Studio di funzione con parametro

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    Lo studio con parametro è uno dei temi d’esame più frequenti, e mette alla prova la comprensione di tutto lo studio di funzione. Si presenta in due forme principali:

    • Discussione di una famiglia f_k(x): la funzione dipende da un parametro k, e si chiede come cambiano dominio, asintoti, estremi e flessi al variare di k. La risposta non è un singolo grafico, ma una classificazione per casi.
    • Numero di soluzioni di f(x)=k: si chiede quante soluzioni ha l’equazione a seconda di k. La chiave è leggere k come una retta orizzontale y=k e contare le sue intersezioni con il grafico (fisso) di f.

    In entrambi i casi lo strumento è sempre lo studio di funzione dello schema generale: si studia la funzione trattando k come una costante, e si discute dove i risultati cambiano qualità (un estremo che compare o sparisce, un asintoto che cambia, una retta che diventa tangente).

    Esercizio 1 — Numero di soluzioni per via grafica

    Discutere, al variare di k\in\mathbb{R}, il numero di soluzioni dell’equazione

    x^3-3x=k.

    1. Strategia

    Invece di risolvere l’equazione cubica (difficile), la leggiamo come intersezione tra il grafico fisso della funzione g(x)=x^3-3x e la retta orizzontale y=k (mobile). Il numero di soluzioni dell’equazione è il numero di punti in cui la retta taglia il grafico.

    2. Studio della funzione di riferimento

    La cubica g(x)=x^3-3x è già nota (vedi funzioni polinomiali): dispari, con massimo relativo M(-1,2) e minimo relativo m(1,-2), e g\to\pm\infty agli estremi. I valori chiave per la discussione sono le quote degli estremi: y=2 e y=-2.

    3. Discussione

    Facciamo scorrere la retta y=k dall’alto verso il basso e contiamo le intersezioni:

    Valore di kNumero di soluzioniDescrizione
    k>21la retta taglia solo il ramo destro crescente
    k=22la retta è tangente al massimo (-1,2) + taglia il ramo destro
    -2<k<23la retta attraversa entrambe le «gobbe»: tre intersezioni
    k=-22tangente al minimo (1,-2) + taglia il ramo sinistro
    k<-21la retta taglia solo il ramo sinistro

    I valori critici sono esattamente le quote degli estremi relativi: lì il numero di soluzioni cambia, perché la retta passa da secante a tangente.

    4. Grafico

    -3-2-1123 -5-4-3-2-112345 maxmin
    La cubica y = x³ − 3x con le rette critiche y = 2 e y = −2 (quote degli estremi). Una retta orizzontale y = k taglia il grafico in 1, 2 o 3 punti a seconda che k sia fuori, sul bordo o dentro la fascia [−2, 2].

    Esercizio 2 — Famiglia di parabole

    Studiare la famiglia di funzioni

    f_k(x)=x^2+kx+1,\qquad k\in\mathbb{R},

    discutendo zeri e vertice al variare di k, e trovando il luogo dei vertici.

    1. Caratteristiche comuni a tutta la famiglia

    Per ogni k si tratta di una parabola con concavità verso l’alto. Tutte passano per lo stesso punto: ponendo x=0, f_k(0)=1 indipendentemente da k. Il punto (0,1) è comune a tutte le parabole della famiglia (un «fascio» di parabole per (0,1)).

    2. Discussione degli zeri

    Gli zeri risolvono x^2+kx+1=0, con discriminante \Delta=k^2-4:

    Valore di k\DeltaZeri reali
    \lvert k\rvert>2\gt 0due zeri distinti
    k=\pm2=0uno zero doppio (parabola tangente all’asse x)
    \lvert k\rvert<2\lt 0nessuno zero (parabola tutta sopra l’asse x)

    3. Vertice e suo luogo

    Il vertice ha ascissa x_V=-\dfrac{k}{2} e ordinata

    y_V=f_k(x_V)=1-\dfrac{k^2}{4}.

