L’escavatore è una macchina operatrice fondamentale per il movimento terra e le costruzioni ingegneristiche civili e minerarie. È concepito principalmente per asportare materiale (terreno, roccia sminuzzata, detriti) dal suolo e caricarlo su mezzi di trasporto o in cumuli.
Costruttivamente, un escavatore idraulico classico si compone di:
- Un carro (cingolato o gommato) che garantisce mobilità e stabilità;
- Una torretta rotante a 360° che ospita il motore termico, le pompe idrauliche e la cabina dell’operatore;
- Un braccio articolato (spesso diviso in “braccio” base e “avambraccio”) mosso da cilindri oleodinamici ad alta pressione, al cui estremo è fissata l’attrezzatura (tipicamente una benna rovescia, ma anche martelli demolitori, pinze o trivelle).
La forza di strappo massima dell’escavatore dipende dalla geometria del braccio e dalla spinta fornita dai cilindri idraulici associati al pistone della benna e del braccio.
La sua produttività oraria dipende fortemente dalla capacità colma della benna , dalla natura del terreno (fattore di rigonfiamento o rimpimento) e dal tempo di ciclo (tempo medio per scavare, ruotare, scaricare e tornare in posizione):
dove è un coefficiente globale di efficienza. Per lavori in trincea o scavi profondi, la flessibilità del braccio articolato rende l’escavatore insostituibile rispetto a mezzi più rigidi come pale caricatrici o bulldozer.