Doppi bipoli e quadripoli: esercizi svolti su parametri Z, Y, h

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    Un doppio bipolo (o quadripolo) è una rete con una porta d’ingresso e una d’uscita, descritta da quattro grandezze: V_1, I_1 (ingresso) e V_2, I_2 (uscita). Invece di analizzare tutto l’interno, si caratterizza la rete con una matrice di due equazioni che lega queste grandezze. È il linguaggio di amplificatori, filtri, linee e modelli di transistor.

    Convenzione: correnti I_1 e I_2 entranti nelle rispettive porte.

    1. Parametri impedenza Z

    I parametri \mathbf{Z} esprimono le tensioni in funzione delle correnti:

    \begin{cases}V_1=z_{11}I_1+z_{12}I_2\\ V_2=z_{21}I_1+z_{22}I_2\end{cases}

    Si misurano a porte aperte (I=0):

    \begin{aligned} z_{11}&=\left.\dfrac{V_1}{I_1}\right|_{I_2=0}, &z_{12}&=\left.\dfrac{V_1}{I_2}\right|_{I_1=0},\\ z_{21}&=\left.\dfrac{V_2}{I_1}\right|_{I_2=0}, &z_{22}&=\left.\dfrac{V_2}{I_2}\right|_{I_1=0}. \end{aligned}

    2. Parametri Z di una rete a T

    Esercizio. Una rete a T con ramo serie d’ingresso R_a=10\ \Omega, ramo serie d’uscita R_b=20\ \Omega e ramo trasversale comune R_c=30\ \Omega. Calcolare i parametri Z.

    Passo 1 — z_{11} (con I_2=0, porta 2 aperta). Dalla porta 1 si vede R_a in serie a R_c (in R_b non scorre corrente):

    z_{11}=R_a+R_c=10+30=40\ \Omega.

    Passo 2 — z_{22} (con I_1=0). Specularmente dalla porta 2:

    z_{22}=R_b+R_c=20+30=50\ \Omega.

    Passo 3 — z_{12}=z_{21} (transimpedenze). Con una porta aperta, la corrente dell’altra attraversa solo R_c, che è il ramo comune:

    z_{12}=z_{21}=R_c=30\ \Omega.

    La rete a T ha sempre z_{12}=z_{21}= (ramo trasversale). L’uguaglianza z_{12}=z_{21} conferma che è una rete reciproca (solo elementi passivi).

    3. Parametri ammettenza Y

    I parametri \mathbf{Y} esprimono le correnti in funzione delle tensioni, misurati a porte in corto (V=0):

    \begin{cases}I_1=y_{11}V_1+y_{12}V_2\\ I_2=y_{21}V_1+y_{22}V_2\end{cases}

    y_{11}=\left.\dfrac{I_1}{V_1}\right|_{V_2=0},\qquad y_{22}=\left.\dfrac{I_2}{V_2}\right|_{V_1=0}.

    4. Parametri Y di una rete a Π

    Esercizio. Una rete a Π con ramo trasversale d’ingresso R_1=20\ \Omega, ramo serie R_2=10\ \Omega, ramo trasversale d’uscita R_3=40\ \Omega. Calcolare y_{11}.

    Conviene ragionare in conduttanze: G_1=1/20=0{,}05\ \text{S}, G_2=1/10=0{,}10\ \text{S}, G_3=1/40=0{,}025\ \text{S}.

    y_{11} (con V_2=0, porta 2 in corto). Dalla porta 1 si vedono R_1 e R_2 in parallelo (il corto su porta 2 mette R_2 a massa):

    y_{11}=G_1+G_2=0{,}05+0{,}10=0{,}15\ \text{S}.

    Per la rete a Π i parametri Y sono il duale dei parametri Z della T: y_{11}=G_1+G_2, y_{22}=G_2+G_3, y_{12}=y_{21}=-G_2.

    5. Verifica di reciprocità

    Esercizio. Per la rete a Π del punto 4, calcolare y_{12} e y_{21} e verificare la reciprocità.

    Con una porta in corto, l’accoppiamento avviene solo tramite il ramo serie R_2, con segno negativo per convenzione:

    y_{12}=y_{21}=-G_2=-0{,}10\ \text{S}.

    y_{12}=y_{21}: la rete è reciproca, come atteso per soli elementi passivi. La reciprocità cade quando compaiono generatori controllati (es. modello di transistor).

    6. Parametri ibridi h

    Esercizio. Scrivere il significato dei parametri ibridi h, usati nel modello a piccoli segnali del transistor BJT.

    Il set ibrido mescola le variabili:

    \begin{cases}V_1=h_{11}I_1+h_{12}V_2\\ I_2=h_{21}I_1+h_{22}V_2\end{cases}

    Interpretazione:

    • h_{11}=\left.\dfrac{V_1}{I_1}\right|_{V_2=0}impedenza d’ingresso (uscita in corto), in \Omega;
    • h_{21}=\left.\dfrac{I_2}{I_1}\right|_{V_2=0}guadagno di corrente (è il \beta del transistor), adimensionale;
    • h_{12}=\left.\dfrac{V_1}{V_2}\right|_{I_1=0}reazione inversa di tensione, adimensionale;
    • h_{22}=\left.\dfrac{I_2}{V_2}\right|_{I_1=0}ammettenza d’uscita, in \text{S}.

    Le dimensioni miste (\Omega, S, due numeri puri) danno il nome “ibridi”: sono comodi proprio perché h_{11} e h_{21} si misurano con uscita in corto, condizione naturale per il transistor.