    Al variare di k il vertice si sposta. Per trovare il luogo dei vertici eliminiamo il parametro: da \displaystyle x_V=-\dfrac{k}{2} ricaviamo k=-2x_V, e sostituiamo in y_V:

    y_V=1-\dfrac{(-2x_V)^2}{4}=1-\dfrac{4x_V^2}{4}=1-x_V^2.

    I vertici di tutte le parabole della famiglia giacciono sulla parabola y=1-x^2 (concavità verso il basso). Coerenza con il punto 2: il vertice tocca l’asse x (y_V=0) quando 1-x_V^2=0, cioè x_V=\pm1, corrispondenti a k=\mp2 — esattamente i casi di zero doppio.

    4. Grafico

    -4-3-2-11234 -2-1123456 punto comune (0,1)vertice (k=2)
    Un membro della famiglia (k = 2: parabola x² + 2x + 1, tangente all'asse x in (−1, 0)) e, tratteggiata, la parabola y = 1 − x² su cui giacciono i vertici al variare di k. Tutte le parabole della famiglia passano per (0, 1).

    Esercizio 3 — Discussione di asintoti ed estremi al variare di k

    Studiare la famiglia

    f_k(x)=\dfrac{x}{x^2+k},\qquad k\in\mathbb{R},

    discutendo come cambiano dominio, asintoti ed estremi al variare di k.

    1. Dominio secondo il segno di k

    Il denominatore si annulla dove x^2=-k. Distinguiamo:

    • k>0: x^2=-k<0 è impossibile, denominatore mai nullo → D=\mathbb{R};
    • k=0: f_0(x)=\dfrac{x}{x^2}=\dfrac{1}{x}, iperbole equilatera → D=\mathbb{R}\setminus\{0\};
    • k<0: x^2=-k>0 ha due soluzioni x=\pm\sqrt{-k}D=\mathbb{R}\setminus\{\pm\sqrt{-k}\}, con due asintoti verticali.

    Il segno di k cambia dunque la struttura stessa del dominio. In tutti i casi la funzione è dispari (numeratore dispari, denominatore pari).

    2. Asintoti orizzontali (validi per ogni k)

    Per x\to\pm\infty il denominatore (grado 2) batte il numeratore (grado 1):

    \lim_{x\to\pm\infty}\dfrac{x}{x^2+k}=0.

    La retta y=0 è asintoto orizzontale per ogni valore di k.

    3. Estremi: il caso k > 0

    Concentriamoci sul caso più regolare, k>0 (dominio \mathbb{R}). Derivata col quoziente:

    f_k'(x)=\dfrac{(x^2+k)-x\cdot 2x}{(x^2+k)^2}=\dfrac{k-x^2}{(x^2+k)^2}.

    Il denominatore è positivo; il segno è quello di k-x^2, che (essendo k>0) si annulla in x=\pm\sqrt{k}:

    Intervallof_k'(x)Andamento
    (-\infty,-\sqrt{k})-decrescente
    (-\sqrt{k},\sqrt{k})+crescente
    (\sqrt{k},+\infty)-decrescente

    In x=\sqrt{k} un massimo, in x=-\sqrt{k} un minimo, di valore

    f_k(\sqrt{k})=\dfrac{\sqrt{k}}{k+k}=\dfrac{\sqrt{k}}{2k}=\dfrac{1}{2\sqrt{k}},\qquad f_k(-\sqrt{k})=-\dfrac{1}{2\sqrt{k}}.

    Si nota che più k cresce, più gli estremi si allontanano dall’origine (in \pm\sqrt k) e più si abbassano (a \displaystyle \pm\dfrac{1}{2\sqrt k}\to 0).

