Fronte di carbonatazione

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    Il fronte di carbonatazione è la profondità fino alla quale la carbonatazione ha ridotto l’alcalinità del calcestruzzo. È una grandezza di durabilità: diventa critica quando raggiunge il copriferro e quindi la zona delle armature.

    Nel calcestruzzo non carbonatato il pH della soluzione nei pori è molto alto e mantiene passivo l’acciaio. Quando la \mathrm{CO_2} penetra, reagisce con le fasi basiche della pasta cementizia e abbassa il pH; se il fronte raggiunge le barre, la protezione chimica dell’acciaio può diminuire.

    Modello di avanzamento

    In prima approssimazione l’avanzamento è spesso descritto da una legge parabolica:

    x_c(t)\simeq k\sqrt{t}.

    Dove x_c è la profondità carbonatata, t il tempo di esposizione e k un coefficiente empirico che incorpora qualità del calcestruzzo e ambiente. Il modello esprime un comportamento controllato dalla diffusione: procedendo verso l’interno, la \mathrm{CO_2} deve attraversare uno strato già carbonatato sempre più spesso.

    SimboloSignificatoNota
    \displaystyle x_cprofondità di carbonatazionespesso misurata in \displaystyle \mathrm{mm}
    \displaystyle kcoefficiente di carbonatazionedipende da porosità, umidità, \displaystyle \mathrm{CO_2} e maturazione
    \displaystyle ttempo di esposizionel’unità deve essere coerente con quella usata per \displaystyle k
    \displaystyle ccopriferrodistanza tra superficie esterna e armatura

    La condizione di attenzione strutturale si può scrivere in forma semplice:

    x_c(t)\ge c.

    Se si assume costante il coefficiente k, una stima del tempo critico per raggiungere il copriferro è:

    t_{\mathrm{crit}}\simeq \left(\dfrac{c}{k}\right)^2.

    Fattori principali

    FattoreEffetto sul fronte
    rapporto acqua/cemento elevatoaumenta porosità e permeabilità
    cattiva stagionaturalascia una matrice più aperta e meno resistente alla diffusione
    umidità intermediafavorisce la carbonatazione: c’è acqua nei pori ma non saturazione completa
    fessureoffrono percorsi rapidi alla \displaystyle \mathrm{CO_2}
    copriferro ridottoaccorcia la distanza da percorrere prima di raggiungere le barre

    La carbonatazione non coincide automaticamente con corrosione delle armature: servono anche ossigeno, umidità e condizioni elettrochimiche adatte. Tuttavia rimuove una barriera essenziale, cioè l’ambiente fortemente alcalino che protegge l’acciaio.

    Misura pratica

    Una prova comune usa fenolftaleina su una superficie fresca di frattura o carotaggio. Le zone ancora fortemente alcaline assumono colorazione rosata o fucsia; le zone carbonatate restano incolori. La misura fornisce una profondità indicativa del fronte e va interpretata insieme a copriferro, fessurazione, esposizione ambientale e stato delle armature.

    Errori comuni

    • Usare x_c=k\sqrt{t} come legge universale: è un modello empirico, non una costante del materiale.
    • Valutare solo la profondità media ignorando fessure, difetti locali e copriferro reale.
    • Confondere carbonatazione con attacco da cloruri: entrambi possono favorire corrosione, ma agiscono con meccanismi diversi.
    • Considerare il carbonato formato come l’unico effetto: il punto critico è la perdita di alcalinità.

    Vedi anche: carbonatazione, copriferro, corrosione delle armature, pH, ossidoriduzione.

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