Un punto x_0 è di discontinuità per una funzione quando, in quel punto, la funzione non è continua: o non è definita, o il suo valore non coincide con il limite. Saperle classificare è parte essenziale dello studio di funzione, perché ogni specie corrisponde a un comportamento grafico diverso. La classificazione si basa interamente sui due limiti laterali:
| Specie | Limiti laterali | Comportamento grafico |
|---|---|---|
| Eliminabile (terza specie) | \ell^-=\ell^+ finiti, ma \neq f(x_0) (o f(x_0) non esiste) | un «foro» nel grafico |
| Salto (prima specie) | \ell^-,\ell^+ finiti ma diversi | il grafico «salta» di colpo |
| Seconda specie | almeno uno dei due è infinito o non esiste | asintoto verticale, oppure oscillazione |
I quattro esercizi mostrano un archetipo per ciascun caso (con la seconda specie sdoppiata nei suoi due sottotipi, infinito e oscillazione), seguendo lo schema generale per la parte di studio.
Esercizio 1 — Discontinuità eliminabile (terza specie)
Studiare la funzione
f(x)=\dfrac{x^2-4}{x-2}.
1. Dominio e classificazione in x = 2
Il denominatore si annulla in x=2, quindi D=\mathbb{R}\setminus\{2\}. Scomponiamo il numeratore (differenza di quadrati) e semplifichiamo, per x\neq 2:
f(x)=\dfrac{(x-2)(x+2)}{x-2}=x+2.
Il limite in x=2 esiste finito da entrambi i lati:
\lim_{x\to 2^-}f(x)=\lim_{x\to 2^+}f(x)=2+2=4.
I due limiti laterali coincidono (=4), ma f(2) non esiste (punto escluso): è una discontinuità eliminabile (terza specie). Si «elimina» prolungando la funzione con f(2)=4. Sul grafico è un foro nel punto (2,4).
2. Studio della funzione
Fuori da x=2 la funzione coincide con la retta y=x+2: asse y in (0,2), asse x in (-2,0), sempre crescente con f'(x)=1, nessun estremo, f''(x)=0 (rettilinea), nessun asintoto. L’unica particolarità è il foro in (2,4).
3. Grafico
Esercizio 2 — Discontinuità di salto (prima specie)
Studiare la funzione
f(x)=\dfrac{|x-1|}{x-1}.
1. Dominio e classificazione in x = 1
Il denominatore impone x\neq 1, quindi D=\mathbb{R}\setminus\{1\}. Eliminiamo il valore assoluto secondo il segno di x-1:
f(x)=\begin{cases} \dfrac{x-1}{x-1}=1 & \text{se } x>1,\\[2mm] \dfrac{-(x-1)}{x-1}=-1 & \text{se } x<1.\end{cases}
La funzione vale costantemente +1 a destra di 1 e -1 a sinistra. I limiti laterali sono finiti ma diversi:
\lim_{x\to 1^-}f(x)=-1,\qquad \lim_{x\to 1^+}f(x)=+1.
È una discontinuità di salto (prima specie), di ampiezza |{+1}-({-1})|=2. Sul grafico la funzione «salta» da -1 a +1 attraversando x=1.
2. Studio della funzione
La funzione è costante a tratti: nessuno zero (vale sempre \pm1), f'(x)=0 dove definita (nessun estremo), f''(x)=0 (nessun flesso). Le rette y=\pm1 non sono asintoti ma i valori effettivi dei due rami. È, di fatto, la funzione segno traslata in x=1.
3. Grafico
Esercizio 3 — Seconda specie: il polo (limite infinito)
Studiare la funzione
f(x)=\dfrac{1}{(x-1)^2}.
1. Dominio e classificazione in x = 1
D=\mathbb{R}\setminus\{1\}. In x=1 il denominatore (x-1)^2\to 0^+ (un quadrato, sempre positivo), mentre il numeratore è 1:
\lim_{x\to 1^-}\dfrac{1}{(x-1)^2}=+\infty,\qquad \lim_{x\to 1^+}\dfrac{1}{(x-1)^2}=+\infty.
I limiti laterali sono infiniti: discontinuità di seconda specie. Poiché entrambi valgono +\infty, la retta x=1 è un asintoto verticale (con il grafico che sale a +\infty da entrambi i lati).
