In ingegneria strutturale e meccanica, lo sforzo (o tensione, in inglese stress) rappresenta l’intensità delle forze interne che si sviluppano tra le particelle di un corpo solido a seguito di carichi esterni, variazioni termiche o deformazioni imposte. Si definisce come il rapporto tra la forza agente su una superficie interna infinitesima e l’area della superficie stessa.
Lo sforzo si misura in Pascal (Pa) o Newton su metro quadrato (N/m²).
Secondo la teoria di Cauchy, lo stato di sforzo in un punto è descritto da un tensore del secondo ordine (tensore degli sforzi), le cui componenti si dividono in due categorie principali:
- Sforzo Normale (): agisce perpendicolarmente alla sezione considerata, tendendo ad allungare (trazione) o accorciare (compressione) le fibre del materiale.
- Sforzo Tangenziale (): agisce parallelamente alla sezione, tendendo a far scivolare uno strato di materiale rispetto all’altro (taglio).
Il calcolo dello sforzo è il passaggio critico per la verifica di resistenza: l’ingegnere deve assicurarsi che lo sforzo massimo agente nel componente non superi la “tensione ammissibile” o lo “sforzo di snervamento” del materiale scelto, per evitare il cedimento strutturale.