Spesso non serve studiare da zero una funzione: se è ottenuta da una funzione già nota f(x) tramite operazioni semplici, il suo grafico si ricava da quello di f con una trasformazione geometrica. Riconoscerle fa risparmiare tempo e rende lo studio di funzione molto più rapido. Le regole fondamentali:
| Operazione | Effetto sul grafico di f |
|---|---|
| f(x)+k | traslazione verticale di k (su se k>0) |
| f(x-k) | traslazione orizzontale di k (a destra se k>0) |
| -f(x) | riflessione rispetto all’asse x |
| f(-x) | riflessione rispetto all’asse y |
| \lvert f(x)\rvert | le parti sotto l’asse x vengono ribaltate sopra |
| f(\lvert x\rvert) | si tiene il ramo x\geq 0 e lo si specchia a sinistra |
| \dfrac{1}{f(x)} | zeri \to asintoti verticali; estremi si invertono |
I quattro esercizi applicano queste regole a partire da funzioni note, seguendo la logica dello schema generale ma sfruttando le scorciatoie geometriche.
Esercizio 1 — Traslazioni e riflessioni
Partendo dalla parabola nota g(x)=x^2-2x, tracciare i grafici di g(x)+1, g(x-1), -g(x) e g(-x).
1. La funzione di partenza
g(x)=x^2-2x=x(x-2): parabola con concavità verso l’alto, zeri in x=0 e x=2, vertice (minimo) in V(1,-1). Scegliamo questa base perché è asimmetrica rispetto all’asse y, così le quattro trasformazioni risultano tutte distinte.
2. Traslazione verticale: g(x) + 1
g(x)+1=x^2-2x+1=(x-1)^2.
Tutto il grafico sale di 1: il vertice passa da (1,-1) a (1,0), e la parabola diventa tangente all’asse x. Gli zeri si fondono nello zero doppio x=1.
3. Traslazione orizzontale: g(x − 1)
g(x-1)=(x-1)^2-2(x-1)=x^2-4x+3.
Tutto il grafico si sposta a destra di 1: il vertice passa da (1,-1) a (2,-1), gli zeri da \{0,2\} a \{1,3\}. (Attenzione: f(x-1) trasla a destra, non a sinistra — è l’errore di segno più comune.)
4. Riflessione rispetto all’asse x: −g(x)
-g(x)=-x^2+2x.
Il grafico si ribalta rispetto all’asse x: la concavità diventa verso il basso, il vertice (1,-1) — che era un minimo — diventa il massimo (1,1). Gli zeri restano \{0,2\} (i punti sull’asse x non si muovono nella riflessione rispetto all’asse x).
5. Riflessione rispetto all’asse y: g(−x)
g(-x)=(-x)^2-2(-x)=x^2+2x.
Il grafico si ribalta rispetto all’asse y: il vertice (1,-1) va in (-1,-1), gli zeri da \{0,2\} a \{0,-2\}. Lo zero in x=0 resta fisso (sull’asse di riflessione).
6. Grafico (esempio: g(x) + 1)
Esercizio 2 — Valore assoluto: |f(x)| contro f(|x|)
Sempre da g(x)=x^2-2x, tracciare |g(x)| e g(|x|), mettendo in evidenza la differenza tra le due operazioni.
1. Modulo della funzione: |g(x)|
L’operazione |g(x)| agisce sui valori della funzione: dove g(x)\geq 0 il grafico resta invariato, dove g(x)<0 viene ribaltato verso l’alto. La parabola g(x)=x^2-2x è negativa tra i suoi zeri, in (0,2): quella «pancia» sotto l’asse x si ribalta sopra.
|g(x)|=\begin{cases} x^2-2x & \text{se } x\leq 0 \text{ o } x\geq 2,\\ -(x^2-2x)=2x-x^2 & \text{se } 0<x<2.\end{cases}
Nei punti dove g si annulla (x=0 e x=2) il grafico ribaltato forma due punti angolosi: la funzione resta continua ma non derivabile lì. Il vecchio minimo (1,-1) diventa un massimo locale (1,1) della parte ribaltata.
2. Modulo dell’argomento: g(|x|)
L’operazione g(|x|) agisce invece sull’argomento: poiché |x|=x per x\geq 0, sul semiasse destro il grafico coincide con g; sul semiasse sinistro, essendo |x|=-x, si ha g(|x|)=g(-x), cioè il ramo destro specchiato rispetto all’asse y. Il risultato è sempre una funzione pari.
g(|x|)=\begin{cases} x^2-2x & \text{se } x\geq 0,\\ x^2+2x & \text{se } x<0.\end{cases}
Il ramo destro ha minimo in (1,-1); specchiandolo, compare un secondo minimo in (-1,-1). (Anche qui un punto angoloso, ma stavolta in x=0.)
3. La differenza in una frase
|g(x)| ribalta verso l’alto ciò che sta sotto l’asse x; g(|x|) butta via il ramo sinistro e lo sostituisce con lo specchio del destro. Sono trasformazioni completamente diverse, da non confondere.
