Induttanza

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    L’induttanza (simbolo LL) è il parametro elettrico macroscopico che quantifica l’attitudine di un componente (tipicamente un avvolgimento a spira o un solenoide) ad accumulare energia sotto forma di campo magnetico e ad opporsi a qualsiasi variazione della corrente elettrica che lo attraversa. L’unità di misura nel Sistema Internazionale è l’Henry (H).

    Fisicamente, la corrente ii circolante in una bobina genera un flusso di campo magnetico concatenato con la bobina stessa Φc\Phi_c. L’induttanza è il rapporto costante tra questo flusso e la corrente che lo ha generato:

    L=ΦciL = \frac{\Phi_c}{i}

    In accordo con la Legge di Faraday-Neumann e la Legge di Lenz, se la corrente varia nel tempo, varia anche il flusso magnetico, il che genera ai capi dell’induttore una forza elettromotrice indotta v(t)v(t) che si oppone alla variazione di corrente stessa:

    v(t)=Ldi(t)dtv(t) = L \frac{di(t)}{dt}

    Questa equazione differenziale illustra il comportamento circuitale dell’induttore: in regime stazionario di corrente continua (di/dt=0di/dt = 0), l’induttore si comporta idealmente come un cortocircuito. Al contrario, repentine variazioni di corrente o l’apertura brusca del circuito provocano pericolosissime sovratensioni transitorie.

    In corrente alternata sinusoidale a pulsazione ω\omega, l’induttore offre un’impedenza puramente immaginaria Z=jωL\mathbf{Z} = j\omega L, producendo una reattanza induttiva XL=ωLX_L = \omega L proporzionale alla frequenza, e sfasando la tensione in anticipo di 9090^{\circ} rispetto alla corrente. Per questo motivo è l’elemento chiave dei filtri passa-basso.

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