2. Studio della funzione
Simmetria: la funzione dipende da (x-1)^2, quindi è simmetrica rispetto alla retta verticale x=1. Segno: sempre positiva (rapporto di quantità positive). Asse y: \displaystyle f(0)=\dfrac{1}{(-1)^2}=1. Nessuno zero.
Limiti all’infinito: \displaystyle \dfrac{1}{(x-1)^2}\to 0^+ per x\to\pm\infty, quindi y=0 è asintoto orizzontale bilatero.
Derivata prima: f(x)=(x-1)^{-2}, quindi f'(x)=-2(x-1)^{-3}=\dfrac{-2}{(x-1)^3}. Il segno è opposto a quello di (x-1)^3: f'>0 per x<1 (crescente) e f'<0 per x>1 (decrescente). Nessun estremo (la derivata non si annulla mai); i due rami salgono entrambi verso l’asintoto verticale.
Derivata seconda: f''(x)=6(x-1)^{-4}=\dfrac{6}{(x-1)^4}>0 ovunque: concavità sempre verso l’alto, nessun flesso.
3. Grafico
Esercizio 4 — Seconda specie: l’oscillazione
Studiare la funzione
f(x)=\sin\!\left(\dfrac{1}{x}\right).
Il caso più «patologico»: una discontinuità di seconda specie in cui il limite non esiste affatto, per oscillazione.
1. Dominio e classificazione in x = 0
L’argomento \dfrac{1}{x} richiede x\neq 0, quindi D=\mathbb{R}\setminus\{0\}. Avvicinandosi a 0, l’argomento \dfrac{1}{x} tende a \pm\infty, e \sin di un argomento che diverge continua a oscillare tra -1 e +1 senza stabilizzarsi:
\lim_{x\to 0^+}\sin\!\left(\dfrac{1}{x}\right)\ \text{non esiste},\qquad \lim_{x\to 0^-}\sin\!\left(\dfrac{1}{x}\right)\ \text{non esiste}.
I limiti laterali non esistono (non sono né finiti né infiniti): è una discontinuità di seconda specie del sottotipo oscillante. Più ci si avvicina a 0, più le oscillazioni si infittiscono.
2. Studio della funzione
La funzione è dispari:
È limitata: -1\leq f(x)\leq 1.
Zeri: \sin\dfrac{1}{x}=0 dove \dfrac{1}{x}=k\pi, cioè x=\dfrac{1}{k\pi} (per ogni intero k\neq 0). Sono infiniti zeri, che si accumulano verso l’origine: \displaystyle \dfrac{1}{\pi},\dfrac{1}{2\pi},\dfrac{1}{3\pi},\dots\to 0.
Limiti all’infinito: per x\to\pm\infty, \dfrac{1}{x}\to 0 e quindi \sin\dfrac{1}{x}\to\sin 0=0. La retta y=0 è asintoto orizzontale bilatero: lontano dall’origine la funzione si calma e tende a 0.
Derivata: con la regola della catena,
Vicino a 0 il fattore \displaystyle \dfrac{1}{x^2} esplode e il coseno oscilla: la funzione ha infiniti massimi e minimi (tutti a quota \pm1) che si addensano verso l’origine. Lontano dall’origine, invece, f' tende a 0 e le oscillazioni si spengono.
3. Grafico
Sintesi: l’albero decisionale
Davanti a un punto sospetto x_0, la classificazione segue sempre lo stesso albero, basato sui limiti laterali \ell^- e \ell^+:
- Entrambi finiti?
-
Sì, e \ell^-=\ell^+: se questo valore comune è diverso da f(x_0) (o f(x_0) non esiste) → eliminabile (terza specie); se è uguale → la funzione è continua, nessuna discontinuità.
-
Sì, ma \ell^-\neq\ell^+: → salto (prima specie). L’ampiezza del salto è |\ell^+-\ell^-|.
- Almeno uno infinito o inesistente? → seconda specie:
- limite infinito → asintoto verticale (sottotipo «polo», come \displaystyle \dfrac{1}{(x-1)^2});
- limite che non esiste per oscillazione → sottotipo oscillante (come \sin\dfrac{1}{x}).
L’errore tipico è confondere il salto (prima specie, limiti finiti) con un asintoto verticale (seconda specie, limite infinito): sono comportamenti diversi che la sola lettura dei limiti laterali distingue senza ambiguità.