4. Grafico (esempio: |g(x)|)
Esercizio 3 — Il reciproco 1/f(x)
Partendo da g(x)=x^2-1, tracciare il grafico di \dfrac{1}{g(x)}=\dfrac{1}{x^2-1} ragionando per trasformazione.
1. Le regole del reciproco
Passando da g a \dfrac{1}{g}, valgono alcune corrispondenze sistematiche:
- dove g(x)=0 (zeri di g), il reciproco esplode: nascono asintoti verticali;
- dove |g(x)|\to\infty, il reciproco \to 0: nasce un asintoto orizzontale y=0;
- il segno si conserva (g>0\Rightarrow\dfrac{1}{g}>0);
- gli estremi si invertono: un minimo positivo di g diventa un massimo di \dfrac{1}{g}, e viceversa.
2. Applicazione a g(x) = x² − 1
La base g(x)=x^2-1 è una parabola con zeri in x=\pm1 e minimo in (0,-1).
- Zeri di g in \pm1 \Rightarrow il reciproco ha asintoti verticali x=\pm1.
- g\to+\infty per x\to\pm\infty \Rightarrow \dfrac{1}{g}\to 0^+: asintoto orizzontale y=0.
- Segno: g>0 per |x|>1 (quindi \dfrac{1}{g}>0), g<0 per |x|<1 (quindi \dfrac{1}{g}<0).
- Minimo di g in (0,-1) \Rightarrow poiché g vale -1 (il suo massimo in valore nella zona negativa, cioè il più vicino a 0), il reciproco ha lì un massimo locale \displaystyle \left(0,\dfrac{1}{-1}\right)=(0,-1).
3. Verifica con la derivata
Da \displaystyle \dfrac{1}{x^2-1}=(x^2-1)^{-1} si ha \left(\dfrac{1}{g}\right)'=-\dfrac{2x}{(x^2-1)^2}, che si annulla in x=0: conferma il massimo locale in (0,-1). Tutto il resto del comportamento (rami che salgono verso gli asintoti verticali, code che si appiattiscono su y=0) segue dalle regole del reciproco senza ulteriori conti.
4. Grafico
Esercizio 4 — Composizione di trasformazioni
Costruire il grafico di
f(x)=1+\dfrac{1}{x+2}
partendo dall’iperbole nota y=\dfrac{1}{x} e applicando le trasformazioni una alla volta.
1. Decomposizione
Riconosciamo f come una catena di trasformazioni a partire da y=\dfrac{1}{x}:
- y=\dfrac{1}{x} — iperbole equilatera, asintoti x=0 e y=0.
- y=\dfrac{1}{x+2} — è \displaystyle \dfrac{1}{x-(-2)}, cioè traslazione orizzontale a sinistra di 2: l’asintoto verticale passa da x=0 a x=-2 (l’orizzontale resta y=0).
- y=1+\dfrac{1}{x+2} — traslazione verticale verso l’alto di 1: l’asintoto orizzontale passa da y=0 a y=1 (il verticale resta x=-2).
2. Lettura diretta del grafico finale
Applicate le trasformazioni, senza derivare leggiamo:
- Dominio: x\neq -2 (l’unico punto problematico, ereditato dall’asintoto verticale).
- Asintoti: verticale x=-2, orizzontale y=1.
- Monotonia: l’iperbole \dfrac{1}{x} è decrescente su ciascun ramo; traslazioni e innalzamenti non cambiano la monotonia, quindi f è decrescente su entrambi i rami. Nessun estremo.
- Intersezioni: asse y in f(0)=1+\dfrac{1}{2}=\dfrac{3}{2}; asse x dove \displaystyle 1+\dfrac{1}{x+2}=0, cioè \displaystyle \dfrac{1}{x+2}=-1, x+2=-1, x=-3.
3. Verifica algebrica
Mettendo a denominatore comune, f(x)=\dfrac{(x+2)+1}{x+2}=\dfrac{x+3}{x+2}: una funzione omografica, il cui asintoto orizzontale è il rapporto dei coefficienti direttori \dfrac{1}{1}=1 e il verticale è x=-2 — esattamente quanto dedotto per via grafica.
4. Grafico
Sintesi: l’ordine delle trasformazioni
Per costruire un grafico per trasformazioni conviene:
- Riconoscere la funzione base (una retta, una parabola, \dfrac{1}{x}, \sqrt x, e^x, \ln x, …) di cui si conosce già il grafico.
- Decomporre la funzione data in una catena di operazioni elementari, applicandole nell’ordine corretto: prima le trasformazioni interne all’argomento (traslazioni orizzontali, riflessione f(-x), f(|x|)), poi quelle esterne sui valori (traslazioni verticali, riflessione -f, |f|, reciproco).
- Tracciare passo per passo, aggiornando ogni volta asintoti, zeri ed estremi.
Le insidie ricorrenti: f(x-k) trasla a destra (segno controintuitivo); |f(x)| e f(|x|) sono diverse; nel reciproco gli zeri diventano asintoti e gli estremi si invertono. Una volta acquisite, queste regole trasformano molti studi di funzione in pochi secondi di ragionamento geometrico.