    7. Parametri di trasmissione ABCD

    Esercizio. Calcolare i parametri ABCD di una semplice impedenza serie Z.

    I parametri di trasmissione legano ingresso e uscita (con I_2 uscente):

    \begin{cases}V_1=A\,V_2+B\,I_2\\ I_1=C\,V_2+D\,I_2\end{cases}

    Per una sola impedenza serie Z: la tensione cade su Z ma la corrente passa inalterata, quindi V_1=V_2+Z I_2 e I_1=I_2:

    A=1,\quad B=Z,\quad C=0,\quad D=1\ \Rightarrow\ \begin{pmatrix}1 & Z\\ 0 & 1\end{pmatrix}.

    I parametri ABCD sono i preferiti per le cascate: due quadripoli in serie hanno matrice ABCD pari al prodotto delle singole matrici. È così che si analizzano linee e filtri a sezioni multiple.

    8. Impedenza d’ingresso con carico

    Esercizio. La rete a T del punto 2 (z_{11}=40, z_{22}=50, z_{12}=z_{21}=30\ \Omega) è chiusa su un carico R_L=50\ \Omega. Calcolare l’impedenza d’ingresso vista dalla porta 1.

    Con il carico, V_2=-R_L I_2. Sostituendo nelle equazioni Z e ricavando Z_{in}=V_1/I_1:

    Z_{in}=z_{11}-\dfrac{z_{12}\,z_{21}}{z_{22}+R_L}=40-\dfrac{30\times30}{50+50}=40-\dfrac{900}{100}=40-9=31\ \Omega.

    Il carico in uscita si “riflette” sull’ingresso tramite il termine di accoppiamento z_{12}z_{21}: senza accoppiamento (z_{12}=0) l’ingresso resterebbe z_{11}.

    9. Conversione da parametri Z a Y

    Esercizio. Per la rete a T del punto 2, con

    \mathbf Z= \begin{pmatrix} 40 & 30\\ 30 & 50 \end{pmatrix}\Omega,

    calcolare la matrice \mathbf Y=\mathbf Z^{-1}.

    Il determinante è:

    \Delta_Z=z_{11}z_{22}-z_{12}z_{21}=40\times50-30\times30=2000-900=1100.

    L’inversa vale:

    \mathbf Y=\dfrac{1}{1100} \begin{pmatrix} 50 & -30\\ -30 & 40 \end{pmatrix}.

    Quindi:

    y_{11}=0{,}0455\ \text{S},\quad y_{12}=y_{21}=-0{,}0273\ \text{S},\quad y_{22}=0{,}0364\ \text{S}.

    La reciprocità resta visibile anche dopo la conversione: y_{12}=y_{21}. Il segno negativo dei termini mutui è normale nelle matrici di ammettenza passive.

    10. Cascata di due quadripoli ABCD

    Esercizio. Due impedenze serie Z_1=10\ \Omega e Z_2=20\ \Omega sono in cascata. Usare i parametri ABCD per ricavare l’equivalente.

    Ogni impedenza serie ha matrice:

    \mathbf M_Z= \begin{pmatrix} 1 & Z\\ 0 & 1 \end{pmatrix}.

    La cascata:

    \mathbf M= \begin{pmatrix} 1 & 10\\ 0 & 1 \end{pmatrix} \begin{pmatrix} 1 & 20\\ 0 & 1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 & 30\\ 0 & 1 \end{pmatrix}.

    Il risultato è un’unica impedenza serie da 30\ \Omega, come atteso. Il vantaggio degli ABCD emerge con reti più complesse: la cascata resta un prodotto di matrici ordinato.

    11. Guadagno di tensione con carico

    Esercizio. Una rete ha parametri ABCD A=1, B=30\ \Omega, C=0, D=1 ed è chiusa su R_L=60\ \Omega. Calcolare il rapporto V_2/V_1.

    Con I_2=V_2/R_L:

    V_1=A V_2+B I_2=V_2\left(A+\dfrac{B}{R_L}\right).

    Quindi:

    \dfrac{V_2}{V_1}=\dfrac{1}{A+B/R_L} =\dfrac{1}{1+30/60} =\dfrac{1}{1{,}5}=0{,}667.

    Il quadripolo serie e il carico formano un partitore. Il formalismo ABCD permette di calcolare rapidamente il guadagno caricato senza ridisegnare il circuito interno.

    Errori comuni

    • Sbagliare la condizione di misura. I parametri Z si trovano a porte aperte (I=0), i parametri Y a porte in corto (V=0). Invertirle dà risultati senza senso.
    • Dimenticare il segno delle correnti. La convenzione I_1,I_2 entranti è cruciale: cambiare verso di I_2 cambia il segno dei termini di accoppiamento.
    • Assumere sempre la reciprocità. z_{12}=z_{21} vale solo per reti passive; con generatori controllati (transistor) decade ed è proprio ciò che rende utile il set h.
    • Sommare male le matrici in cascata. Solo i parametri ABCD si moltiplicano in cascata; Z e Y no. Per cascate, convertire prima in ABCD.
    • Invertire una matrice senza controllare il determinante. La conversione Z↔Y richiede \Delta\ne0 e cambia unità da ohm a siemens.
    • Dimenticare il carico nel guadagno. Il rapporto a vuoto non coincide con quello sotto carico: il carico si riflette attraverso i parametri del quadripolo.

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