Reazione di Wittig

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    La reazione di Wittig è una trasformazione di sintesi organica che converte un gruppo carbonilico in un doppio legame carbonio-carbonio. In termini operativi, l’ossigeno di un’aldeide o chetone viene sostituito dal frammento carbonioso di un’ilide del fosforo, generando un alchene nella posizione esatta occupata dal carbonile di partenza.

    \mathrm{R^1R^2C=O}+\mathrm{Ph_3P=CR^3R^4} \longrightarrow \mathrm{R^1R^2C=CR^3R^4}+\mathrm{Ph_3P=O}

    Il pregio della reazione non è soltanto formare un alchene, ma decidere dove collocarlo: il carbonio carbonilico diventa uno dei due atomi del doppio legame, mentre l’altro deriva dall’ilide. Per questo la Wittig è uno strumento retrosintetico naturale quando una molecola bersaglio contiene un alchene ottenibile “tagliando” il doppio legame e risalendo a un carbonile.

    Schema della reazione di Wittig con carbonile, ilide, betaina, ossafosfetano, alchene e ossido di trifenilfosfina
    Reazione di Wittig: il carbonile e l'ilide formano una betaina, passano per l'ossafosfetano e collassano in alchene più ossido di trifenilfosfina.

    Meccanismo essenziale

    L’ilide di fosforo può essere rappresentata con una forma neutra, \mathrm{Ph_3P=CR^3R^4}, e con una forma zwitterionica, \mathrm{Ph_3P^+-C^-R^3R^4}. La componente carbanionica attacca il carbonile, formando una betaina; questa si chiude in un intermedio ciclico a quattro membri, l’ossafosfetano, che collassa poi in alchene e ossido di trifenilfosfina.

    La forte stabilità del legame \mathrm{P=O} in \mathrm{Ph_3P=O} fornisce una spinta termodinamica importante. Dal punto di vista sintetico, però, non basta ricordare il prodotto finale: la natura dell’ilide, la reattività del carbonile e l’ingombro sterico determinano resa e selettività.

    Scelta dell’ilide e stereochimica

    La selettività E/Z dipende dal tipo di ilide e dalle condizioni. Le ilidi non stabilizzate, prive di gruppi elettronattrattori direttamente legati al carbonio nucleofilo, tendono spesso a dare alcheni Z. Le ilidi stabilizzate, per esempio con esteri, chetoni o nitrili coniugati al carbonio dell’ilide, portano più facilmente ad alcheni E. Le ilidi semistabilizzate, come quelle benziliche o alliliche, sono intermedie e richiedono maggiore cautela previsionale.

    Elemento da scegliereIndicazione operativaEffetto sul prodotto
    Carbonile\displaystyle \mathrm{RCHO} reagisce in genere più rapidamente di \displaystyle \mathrm{R_2C=O}le aldeidi danno spesso rese migliori dei chetoni ingombrati
    Ilide non stabilizzata\displaystyle \mathrm{Ph_3P=CHR} con sostituenti alchiliciformazione frequente dell’alchene \displaystyle Z
    Ilide stabilizzata\displaystyle \mathrm{Ph_3P=CHCO_2R}, \displaystyle \mathrm{Ph_3P=CHCOR}, \displaystyle \mathrm{Ph_3P=CHCN}maggiore tendenza verso l’alchene \displaystyle E
    Sottoprodotto\displaystyle \mathrm{Ph_3P=O}la formazione del legame \displaystyle \mathrm{P=O} rende favorevole il collasso dell’ossafosfetano

    Uso ingegneristico e limiti

    In progettazione di sintesi, la Wittig è utile quando serve trasformare un carbonile in un alchene senza passare da eliminazioni meno selettive. È particolarmente efficace su aldeidi e chetoni non troppo ingombrati; su substrati molto stericamente schermati, o in presenza di gruppi funzionali sensibili a basi forti, la preparazione e l’uso dell’ilide possono diventare il punto critico.

    Un errore comune è trattare la reazione come una generica “olefinazione” senza distinguere tra posizione del doppio legame e stereochimica. La posizione è in genere molto controllabile perché deriva dal carbonile scelto; la geometria E/Z, invece, va prevista a partire dal tipo di ilide e non va assunta automaticamente.

    Vedi anche: composti carbonilici, stereochimica, condensazione aldolica, addizione di Michael.

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