione matriciale, autovalori, prodotti interni tra matrici, divergenza di campi lineari e invarianti dei sistemi dinamici.
Linearità
La traccia è lineare:
e:
Questa proprietà la rende comoda in calcolo matriciale, ottimizzazione e statistica multivariata. Per esempio, molte funzioni quadratiche possono essere riscritte in forma compatta usando la traccia.
Ciclicità
La proprietà fondamentale è la ciclicità:
quando i prodotti sono definiti. Più in generale:
ma non si può permutare l’ordine arbitrariamente: la traccia è ciclica, non commutativa. In generale \operatorname{tr}(ABC) non coincide con \operatorname{tr}(ACB).
Invarianza per similitudine
Dalla ciclicità segue che la traccia è invariante per similitudine:
Infatti:
Questo significa che la traccia non dipende dalla base scelta per rappresentare l’applicazione lineare. È quindi un invariante dell’operatore, non solo della tabella numerica.
Relazione con gli autovalori
Per una matrice diagonalizzabile, la traccia è la somma degli autovalori contati con molteplicità:
La relazione vale in realtà più in generale, anche per matrici non diagonalizzabili, considerando gli autovalori nel campo complesso con molteplicità algebrica. Si può vedere dal polinomio caratteristico: il coefficiente del termine di grado n-1 è legato alla somma degli autovalori e alla traccia.
Prodotto interno di Frobenius
Per matrici reali della stessa dimensione, la traccia permette di definire il prodotto interno di Frobenius:
La norma associata è:
Queste formule compaiono in minimi quadrati matriciali, ottimizzazione numerica, machine learning e approssimazione di matrici.
Calcolo differenziale matriciale
La traccia è molto usata per riscrivere espressioni scalari. Per vettori x e matrice A:
Questa identità è utile per derivare gradienti rispetto a matrici e per manipolare forme quadratiche. In statistica multivariata, molte log-verosimiglianze gaussiane contengono termini come:
dove \Sigma è una matrice di covarianza e S una matrice empirica.
Interpretazione nei sistemi lineari
In un sistema dinamico lineare continuo:
la traccia è la somma degli autovalori della matrice di stato. In dimensione due, insieme al determinante, aiuta a classificare il comportamento locale: attrazione, repulsione, sella, spirali e centri dipendono dalla posizione degli autovalori.
In campo vettoriale lineare F(x)=Ax, la divergenza è:
La traccia misura quindi l’espansione o contrazione infinitesima di volume prodotta dal campo lineare.
Errori comuni
Il primo errore è calcolare la traccia di matrici non quadrate: la definizione standard richiede matrici quadrate. Il secondo è usare la ciclicità come se autorizzasse qualunque riordinamento dei fattori. Il terzo è pensare che traccia uguale implichi matrici simili: matrici simili hanno la stessa traccia, ma la stessa traccia non basta a garantire similitudine.
La traccia è un invariante elementare, non una descrizione completa della matrice. Il suo valore è spesso informativo, ma va letto insieme ad altri invarianti come determinante, rango, spettro e forma canonica.