    4. Quadro riassuntivo

    CasoDominioAsintotiEstremi
    k>0\mathbb{R}orizzontale y=0max \displaystyle \left(\sqrt k,\dfrac{1}{2\sqrt k}\right), min \displaystyle \left(-\sqrt k,-\dfrac{1}{2\sqrt k}\right)
    k=0\mathbb{R}\setminus\{0\}y=0 e x=0nessuno (iperbole 1/x)
    k<0\mathbb{R}\setminus\{\pm\sqrt{-k}\}y=0 e x=\pm\sqrt{-k}nessuno

    5. Grafico (caso k = 1)

    -6-5-4-3-2-1123456 max (√k, 1/2√k)min
    Il membro k = 1 della famiglia x/(x² + k): dominio ℝ, asintoto orizzontale y = 0, massimo in (1, 1/2) e minimo in (−1, −1/2). Per k > 0 gli estremi sono in ±√k a quota ±1/(2√k).

    Esercizio 4 — Numero di zeri di una funzione trascendente

    Discutere, al variare di k\in\mathbb{R}, il numero di soluzioni dell’equazione

    e^x=kx,

    equivalente a studiare gli zeri della famiglia f_k(x)=e^x-kx.

    1. Strategia

    Studiamo direttamente f_k(x)=e^x-kx e contiamo i suoi zeri (i punti in cui il grafico taglia l’asse x), discutendo al variare di k. Notiamo subito che f_k(0)=e^0-0=1>0 per ogni k: tutte le curve della famiglia partono al di sopra dell’asse x in x=0.

    2. Derivata e ruolo del segno di k

    f_k'(x)=e^x-k.

    Se k\leq 0: poiché e^x>0\geq k, si ha f_k'(x)>0 sempre. Per k<0 la funzione è monotòna crescente e

    \lim_{x\to-\infty}f_k(x)=-\infty.

    Poiché tende poi a +\infty, una funzione continua e strettamente crescente ha esattamente un zero. (Per k=0, invece, f_0=e^x>0 non ha alcuno zero.)

    Se k>0: f_k'(x)=0 in x=\ln k, con minimo (la derivata passa da - a +). Il valore minimo è

    f_k(\ln k)=e^{\ln k}-k\ln k=k-k\ln k=k\,(1-\ln k).

    3. Discussione per k > 0 tramite il minimo

    Il numero di zeri dipende dal segno del minimo k(1-\ln k) (con k>0, il segno è quello di 1-\ln k):

    Posizione del minimoCondizioneNumero di zeri
    minimo \gt 01-\ln k>0\iff k<e0
    minimo =0k=e1 (la retta è tangente alla curva e^x)
    minimo \lt 0k>e2

    4. Quadro completo

    Valore di kNumero di soluzioni di e^x=kx
    k<01
    k=00
    0<k<e0
    k=e1 (tangenza)
    k>e2

    Il valore critico k=e è quello per cui la retta y=kx è tangente alla curva y=e^x: è il caso-soglia che separa «nessuna intersezione» da «due intersezioni».

    5. Grafico (caso critico k = e)

    -3-2-1123 -1123456789 tangenza (k=e)
    La curva y = eˣ e la retta y = e·x (caso k = e), tangenti nel punto (1, e). Per k < e la retta non tocca la curva (0 soluzioni), per k > e la taglia in due punti (2 soluzioni).

    Sintesi: il metodo per i parametri

    Due schemi coprono la maggior parte degli esercizi con parametro:

    Discussione di una famiglia f_k. Si studia f_k trattando k come costante e si individuano i valori critici di k in cui cambia la qualità del grafico:

    • dominio (un denominatore che si annulla solo per certi k, come in \displaystyle \dfrac{x}{x^2+k});
    • esistenza di estremi (una derivata che ha zeri reali solo per certi k);
    • comparsa/sparizione di asintoti. Spesso si chiede anche il luogo geometrico di un punto notevole (vertice, estremo): si esprime il punto in funzione di k e si elimina il parametro.

    Numero di soluzioni di f(x)=k. Si studia una sola volta il grafico fisso di f e si fa scorrere la retta orizzontale y=k: il numero di soluzioni è il numero di intersezioni, e i valori critici di k sono le quote degli estremi (dove la retta passa da secante a tangente). La variante f(x)=g_k(x) con una famiglia di rette (come e^x=kx) si tratta studiando la differenza f-g_k e i suoi zeri, cercando il k di tangenza.

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