Il problema dei trasporti distribuisce un bene da più origini (con offerta) a più destinazioni (con domanda) minimizzando il costo totale di trasporto. È una PL con struttura speciale, risolvibile con metodi dedicati più efficienti del simplesso generale. Questa scheda allena bilanciamento, soluzioni iniziali e il caso particolare dell’assegnazione.
1. Bilanciamento del problema
Esercizio. Tre origini con offerte 20,30,25; tre destinazioni con domande 10,40,15. Il problema è bilanciato?
Si confrontano offerta e domanda totali:
\sum\text{offerta}=20+30+25=75,\qquad \sum\text{domanda}=10+40+15=65.
Offerta (75) > domanda (65): problema sbilanciato. Si aggiunge una destinazione fittizia con domanda 75-65=10 e costi nulli, per assorbire l’eccedenza. Il bilanciamento è il prerequisito dei metodi risolutivi.
2. Soluzione iniziale: angolo nord-ovest
Esercizio. Costruire una soluzione iniziale con il metodo dell’angolo nord-ovest per offerte (O_1=30,O_2=20) e domande (D_1=25,D_2=25).
Si parte dalla cella in alto a sinistra e si soddisfa il massimo possibile, scorrendo:
- (O_1,D_1): \min(30,25)=25 → D_1 esaurita, resta O_1=5;
- (O_1,D_2): \min(5,25)=5 → O_1 esaurita, resta D_2=20;
- (O_2,D_2): \min(20,20)=20 → completato.
Allocazioni: 25,5,20. Il nord-ovest è rapido ma ignora i costi: dà solo un punto di partenza ammissibile da migliorare.
3. Soluzione iniziale a costo minimo
Esercizio. Spiegare il vantaggio del metodo del costo minimo rispetto al nord-ovest.
Il metodo del costo minimo alloca per prima la cella con il costo unitario più basso, poi la successiva più economica, rispettando offerte e domande residue.
A differenza del nord-ovest, tiene conto dei costi: la soluzione iniziale è in genere molto più vicina all’ottimo, riducendo le iterazioni successive. Il prezzo è qualche confronto in più nella scelta delle celle.
4. Numero di celle base
Esercizio. Per un problema di trasporti m\times n bilanciato, quante celle base (allocazioni non nulle) deve avere una soluzione di base?
Una soluzione di base ammissibile ha esattamente:
\text{celle base}=m+n-1.
Per un 3\times3: 3+3-1=5 celle. Se sono meno, la soluzione è degenere e va completata con un’allocazione fittizia (zero) per applicare i metodi di ottimizzazione (es. stepping-stone, MODI).
5. Verifica di ottimalità (potenziali)
Esercizio. Su quale criterio si basa l’ottimalità nel metodo dei potenziali (MODI)?
Si calcolano i potenziali u_i (righe) e v_j (colonne) imponendo u_i+v_j=c_{ij} sulle celle base. Poi, per ogni cella fuori base, il costo ridotto:
\Delta_{ij}=c_{ij}-(u_i+v_j).
La soluzione è ottima se tutti i \Delta_{ij}\ge0 (minimizzazione): nessuna cella fuori base conviene. Un \Delta_{ij}<0 indica una rotta più economica da introdurre.
6. Problema dell’assegnazione
Esercizio. Descrivere il problema dell’assegnazione come caso particolare dei trasporti.
L’assegnazione abbina n agenti a n compiti, uno a uno, minimizzando il costo totale. È un trasporto con:
\text{offerte}=\text{domande}=1\ \text{per ogni nodo.}
Per la sua struttura si risolve con il metodo ungherese, più efficiente. La soluzione assegna esattamente un compito per agente (matrice di permutazione). È il modello di turni, allocazione macchine-lavori, abbinamenti.
7. Costo di una soluzione di trasporto
Esercizio. Date le allocazioni:
e i costi:
calcolare il costo totale.
Il costo totale è:
Quindi:
Calcolando:
Risultato:
Una soluzione ammissibile non è necessariamente buona: va sempre valutato il costo e poi confrontato con soluzioni alternative.
8. Metodo del costo minimo su un esempio
Esercizio. Risolvere una soluzione iniziale con costo minimo per offerte (20,30), domande (10,40) e matrice dei costi:
La cella più economica è (2,2) con costo 1. Allochiamo:
L’offerta della seconda origine si esaurisce; resta domanda D_2=10.
Tra le celle residue, per la prima origine restano D_1=10 e D_2=10. Allochiamo:
Soluzione:
Costo:
Il metodo non garantisce sempre l’ottimo, ma produce spesso una base iniziale migliore del nord-ovest.
9. Verifica MODI in un problema 2\times2
Esercizio. Per la soluzione base del punto 8, verificare l’ottimalità con i potenziali MODI.
Le celle base sono:
Per un problema 2\times2 servono m+n-1=3 celle base: la soluzione non è degenere.
Imponiamo:
sulle celle base. Poniamo u_1=0.
Dalla cella (1,1):
Dalla cella (1,2):
Dalla cella (2,2):
L’unica cella fuori base è (2,1), con costo ridotto:
Poiché:
la soluzione è ottima per un problema di minimizzazione.
10. Degenerazione
Esercizio. Un problema di trasporti 3\times3 ha solo 4 celle allocate positive. È una soluzione di base valida?
Una soluzione di base deve avere:
celle base.
Se le celle positive sono solo 4, la soluzione è degenere. Per applicare MODI o stepping-stone si aggiunge una cella base con allocazione nulla, scelta in modo da non creare cicli chiusi prematuri.
Risultato:
La degenerazione non rende la soluzione inammissibile; rende delicata la procedura di ottimizzazione.
Errori comuni
- Non bilanciare prima di risolvere. Offerta ≠ domanda richiede origine/destinazione fittizia a costo nullo: i metodi presuppongono il bilanciamento.
- Usare il nord-ovest come soluzione finale. È solo un punto di partenza ammissibile, quasi mai ottimo: va migliorato.
- Ignorare la degenerazione. Con meno di m+n-1 celle base i metodi dei potenziali si bloccano: serve un’allocazione fittizia.
- Confondere assegnazione e trasporto generale. L’assegnazione ha offerte/domande unitarie: il metodo ungherese la risolve meglio del simplesso.
- Non calcolare il costo totale. Una tabella ammissibile va sempre tradotta in costo, altrimenti non si può confrontare né migliorare.