Scorta di sicurezza

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    La scorta di sicurezza (safety stock) è la quantità di scorta aggiuntiva mantenuta a magazzino per proteggersi dall’incertezza — variazioni impreviste della domanda o ritardi nei tempi di approvvigionamento — ed evitare la rottura di stock (stockout), cioè restare senza prodotto quando serve.

    Il principio nasce dal fatto che domanda e tempi di consegna non sono perfettamente prevedibili. Se si ordinasse esattamente la quantità media prevista, metà delle volte la domanda reale supererebbe la previsione e si resterebbe senza scorta. La scorta di sicurezza è il cuscinetto che assorbe questa variabilità.

    Il suo dimensionamento bilancia due rischi opposti:

    Scorta di sicurezzaRischio
    Troppo bassarotture di stock, vendite perse, fermi
    Troppo altacapitale immobilizzato, costi di magazzino

    Il calcolo dipende dalla variabilità (deviazione standard) della domanda e del lead time, e dal livello di servizio desiderato — la probabilità di non andare in rottura di stock. Una formula comune, per lead time fisso e domanda variabile, è:

    SS = z \cdot \sigma_d \cdot \sqrt{LT}

    dove z è il coefficiente legato al livello di servizio (più alto il servizio, più grande z), \sigma_d la deviazione standard della domanda e LT il lead time. La presenza della radice del lead time mostra un punto importante: tempi di approvvigionamento più lunghi richiedono scorte di sicurezza maggiori, e ridurre il lead time è spesso più efficace che aumentare le scorte.

    C’è un trade-off di fondo: garantire un livello di servizio molto alto (es. 99%) richiede scorte sproporzionatamente grandi, perché la relazione tra servizio e scorta non è lineare. La scorta di sicurezza è un concetto centrale della gestione delle scorte, in tensione con la filosofia just-in-time che mira a ridurla al minimo migliorando affidabilità e prevedibilità a monte.

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